società

La mia città, il mio fiume: una cartografia sentimentale

Articolo pubblicato il 09 agosto 2010
Articolo pubblicato il 09 agosto 2010
Dalle ispirazioni romantiche, al gusto delle nuove scoperte. Quattro blogger di cafebabel.com ci raccontano le emozioni che provano per fiumi che attraversano le loro città, da Parigi a Budapest. Una cartografia sentimentale dell'Europa.

Sprea, Berlino

«La prima volta che ho visto il fiume Sprea, ricordo che era completamente ghiacciato. Vengo da un paese piuttosto caldo e quel paesaggio mi sembrò a dir poco esotico. Nessun altra città europea è in grado di offrire uno spettacolo del genere, per questo la Sprea è un lusso per tutti. Ma, come al solito, al romanticismo non è consentito di durare in eterno. Gli squatter, i divertimenti pubblici e le iniziative culturali non fruttano, e lo spazio è sempre più prezioso in questo periodo di crisi economica. Il progetto Mediaspree, appena approvato, sembra aver imboccato già la strada del capitalismo più sfrenato, a tutto vantaggio dell'"imborghesimento" dell'area. Le critiche e le proteste, tuttavia, sono all'ordine del giorno, perché noi Berlinesi non vogliamo che il nostro fiume sia venduto. Sarebbe ingenuo sperare che i politici e gli uomini d’affari cambino idea. Allora godiamoci il nostro fiume finché possiamo!».

Di Elena Pinto, leggi tutto l'articolo sul blog della redazione locale di Berlino

«Noi berlinesi non vogliamo che il nostro fiume sia messo in vendita»«Sulla sponda del fiume, sono in molti arimanere sorpresi dai colori delle prime luci del mattino. Sono tutti al Bar 25 e hanno passato lì tutta la notte. Ora si sono allontanati dal fuoco, e vanno a spasso lungo le rive del fiume. [...] I banchi del mercato si susseguono lungo i bordi del canale, seguendone il corso, tra Kreuzkölln e Kreuzberg. Qui, le sponde prendono colori, suoni e odori che vengono da lontano - dai paesi delle spezie, degli incensi, dei frutti della passione e degli alberi d'olivo».

Di Stefano Lippiello, leggi tutto l'articolo sul blog della redazione locale di Berlino

Danubio, Vienna

«Gli Austriaci hanno sempre avuto un rapporto speciale con il Danubio. Alcuni lo guardano con nostalgia, ricordando il tempo in cui molti dei paesi che attraversa erano sotto il dominio austriaco. Più tardi, divenne un fiume di confine, e i popoli che si trovavano oltre la cortina di ferro lo consideravano alla stregua delle torri di guardia o del filo spinato. Ora, due decenni dopo, il Danubio ha rivendicato la sua posizione di fiume al centro dell’Europa. Per molto tempo i distretti che “contavano” erano quelli al centro, mentre quelli sull’altro lato del fiume venivano trascurati. Le cose sono cambiate quando è stata creata un’isola artificiale per limitare i danni delle inondazioni. Terminata nel 1988, è diventata ora un’area di divertimento estremamente popolare. Intorno a questa, è stata costruita una nuova parte della città, sempre negli anni '80. Da allora, quella che chiamano la "Manhattan di Vienna" si è considerevolmente ampliata».

Di Daniel Spichtinger, leggi tutto l'articolo sul blog della redazione locale di Vienna

Un festival di musica, gratuito, organizzato per il partito Social-Democratico«Per me, parigina, partita più per un austriaco che per la città in sé, il Danubio è davvero la salvezza, perché mi permette di fare ciò che a Parigi sarebbe impossibile: ad esempio, fare il bagno nel cuore della città. Vienna riesce a conciliare i due luoghi della mia infanzia, Parigi e il sud della Francia, perché, pur vivendo nel cuore di una capitale, attiva e stimolante, posso nello stesso tempo decidere di mettere un costume da bagno, prendere la metro a fare il bagno. A Vienna le sponde del Danubio sono molto lunghe, si estendono per chilometri. C'è il FKK-Bereich, dove mi capita anche di fare il bagno nuda, quando dimentico il costume. Certo, mi nascondo dietro ai cespugli e faccio attenzione ai guardoni, ma sono tranquilla, perché la nudità qui è legale. In realtà, il Danubio l'ho scoperto molto tardi. Prima abitavo in centro. [...] Poi, ho incontrato alcune persone che vivevano vicino al fiume e il mio "baricentro urbano" si è spostato. Vienna è diventata un'altra città».

Di Tania, leggi tutto l'articolo sul blog della redazione locale di Vienna

Danubio, Budapest

«Margaret Island, nel cuore della capitale ungherese, è una zona molto popolare di Budapest. Spesso si comincia la giornata con una bella nuotata nella piscina all’aperto Hajós Alfréd o anche solo facendo una corsetta intorno a Sziget, sulla pista che è stata appena realizzata. Ci si può sedere sulle panchine di piazza Batthyány, che si affaccia sul Danubio dalla parte di Buda, o magari ordinare pancake ungheresi al ristorante Nagyi Palacsintázója, giusto dietro la piazza! Nella parte meridionale di Budapest, l’A38, una nave-ristorante ucraina inaugurata nell’aprile 2003, è un vero e proprio centro culturale “attraccato” al ponte Petőfi. Qui si può assistere a spettacoli teatrali, imbattersi in mostre e performance, assaggiare i piatti tipici ungheresi e degustare i migliori vini. E in più, con una bellissima vista sul Danubio».

Budapest

Di Györgyi Darida e Eva Csorba, leggi tutto l'articolo sul blog della redazione locale di Berlino

Senna, Parigi

Dal 20 luglio al 20 agosto sulle rive della Senna«Parigiè figlia dellaSenna, è in un certo senso la sua "linea della vita". [...] Nel 1977,JacquesChirac, allora sindaco di Parigi,  si era impegnato a rendere la Senna più pulita e anche a farcisi il bagno! Sfortunatamente, oggi è impossibile, e, nel caso in cui doveste provarci, vi costerebbe 12 euro di multa. In più l'acqua è sempre molto sporca... [...]. Essendo parigino, laSennafa parte della mia vita quotidiana. La attraverso tutti i giorni per andare a lavoro, e mi ci passo del tempo  quando girovago durante le sere d'estate. Certi posti sono particolarmente adatti per bere un bicchiere con gli amici (ilPontdes Arts) o per fare delle passeggiate romantiche (le due isole). E quest'estate, non perdeteParisPlage, che, dal 20 luglio al 20 agosto, porta sulle rive della Senna delle vere e proprie spiagge di sabbia, una base nautica, attività sportive e animazioni culturali. È tutto gratuito, e il grande successo dell'iniziativa è lo stesso da anni».

Di Jean Anot, leggi tutto l'articolo sul blog della redazione locale di Parigi

Foto: bird ghosts/flickr; JAVL/flickr; Claus Rebler/flickr; Fabrice Paulmier/flickr; SINGER-Photography/flickr; xurde/xurde.info/flickr