società

Le patatine «Schranke» e la Ruhr dei passaggi a livello

Articolo pubblicato il 17 agosto 2010
Articolo pubblicato il 17 agosto 2010
Con il progetto Ruhr 2010, l'Europa intera scoprirà finalmente la ricca offerta culturale di questa regione tedesca. Ma cosa prevede il programma culinario? In effetti, solo una porzione di autentiche patatine «Schranke» può rappresentare davvero Essen, capitale europea della cultura del 2010, e le altre città della regione.

Le patatine fritte come ambasciatrici culinarie del progetto Ruhr 2010? Sono proprio loro il prodotto tipico della regione della Ruhr? Fermi tutti! Gli olandesi e i belgi sono stati più rapidi. Non per niente esistono diverse battute in cui i termini patatine e belgi sono strettamente legati («Come fanno 10 belgi ad entrare dentro una macchina?» - chi trova la giusta risposta vince la vaschetta di patatine necessaria, appunto, per far entrare 10 belgi in macchina). Ci sono anche molte battute e non pochi pregiudizi sulla Ruhr - che sia gli abitanti del luogo, sia gli stranieri sono soliti chiamare «der Pott» (alcuni dicono che il termine derivi dalla parola «Pütt», «miniera», in riferimento alla storia economica della regione; altri che abbia origine da «Pott», una sorta di «melting pot» alla tedesca, visto che la regione raggruppa abitanti di ben 170 nazioni differenti!) - ma questi significati, come è evidente, non hanno nulla a che vedere con le patatine.

Patatine fritte e passaggi a livello

Le patatine «Schranke» sono un omaggio ai passaggi ferroviariE ora i fatti: le patatine «Schranke» («barriera») sono un'incredibile combinazione di bastoncini di patate (ben fritti), di maionese e di ketchup. L'una al fianco dell'altra, la maionese (bianca) e il ketchup (rosso) formano la stessa combinazione di colori delle sbarre dei passaggi a livello tedeschi. Vista l'abbondanza di carichi che hanno sempre attraversato la regione industriale della Ruhr, non sorprende che l'area sia piena di ferrovie e di stazioni, e quindi anche di barriere ferroviarie. Ad essere onesti, si tratta qui della mia personale versione dell'origine delle patatine Schranke - un tentativo di conciliatre specialità culinarie e storia della Ruhr. Il fatto certo è che il concetto di «patatine barriera» («Pommes Schranke») deriva da Pott.

Bisogna dirlo, la combinazione patatine-maionese-ketchup non sembra particolarmente originale. Ma alla fine, l'importante non è solo ciò che si mangia , ma anche come e dove lo si fa! E qui che il baracchino di patatine entra in scena! Non è così facile trovare trovarne uno buono, soprattutto per i clienti dal palato fine che, per di più, non sono del posto. Si tratterà quindi trovare la propria «strada della cultura industriale» («route der Industriekultur»), un concetto che gli abitanti della Ruhr utilizzano spesso e volentieri. Un mio amico diceva anche: «Tutto ciò che sembra vecchio e strano, è sufficiente inserirlo all'interno dell'insieme "cultura industriale" per farlo diventare subito super».

Come trovare un buon baracchino di patatine

Primo passo verso l'esperienza culinaria delle patatine Schranke: non aver paura. Certo, nel fast-food della strada principale, le troverete sicuramente, magari accompagnate da un'insalata greca e da un muffin come dessert. Ma non sono quelle vere. È meglio, invece, fare una piccola passeggiata e avventurarsi in dei quartieri a prima vista poco invitanti. Una distesa di palazzoni grigi, piccoli spazi verdi isolati (ma almeno hanno il merito di esistere... sì sì, abbiamo anche l'acqua corrente!): insomma, un ambiente che sa di ghetto. È qui che la probabilità di trovare un buon baracchino è più alta. Eh sì, lontano dalle grandi strade principali, la Ruhr è in effetti ancora la Ruhr, e le patatine Schranke sono rimaste le patatine Schranke.

Caratteristiche principali dell'autentico baracchino di patatine:

Per trovare quello giusto, allontanatevi dal centro e cercatelo nei quartieri a prima vista meno invitanti1) In genere non è bello. Grigio cemento, evviva!

2) Non è affatto arredato, se non con lo stretto necessario. Niente sedie rosse imbottite all'americana, niente di niente. Al loro posto ci sono: sedie da giardino di plastica (di solito nessuna sedia assomiglia all'altra). Ma è frequente che non ce ne siano proprio; giusto una mensola alta direttamente attaccato al baracchino.

3) Il nome della baracca ti dà l'impressione di conoscere già il proprietario. Di solito sulle insegne si legge: «il baracchino di Bettina», «la mangiatoia di Kurt», o altri nomi del genere.

4) Le scelte sul menu sono ridotte. Sul menu (se ce n'è uno) non ci si dovrebbe trovare altro che polpette, salsicce e naturalmente... patatine.

Una volta trovato il baracchino giusto, dunque, non si può più sbagliare. A meno che, al momento di ordinare «una porzione di patatine Schranke», il o la proprietaria non percepisca un altro dialetto che non sia quello dei Pott. Se così è, una chiacchierata con Kurt o Bettina sulla loro regione di origine è un must, una conversazione, ben inteso, farcita di elogi sulla Ruhr e sui suoi pregi. Ma con una porzione di autentiche patatine Schranke (in piedi, appoggiati al bancone), è decisamente sopportabile.

Alla fine, le patatine Schranke sono esattamente come gli abitanti della Ruhr: sinceri, semplici e ben "amalgamati".

Ricetta delle patatine Schranke

Ingredienti:

Patate (quantità variabile a seconda dell'appetito e del numero di persone), sale, misto di spezie al curry (secondo i gusti), olio.

Preparazione:

- Riscaldare il forno a 180°C

- Lavare le patate, pelarle e tagliarle - prima a rondelle, poi a bastoncini;

- In un'insalatiera, preparare una marinata con olio, sale e misto di curry. Far marinare abbondantemente le patatine e metterle poi in una teglia.

- Mettere la teglia in forno (50 minuti circa). Rigirare le patate ogni tanto e aggiungere la marinata alla bisogna.

Servire preferibilmente in una "barchetta" di cartone. Ricoprire di ketchup e maionese. Abbinare, magari, al piatto una birra piccola è un'ottima idea. E come accompagnamento: una Currywurst (specialità di salsicce alla salsa curry).

Ancora meglio: seguire la guida (vedi in alto) e mettersi da soli alla ricerca di un vero baracchino!

Foto: loloieg/flickr; dev null/flickr; Smotret/flickr