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La Nato a Bucarest: i Balcani alle porte

Articolo pubblicato il 02 aprile 2008
Articolo pubblicato il 02 aprile 2008
Il vertice della Nato attualmente in corso in Romania ha accolto la richiesta di Croazia e Albania. Resta fuori la Macedonia, che continua le polemiche con la Grecia.

Croazia, Grecia e Albania hanno bussato alla porta dell'organizzazione del Trattato Nord-Atlantico. Le prime due ce l'hanno fatta, nonostante i problemi di politica interna. La Macedonia è in stand by. L'adesione alla Nato cambierà, molto probabilmente, la politica della regione. L'opinione dei corrispondenti della rete n-ost prima dell'inizio del vertice.

Vedute di Tirana, Zagabria e Skopje per cortese concessione di Norbert Rütsche, Joachim Dethlefs, Veronika Wengert e Marina Rennau di n-ost (Clicca sulla "X" in alto a destra per vedere rivedere le foto)

Albania: l'angoscia dopo la tempesta

La violenta esplosione in un'armeria vicino a Tirana, che ha causato la morte di diciassette persone, non potrebbe essere arrivata in un momento peggiore. L'Albania stava infatti lavorando per ottenere l'entrata alla Nato, e gli esperti dell'organismo avevano appena finito di fare delle ispezioni per verificare il livello di sicurezza del Paese.

La dichiarazione di indipendenza del Kosovo e la reazione della Serbia hanno aumentato l'insicurezza della Regione, così come il rischio di infiltrazioni alle frontiere da parte di gruppi islamisti radicali. Questo potrebbe essere un argomento, da parte Nato, per accogliere il piccolo Stato. Ciononostante, il principale ostacolo di Tirana, secondo gli esperti, sarebbe l'assenza di riforme istituzionali e la precaria situazione socio-economica dal Paese.

Macedonia: ma come ti chiami?

Nelle ultime settimane il Governo di Skopje ha mostrato al mondo interno dei manifesti che mostrano truppe macedoni in Afghanistan, a vanto dell'impegno "occidentale" del Paese. Ciononostante la disputa con la Grecia per quanto riguarda il nome non è ancora finita, e la cosa rischia di costare l'entrata nella Nato. Atene protesta per l'uso del nome "Repubblica Macedone", perché teme rivendicazioni sulla provincia greca che porta lo stesso nome, mentre la Macedonia rifiuta ogni compromesso. A parte questo, il piccolo Stato, proprio come l'Albania, ha problemi di corruzione, tensioni tra le minoranze, e necessita riforme istituzionali.

A metà marzo il Partito Democratico Albanese ha lasciato il Governo, facendo scattare una crisi politica. Fino al 2 aprile, data di inizio del summit a Bucarest, il Governo sarà gestito da una coalizione di partiti. Se non ci saranno proposte di adesione alla Nato gli osservatori internazionali temono un peggioramento della situazione interna.

Croazia: l'alunno modello

La Croazia sembra quella con più possibilità di essere accolta nella Nato, anche perché Zagabria ha fatto dell'entrata nell'organizzazione una delle sue priorità. A questo scopo ha fatto ben intendere che le sue frontiere sono molto importanti in un contesto globale e che potrebbero essere facile preda di terroristi che volessero infiltrarsi in Occidente. Il Paese ha ben superato l'esame degli osservatori Nato, facendo fruttare gli sforzi fatti per migliorare i suoi problemi. La sua situazione interna è sicuramente più stabile, soprattutto se comparata a quella degli altri candidati. Inoltre, il Governo di Zagabria sta facendo notevoli sforzi per migliorare le relazioni con i suoi vicini: sotto pressioni dell'Ue, ha fatto concessioni all'Italia e alla Slovenia sui suoi mari.

Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo ha causato qualche attrito nel Paese, che non voleva rischiare di compromettere le sue relazioni diplomatiche, da sempre tese, con la Serbia.

L'autore è corrispondente della rete n-ost

La querelle tra Grecia e Macedonia continua nei babelblog. Leggi il dibattito che si è scatenato sul blog di Atene (in inglese).

(Foto nel testo: Albania - the MaGe/flickr; Soldati macedoni- MATEUS_27:24&2 5's/flickr; Split/ Kroatien - ax2groin/flickr)