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Le femministe ucraine di Femen: a tette al vento per la nostra battaglia, presto anche in Italia!

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 18 febbraio 2011
A seno nudo per difendere le donne, e presto in Italia "se Berlusconi non la smette". E’ stato soprattutto il fiorente turismo sessuale in Ucraina a disgustare le 300 componenti del collettivo femminista Femen. 12.000 prostitute, turisti del sesso sempre più numerosi, il tutto sotto lo sguardo compiacente delle autorità.
Da tre anni, le donne organizzano delle performance in strada, con i seni al vento: il corpo è la loro sola arma di lotta politica. Di ritorno dall’ambasciata italiana, dove ha appoggiato la protesta delle donne del Belpaese, Inna Shevchenko ha spiegato a cafebabel.com le ragioni della sua rabbia, ma anche delle sue speranze.

"Ci siamo ritrovate davanti all’ambasciata italiana per dire a tutte le donne italiane che siamo con loro. Siamo assolutamente contrarie al modello veicolato da Silvio Berlusconi e alla sua immagine di uomo macho che può portarsi a letto tutte le donne che vuole. Del resto, se continua, non esiteremo a venire in Italia per dirgli in faccia quello che pensiamo di lui!". Parole di Inna Schevchenko, leader del movimento femminista ucraino Femen. Nel video è lei ad urlare, mentre i poliziotti la fermano.

Cafebabel.com: Quando e perché si è formato a Kiev il collettivo femminista Femen?

Inna Schevchenko: Il collettivo è nato tre anni fa. L’idea di partenza era dare alle donne la possibilità di proteggersi. In Ucraina, nessuno può proteggerci e battersi per i nostri diritti: la prostituzione e il turismo sessuale sono onnipresenti, ma  non ci sono donne né nel mondo della politica né dell’imprenditoria (fatta eccezione per Julija Tymošenko, leader della Rivoluzione Arancione del 2004, ndr)

Cafebabel.com: La prostituzione è legale in Ucraina?

Inna Schevchenko: No, è illegale ma ci sono bordelli ovunque, dal centro di Kiev alle regioni più remote. I poliziotti non fanno niente, né a parole né in concreto, per fermare questo fenomeno, perché è una vera e propria manna dal punto di vista economico. Molti turisti vengono qui per approfittare del turismo sessuale. Possono abbordare una ragazza per strada e dirle “Sono un turista americano, vieni con me”.

Cafebabel: E la ragazza accetta senza senza fiatare?

Inna Schevchenko: A volte. Sa, l’Ucraina è un paese molto povero. Quando un uomo arriva e promette uno stipendio altissimo per lavorare in un bordello, le donne che vivono nei piccoli centri senza altre risorse si lasciano spesso abbindolare, in mancanza di meglio. Non c’è lavoro. Se voglio lavorare in banca, mi diranno di no perché sono una donna ed è un settore riservato agli uomini.

Cafebabel.com: E voi, per invertire la tendenza, vi date al topless…

Inna Schevchenko: Ormai abbiamo capito che qui, per cambiare le cose, avevamo solo il nostro corpo e il nostro ingegno. Me ne frego del governo, delle pressioni esercitate dalla polizia…Il solo modo di attirare l’attenzione è scioccare, e l’esibizione dei nostri corpi è un buon modo per ottenere questo risultato.

 Il presidente ucraino aveva invitato gli investitori a recarsi in primavera in Ucraina, "quando le donne cominciano a vestirsi più leggere".

Cafebabel.com: Come reagisce la gente alle vostre performance?

Inna Schevchenko: E’ difficile farsi capire. Persino certi giornalisti non esitano a trattarci da prostitute. In genere la gente non capisce un granché ma il messaggio passa sempre di più perché si rendono conto, una volta passato lo sconcerto iniziale, che parliamo dei veri problemi che interessano la nostra società.

Cafebabel.com: E con le autorità, avete un buon rapporto?

Inna Schevchenko: Tutte le volte che facciamo una performance c’è un’orda di poliziotti per controllarci. Proprio lunedì sono stata fermata durante il nostro flash mob. Eppure non facciamo niente di illegale! Vogliono farci tacere perché diciamo la verità, perché siamo coraggiose e forti. Il poliziotto mi ha persino confidato di non sapere perché mi stesse arrestando, mi ha solo detto che l’ordine veniva dall’alto. A livello politico, molti hanno cercato di comprarci. Sono interessati al peso politica di Femen. Ma se accettassimo, anche solo una volta, il nostro ideale iniziale sarebbe compromesso per sempre. Allora, nell’attesa, cerchiamo di finanziarci come possiamo: vendendo t-shirt, poster, oggetti d'arte.. Ma siamo fermamente convinte che qualcuno in Europa saprà capirci e ascoltarci.

Foto e video: per gentile concessione di Femen