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La Fiat 500: una storia di successo a buon mercato in tempi di crisi economica

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2009
Articolo pubblicato il 24 febbraio 2009
L’industria automobilistica è in crisi e la Fiat, con un’operazione di marketing ben riuscita, ha commercializzato un prodotto che le ha permesso di rispondere meglio alla crisi. “Il sogno italiano” a meno di 12mila euro.

Foto: Mondial de l'auto / FlickrMarco è in attesa per un giro sulla nuova Fiat 500, prende le chiavi e andando al posto di guida liscia con la mano il parabrezza. «Il sogno italiano», dice e sorride prima di abbandonare la concessionaria Galdieri Auto e sparire sulle strade della zona industriale di Salerno. Il rombo dei motori delle Mercedes e delle Bmw, dai vicini rivenditori, è forte mentre imboccano il rettilineo per il centro ma da un po’ di tempo non fa concorrenza. Oggi, con la crisi del settore, sono le piccole automobili a ridersela mentre le potenti multi-accessoriate rimangono nei garage o nei piazzali delle industrie produttrici.

«È figa, leggera e costa poco»

Una ragazza sosta e scende da una nuova 500 bianca con i grandi fiori rosa, gialli e verdi disegnati sugli sportelli, «Cavolo se è comoda», dichiara aggiustandosi la gonna, «è figa, leggera e costa poco». Potrebbe essere anche lo slogan della pubblicità visto che, in un contesto di incertezza economica, sono queste le caratteristiche che forse hanno favorito la vendita del modello: piccola cilindrata, compatta, non troppo cara, poco inquinante ed esteticamente carina. In concessionaria spiegano le caratteristiche dell’automobile, camminandoci intorno e poi prendendo posto nell’abitacolo: «La nuova 500 è una “3 porte” dalle dimensioni contenute. Coniuga l’attuale family feeling degli ultimi modelli Fiat con gli elementi distintivi della prima Fiat 500». Si passa poi all’approfondimento delle motivazioni ambientaliste: «Tutti i propulsori di Fiat 500 soddisfano la normativa Euro 4 e sono già predisposti ad adempiere alle più severe restrizioni delle future normative europee (Euro 5), di cui già rispettano i limiti di emissioni che, presumibilmente, entreranno in vigore nel 2009. Inoltre, il 1.3 Multijet offre di serie la trappola per il particolato (DPF)». E, infine, i pagamenti facili e con nomi ammiccanti: «Con “500 cents” il cliente può personalizzare l’auto con oltre 500mila varianti ma la rata resta sempre uguale: 5 euro al giorno per acquistare qualsiasi versione, motorizzazione, optional e accessori. Con “50to500” il cliente ritira l’auto pagandone subito solo il 50%, mentre il restante 50% dopo due anni, senza rate intermedie». Il prezzo del modello base parte dai 10.500 euro (in Italia non è stata commercializzata la 500 NAKED, caratterizzata da un equipaggiamento ridotto all’osso e venduta in altri paesi a meno di 10mila euro).

Un successo? Però…

«L'anno scorso il target era stato posto inizialmente a 120mila unità per poi essere innalzato a 150 e quindi chiudere i 12 mesi alle 191mila unità», ha precisato il manager Lorenzo Sistino: «Assolutamente sopra i target». Dall’ufficio stampa della Fiat Group parlano di «caso positivo» nonostante la crisi ma aggiungono: «Sicuramente la 500 (prodotta in Polonia, a Tichy) è stato un grande successo dal punto di vista commerciale ma non si può certo dire che questo, come peraltro nessun altro modello, stia avendo effetti positivi dalla crisi che sta pesantemente colpendo l'economia reale. Le immatricolazioni di vetture nuove hanno subito negli ultimi mesi pesanti contrazioni, sia in Italia sia negli altri Paesi europei». Quella che è stata battezzata come l’auto italiana della crisi in verità con la crisi economica ha poco a che fare: nasce da un progetto partecipativo a cui hanno preso parte potenziali acquirenti inviando ad un sito consigli su come avrebbero voluto la nuova 500. La vettura, quindi, asseconda i desideri e si regge su una strategia di marketing, non del risparmio (economico o energetico che sia). Si è puntato sul gusto estetico e su uno stile per le nuove generazioni. Paradossalmente la Fiat, che è stata a rischio fallimento più volte negli ultimi anni, grazie alla “cura Marchionne”, l’amministratore delegato Foto: nvr77 / Flickrdel gruppo torinese dal 2004, considerato l’artefice del risanamento della Fiat Group Automobiles, ha contrastato una debacle interna trovandosi pronta – con questo modello in particolare – al crash che ha coinvolto l’intero settore.

La Nuova 500 è un altro modo (magari positivo) per guardare alla crisi ma di sicuro non una possibilità per uscirne. Lo dimostrano i tanti operai italiani in cassa integrazione che la 500 non solo non la comprano ma nemmeno la producono.