società

Le rotte delle migrazioni globali

Articolo pubblicato il 10 settembre 2015
Articolo pubblicato il 10 settembre 2015

Nel bel mezzo della peggiore crisi dei rifugiati dai tempi della Seconda guerra mondiale, molti europei si ostinano a dire "siamo pieni" e "non possiamo più accettare nessuno". È arrivato il momento di contestualizzare questo fenomeno e la mappa interattiva fornita dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni ci aiuta in questo intento.

Utilizzando i dati del 2010 della Banca mondiale (che saranno però presto aggiornati per rappresentare le rotte migratorie più recenti), questa mappa dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) fornisce agli utenti una rappresentazione grafica delle migrazioni in entrata (inward) ed in uscita (outward) per ogni singolo Paese.

Ogni cerchietto rappresenta 20 mila persone e lo spostamento dei cerchietti sulla mappa mostra quante persone sono emigrate da un Paese ad un altro e viceversa. Quindi si può vedere che sono oltre 500 mila i polacchi che hanno raggiunto il Regno Unito (una stima del 2013 ne contava circa 700 mila) mentre, stando ai dati del 2010, oltre 1 milione di inglesi vivono in Australia.

I flussi migratori si muovono in tutte le direzioni, il privilegio (o la disgrazia) deriva dal luogo di nascita: ci sono alcune popolazioni che possono muoversi più liberamente, mentre altre devono intraprendere un percorso lungo e difficile per mettersi in salvo da guerre, conflitti, persecuzioni e crisi politiche. E di questo si dovrebbe discutere oggi.

Scopri dove sono emigrati i tuoi compatrioti.

Fonte: International Organization for Migration IOM.int