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La sicurezza sul lavoro in Europa

Articolo pubblicato il 09 dicembre 2008
Articolo pubblicato il 09 dicembre 2008
L’Ue è carente per quanto riguarda le direttive sul lavoro, sicurezza e prevenzione. La norme più importanti sono la Direttiva Sicurezza del 1989 (89/391/CEE), che prescrive regole per prevenire i rischi sul lavoro, e la Direttiva Seveso (e successivi aggiornamenti) che impone mappatura, controllo e regole più stringenti per gli impianti industriali più pericolosi.
Uno sguardo ad alcuni paesi europei.

Bulgaria: l’Ispettorato Generale del Lavoro nel 2006 ha riscontrato, nel solo settore edile, oltre 16mila violazioni delle norme sulla sicurezza e la salute dei lavoratori. Gli ispettori possono fermare lavori e macchinari, rimuovere personale non sufficientemente qualificato e avviare procedure penali e amministrative.

Francia: la normativa prevede una sanzione pecuniaria massima per ogni azienda rea di omicidio colposo.

Germania: se un incidente è mortale o molto grave, la persona coinvolta (o i parenti della vittima) riceve una compensazione in forma di pensione o di somma forfettaria. Nel 2005, 31mila lavoratori ne hanno “beneficiato”. Nella normativa tedesca non è previsto il reato di omicidio colposo in capo alle aziende.

Italia: ai parenti delle vittime vengono riconosciuti danno patrimoniale e, secondo una recente sentenza, morale. Non sono contemplate nei risarcimenti le unioni civili. Il responsabile dell’azienda dove si verifica la morte può rischiare – se ritenuto implicato nell’accaduto per la mancata osservanza delle norme sulla sicurezza – l’imputazione di omicidio colposo (pena minima: 2 anni di reclusione). Un nuovo provvedimento contenuto nel Testo Unico in materia recentemente approvato impone responsabilità alle aziende che ricorrono a sub-appalti, introducendo norme che riconducono la responsabilità della sicurezza, e quindi degli eventuali infortuni, all’azienda che concede l’appalto e non solo a quella che lo accetta.

Regno Unito: nel 2007 è stato approvato dal Parlamento Britannico il Corporate Manslaughter And Corporate Homicide Act che codifica per la prima volta l’imputabilità delle aziende negligenti per omicidio. Tra le misure adottate come deterrente, la possibilità per il tribunale di imporre la pubblicazione di un’eventuale condanna sui media, ma anche sul sito principale dell’azienda. Il risarcimento medio ai familiari per morte sul lavoro di un proprio parente è al di sotto delle 50mila sterline, la multa più alta è stata di 15 milioni di sterline.

Romania: una nuova legge sulla salute e la sicurezza dei lavoratori è stata approvata nel marzo del 2006, focalizzata sulle responsabilità dei datori di lavoro.

Spagna: nel 2003 è stata approvata una riforma delle norme sui rischi del lavoro. Prevede che qualora sussistano illeciti penali dell’azienda il procedimento amministrativo – e quindi le sanzioni – venga sospeso fino al giudizio penale. Le infrazioni più gravi vengono prescritte in 5 anni dalla data in cui si verificano; la multa massima è di circa 820mila euro.

Svezia: al 2003 si contavano solo due casi di reclusione nei precedenti 27 anni in relazione alle responsabilità delle morti sul lavoro. Sono comunque previste sanzioni amministrative. Nel 2002 è stato istituito uno speciale comitato d’inchiesta (Arbetsmiljöverkets haverikommission) per lo studio di tutti gli incidenti mortali e delle possibili cause.