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La Merkel e il nucleare: davvero nessuna alternativa?

Articolo pubblicato il 10 marzo 2011
Articolo pubblicato il 10 marzo 2011
In piena ondata rivoluzionaria nei paesi petroliferi,  alcuni capi di stato europei decidono di aumentare i reattori nucleari, in modo da ridurre la loro dipendenza energetica e garantire una distribuzione stabile, a prezzi competitivi.
Il grave incidente nucleare in Giappone ha fatto cambiare idea a Angela Merkel, e in Germania si procede ora a dei controlli di sicurezza per i  suoi 17 reattori in funzione (nell'Ue sono in tutto 144).  In quale direzione va Berlino e quali sono le alternative? Excursus sulle varie forme di energia della Germania.

Sono le due e mezza del pomeriggio a Berlino e un sole timido brilla su Marianstrasse, quasi a voler ricordare a tutti le sue proprietà benefiche. Sono questi raggi che fanno sperare Florian Noto in un futuro energetico ‘pulito’ per la Germania.  E' uno dei responsabili di Atomausstieg, una piattaforma che dal 2006 ha unito 22 organizzazioni ecologiste, tra le quali troviamo Greenpeace, WWF o Amigos de la Tierra, con lo scopo di spingere i cittadini a installare un generatore di energia “verde” nelle loro abitazioni.

“Vogliamo ricordare al cittadino che è libero di scegliere quale fonti di energia sfruttare”, sottolinea. Noto è il portavoce di una campagna il cui motto recita “Il declino dell’era nucleare è nelle tue mani''. Insieme a molti volontari vuole promuovere le fonti di energia ‘verde’ e incentivare quindi l’utilizzo delle energie rinnovabili.

Dagli anni ‘90, i tedeschi dispongono di quattro compagnie che producono energia attraverso processi naturali. Ma Greenpeace Energy, EWS Schönau, LichtBlick e Naturstrom non rappresentano ancora una concorrenza temibile per le quattro grandi industrie del mercato energetico tedesco (Vattenfall, RWE, E.ON e EnBW), dal momento che riescono a coprire il fabbisogno di appena un milione di consumatori.

Il nucleare non è il futuro, la Germania manifesta

La canciller amplió en algunos casos la fecha tope de 2021 para desconectar el último reactorElena Pinto è spagnola, vive a Berlino e lavora per ECO, una ONG che promuove il coinvolgimento dei cittadini e la democrazia e non considera affatto l’energia nucleare un’opzione futura affidabile, a causa delle scorie. “La decisione di Angela Merkel di prolungare l’attività delle centrali nucleari per altri dodici anni ha avuto molte ripercussioni”, afferma. Di fatto si organizzano tantissime manifestazioni di protesta nei suoi confronti. Una delle più famose fu la marcia per fermare il treno diretto al cimitero nucleare di Gorleben. “I politici dovrebbero ascoltare di più il popolo, così che la legalità sia costituita dalle istanze dei cittadini”, rivendica Elena Pinto.

Inoltre, dal suo punto di vista, la gente in Germania è ben consapevole dei possibili rischi legati all’energia nucleare, argomento che non così incomprensibile come si vuol far credere. “Il problema”, sottolinea, “è che la stessa gente che manifesta, poi non esprime il proprio voto”.

Secondo Philipp Magalski, il portavoce del Partito Pirata tedesco che ancora non è entrato in Parlamento, l’energia nucleare viene utilizzata per distribuire elettricità, ma ha anche un potere distruttivo e c'è il timore che un giorno vi si possa ricorrere come arma di guerra. Magalski riporta alla mente Chernobyl: ”Abbiamo affrontato imprevisti con danni contenibili, ma con il tempo gli incidenti potrebbero diventare più grandi e i danni sarebbero irreparabili. Le lobby mentono quando affermano che quella nucleare è un’energia pulita e sicura”. Per questo, insieme a Phil, molti cittadini tedeschi accorrono alle manifestazioni e sono consapevoli di aver diritto a scegliere se il futuro energetico della Germania dovrà fondarsi sull’energia nucleare o meno. Ciò malgrado, Phil sa bene che la Germania non può ancora eliminare del tutto l’energia nucleare, ma è convinto che con il tempo, potrà prescindere da essa.

Rivoluzioni arabe e futuro energetico

“Su questo non ci sono dubbi, il nucleare è un argomento molto dibattuto in Germania”, afferma Maik Luckow, capo-redattore del Forum Nucleare tedesco (Atomforum), convinto che la maggior parte della popolazione tedesca non sia disposta ad ammettere l'efficienza dei costi e la compatibilità ambientale dell’energia nucleare fino a quando non vedrà un vero sforzo governativo per sviluppare anche le energie alternative. Secondo le stime del Forum, entro il 2040 si genereranno all’incirca 280.000 metri cubi di rifiuti reattivi di media e bassa intensità entro il 2040.

Ecco perché i residui radioattivi devono rimanere protetti e al sicuro finché non diminuisce il grado di radioattività, in modo non inquinare la biosfera, e questo - spiega Luckow - “ è garantito sotterrandoli a livello di zone geologiche molto profonde”. Riguardo al dilemma se l’energia nucleare sia o no un’energia “pulita”, Maik si difende dicendo che il Piano strategico europeo di tecnologia energetica (piano SET) definisce questa energia a bassa emissione di carbonio.

Cosa ci riserva il futuro? Le cosiddette rivoluzioni arabe costituiscono un motivo in più per lavorare sulle fonti alternative al petrolio? Secondo l'agenzia Ernst & Young il possibile aumento del petrolio fino a 150 dollari al barile, porterebbe la zona euro a rischio recessione. Il 90% del greggio esportato dalla Libia finisce in Europa e il suo secondo socio più importante è la Germania. In vista delle battaglie per il controllo del paese tra il dittatore arabo e i ribelli, alcuni governi hanno adottato misure di risparmio energetico, come nel caso spagnolo, che ha scelto di ridurre il limite di velocità nelle superstrade da 120 a 110 km orari, sostituire le illuminazioni con altre a basso consumo e promuovere il rinnovo dei pneumatici usurati di 60.000 autoveicoli. Il governo prevede di ridurre ad un 3% annuo il volume delle importazioni, ciò equivale a 1.400 milioni di euro.

Maik spiega che la materia prima per il nucleare, l’uranio, sarà disponibile almeno per altri 200 anni e, a differenza del petrolio, proviene da “paesi politicamente stabili” come il Canada e l’Australia. Per il responsabile forum atomico, la principale sfida della politica energetica tedesca è quella di porsi tre obbiettivi: prezzi competitivi, difesa del clima e sicurezza della distribuzione. “E’ necessario perseguirli tutti e tre per produrre energia in modo responsabile”. Questo è possibile soltanto con una vasta combinazione di energie, inclusa quella nucleare. In questo modo, “l’energia nucleare sarà una tecnologia di transizione, lungo la strada che condurrà la Germania nell’era delle rinnovabili”.

Foto: home-page (cc) Truthout.org/Flickr; Merkel nucleare: ©Presse-Papier; video: Youtube.com