società

La Macedonia e l'accoglienza dei migranti: non è tutto bianco o nero

Articolo pubblicato il 01 settembre 2015
Articolo pubblicato il 01 settembre 2015

(Opinione) Spesso confusa con l'insalata di frutta, la Macedonia è uno di quei Paesi che raramente attrae l'attenzione dei media globali. Dopo le proteste politiche dei mesi scorsi e la recente violenza della Polizia contro i migranti ammassati al confine greco, il Paese si è ritrovato sotto i riflettori internazionali. Una riflessione di Mila Damyanoska sull'atmosfera che si respira a Skopje.

Enormi, ma inconsistenti, proteste che chiedevano le dimissioni del Governo in carica, nonché contro-manifestazioni in suo favore, si sono tenute in diverse città macedoni questa primavera. Hanno bucato il cono d'ombra mediatico e ottenuto il riconoscimento da parte dell'Occidente di una fragile, ma ora internazionalmente riconosciuta, voglia di democrazia.

Ciò nonostante la crisi dei rifugiati e richiedenti asilo – la più grande dai tempi della Seconda guerra mondiale – ha improvvisamente e severamente influenzato la rappresentazione della Macedonia offerta dai media di tutto il mondo. La fuga di migliaia di profughi da Paesi devastati dalla guerra, come la Siria, l'Afghanistan e l'Iraq, ha catturato l'attenzione globale quando a circa 4 mila di loro è stato impedito di attraversare il confine tra la Grecia e la Macedonia. Le autorità sono state accusate di aver assunto una posizione troppo rigida nei confronti di questi rifugiati, che sperano solo nella possibilità di una vita migliore e in pace nei Paesi dell'Europa occidentale.

Le organizzazioni nazionali ed europee hanno più volte criticato le autorità macedoni per il trattamento inadeguato riservato ai profughi. Dare loro il benvenuto con cannoni ad acqua, lacrimogeni e manganelli è completamente inaccettabile. Questo ovviamente ha richiamato in Macedonia l'attenzione dei grandi broadcaster internazionali, come la CNN e la BBC.

L'attesa di un enorme gruppo di rifugiati in transito nel Paese è ormai un segreto di Pulcinella in tutti i Balcani, e non essere in grado di rispondere con adeguate misure umanitarie rappresenta un altro fallimento morale, a prescindere dal fatto che ci si trovi nei Balcani o altrove nel mondo più sviluppato. La crisi dei rifugiati è un problema attuale che tocca tutti; poco importa se decidiamo di restare inconsapevoli e ciechi al riguardo.

La dura realtà è che la Macedonia, in questo momento, non possiede le infrastrutture per gestire la situazione. Non abbiamo nemmeno dei treni che possano fornire un trasporto sicuro dei profughi fino al confine serbo, a nord, e i due centri di accoglienza del Paese non offrono delle condizioni di vita accettabili. Non si deve dimenticare che anche la Polizia è stata colta di sorpresa. Sono bloccati tra l'intenzione di garantire un passaggio legale alle persone che si trovano alla frontiera, e la mancanza di strumenti e conoscenze per poterlo fare.

Alcuni cittadini macedoni sono pronti ad accogliere ed ospitare i profughi nelle proprie case, mentre altri (anche se mi piace pensare che siano di meno) li vorrebbero vedere morti, chiedendo che si usi ancora più violenza: un atteggiamento presente in molti altri Paesi europei.

La Macedonia vive già al suo interno molti problemi economici e politici. Troppe persone in Macedonia dicono di non sentirsi più sicure con quei rifugiati ai nostri confini, e spesso sperimentano un trattamento simile da parte delle pubbliche autorità (vedi le proteste recenti). Ma almeno noi, diversamente dai richiedenti asilo, non ci troviamo in una zona di guerra (o non ne siamo fuggiti). Sebbene non ci sorprenderebbe davvero più di tanto se un conflitto dovesse accendersi anche qui; speriamo solo che le cose non vadano così male.

La nostra gente ha compassione e ce la mette tutta, ma nessuno qui è un santo, che siano ufficiali dello Stato o civili. In generale, ci sono molti macedoni che si interessano all'emergenza rifugiati e che sono pronti ad organizzarsi per aiutare il più possibile chi ha bisogno. Perciò, spero che anche i messaggi di accoglienza (come questo) siano diffusi per fornire un racconto dei fatti completo di tutte le sfumature.

La polizia macedone lancia gas lacrimogeni contro i migranti BBC News (You Tube)