società

Le molestie sessuali a Colonia: la caccia è aperta

Articolo pubblicato il 07 gennaio 2016
Articolo pubblicato il 07 gennaio 2016

La notte del 31 dicembre a Colonia, un centinaio di donne ha denunciato di essere stata molestata sessualmente e scippata da uomini "di aspetto nordafricano e arabo". Alcuni commentatori imputano la responsabilità di questi eventi alla politica migratoria della Merkel. Altri credono che questa improvvisa preoccupazione per la sicurezza e i diritti delle donne sia solo razzismo "travestito".

Una ipocrisia assoluta

C'è una grande ipocrisia negli appelli lanciati sui social network che invitano ad andare a Colonia per proteggere le donne, in seguito alle aggressioni, scrive il blogger Sascha Lobo sul sito Spiegel Online: «Quando le stesse persone che, per tutto il resto dell'anno, chiedono alle donne di coprire le loro scollature, si fa improvvisamente paladina dei diritti femminili, è il caso di parlare di razzismo strumentalizzato. Questo improvviso interesse per i diritti delle donne è simulato, ed è semplicemente un pretesto per giustificare il proprio razzismo. La minimizzazione della violenza sessuale è diffusa e profondamente radicata nella società e nella cultura, anche in Germania. L'aggressione collettiva a Colonia, contro le donne da parte di orde di uomini, potrebbe essere un'ottima opportunità per guardare in faccia la realtà e comprendere perché una gran parte del pubblico tedesco è incredibilmente disinteressata riguardo la violenza sessuale. Tranne quando si tratta di uomini "dall'aspetto nordafricano o arabo"».

Da Spiegel Online Germania » 06/01/2016

Molto più che dei "palpeggiamenti"

Le molestie sessuali perpetrate su grande scala a Colonia, nella notte di Capodanno, ci presentano un problema a lungo trascurato, scrive il quotidiano liberale Kurier: «Se negli Stati Uniti, il concetto di street-harassment (molestie, aggressione a sfondo sessuale in luogo pubblico, n.d.t.) lentamente si sta facendo strada nelle coscienze, i Paesi di lingua tedesca non hanno nemmeno un termine adeguato per descriverlo. Molestie? Resta a discrezione dell'osservatore. Senza nessuna parola per designare il problema, tale problema non esiste, e quindi neanche nessuna presa di coscienza. Il dibattito sollevato in Austria dalla norma dedicata al "palpeggiamento" (il cosiddetto Grapsch-Paragrafen, l'articolo 128 del codice penale austriaco, n.d.r.) mostra esattamente come, ad oggi, non ci sia alcun consenso in seno alla società per affermare che si tratta di un violenza sessuale, di un delitto. Questo, forse, spiega anche perché la Polizia di Colonia inizialmente non ha visto il problema. (...) Le donne devono accettare la possibilità di subire in ogni momento questo genere di azioni: se non fosse così, com'è possibile spiegarsi il fatto che i corsi di autodifesa femminile figurino nei programmi scolastici? Perché è normale che i genitori mandino la loro figlia a questi corsi? Perché sarebbe irresponsabile non farlo: potrebbe persino mettere la loro vita in pericolo. Questa è la realtà del nostro Occidente».

Da Kurier Austria » 07/01/2016

Merkel accusata per le aggressioni

Le aggressioni sessuali contro decine di donne durante la vigilia di Capodanno, a Colonia, sarebbero la conseguenza della politica tedesca troppo liberale in materia di rifugiati, secondo il quotidiano Novinar: «Nessuna donna merita di essere la preda di africani o arabi. Ma non è forse una donna che ha aperto la caccia? La Merkel è diventata il simbolo dell'ingenuità liberale. Non capisce che la sua canzonetta "Benvenuti rifugiati" finirà male. (...) Ora, è importante non dare libero sfogo alla denigrazione dei rifugiati, pesare bene le parole e non offendere le persone arabe e africane in cerca di una vita migliore. Soddisfatta questa condizione, dovremmo offrire fiori alle nostre donne, inginocchiarci e dire loro: "Ci dispiace che dobbiate vivere in Europa con uomini del genere, in questi tempi difficili". Ma se le nostre donne hanno il cuore al posto giusto, non potranno mai perdonarcela finché non avremo ristabilito l'ordine nel nostro Paese».

Da Novinar Bulgaria » 06/01/2016

Giovani uomini frustrati

Gli eventi che sono accaduti a Colonia, la notte di San Silvestro, tradiscono il fallimento dell'integrazione, scrive il quotidiano liberal-conservatore Jyllands-Posten, che traccia un parallelo con la Danimarca: «Nessuno può sapere se gli eventi di Colonia ci possano dare un assaggio di quello che ci aspetta in Danimarca. Ma ci sono buone ragioni per preoccuparsi, dato che anche qui abbiamo tenuto a lungo le porte aperte a persone i cui comportamenti sono molto diversi da ciò che crediamo essere corretto. Temiamo che anche nel nostro Paese si sia cercato di nascondere il problema. Ma la situazione è irreversibile. In Danimarca si trova una massa di giovani uomini frustrati, provenienti da culture estranee che spesso esaltano la violenza. Questa è una realtà a cui le autorità e la popolazione devono reagire, e rispetto alla quale un'intera generazione di politici deve riconoscere la sua parte di responsabilità».

Da Jyllands-Posten Danimarca » 07/01/2016

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