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La carica dei commissari

Articolo pubblicato il 07 settembre 2007
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 07 settembre 2007
Orban, Solana, Kroes e Fischer-Boel. Sono i politici della Commissione europea di cui sentirete parlare nei prossimi mesi.

Settembre. Anche i politici come gli scolari tornano dalle vacanze. Tra questi alcuni si trascinano dietro esami di riparazione e dovranno vedersela con il giudizio severo della stampa. Tra nuovi commissari, nuovi trattati europei e nuove riforme della politica agricola, questi i volti che alimenteranno le polemiche dei prossimi mesi.

Leonard Orban e il multilinguismo

Leonard Orban, 46enne rumeno, è il più giovane tra i commissari. Il suo portafoglio sul Multilinguismo è stato creato nel 2007 espressamente perché la Romania, nuovo Stato membro, potesse contare un commissario. Le critiche non sono mancate: in tanti hanno considerato l'incarico senza contenuto. Senza dubbio, in questo autunno, Orban lancerà una campagna dinamica presentando il suo programma per il dialogo interculturale e la promozione del multilinguismo. Per ora però, visitando la pagina web della Commissione europea, si legge: «Pensa che l'Unione debba fare di più per stimolare il dialogo interculturale?» Chi mai si azzarderebbe a rispondere «no»? Con domande così insipide caro Orban, sarà arduo entusiasmare il pubblico europeo.

Javier Solana: tutto tranne la pensione

Javier Solana, spagnolo, attuale responsabile della Politica estera e della sicurezza comune (Pesc) fin dal 1999, è tra tutti quello che da maggior tempo continua ad occupare la stessa poltrona nell'Unione Europea. Quando il 18 ottobre 2007 verrà stilata la versione definitiva del nuovo Trattato europeo chiamato a sostituire la defunta Costituzione, si creerà una nuova figura di responsabile della politica estera che sarà al tempo stesso anche Vicepresidente della Commissione europea. Questo incarico, che si avvicinerà a quello di un ministro degli esteri in salsa comunitaria, dovrebbe essere ricoperto dallo stesso Solana. La sua traiettoria politica come Ministro in Spagna, Segretario generale della Nato e poi mister Pesc lo mettono in primo piano, ma a 65 anni suonati non dovrebbe pensare alla pensione? Mentre la clessidra scorre altre personalità si profilano per occupare il prestigioso incarico. E non mancano certo nomi celebri: dall'attuale premier lussemburghese Jean Claude Juncker, al direttore del Wto Pascal Lamy fino all'ex leader britannico Tony Blair.

Neelie Kroes: la castigatrice della Commissione

Neelie Kroes, con i suoi 66 anni, la Commissaria per la Concorrenza è un'olandese abituata a scatenare polemiche, fin da quando venne nominata. Inoltre fa un po' la parte della castigatrice della Commissione, dal momento che, in quanto responsabile della libera concorrenza nel mercato interno europeo, promuove sanzioni economiche contro le aziende che abusano della loro posizione dominante sul mercato. La compagnia spagnola Telefonica è stata recententemente sanzionata con 151 milioni di euro per abuso «molto grave» della propria posizione dominante. Secondo Bruxelles i consumatori spagnoli pagano per l'accesso alla linea fino al 20% in più della media europea, mentre l'indice di penetrazione è del 20% in meno. Telefonica dichiara di «non aver infranto alcuna norma»; Neelie Kroes risponde che «non consentirà che le imprese dominanti fissino un prezzo che possa rovinare la liberalizzazione delle telecomunicazioni». Prossimo capitolo: France Telecom, che ha davanti a sé una multa di 60 milioni di euro per lo stesso motivo. In seguito la Kroes vuole portare avanti il proprio lavoro anche nel mercato dell'energia: Gaz de France, E.On, Enel: preparatevi!

Mariann Fischer-Boel: riforme in vista per gli agricoltori

Mariann Fischer-Boel 64enne, danese del Partito liberale, è il Commissario europeo per l'Agricoltura. Annunciò che il 2007 sarebbe stato l'anno della riforma della Politica Agricola Comune. Per ora ha dichiarato che nella proposta di budget 2008, per la prima volta nella storia, Agricoltura e Risorse naturali non rappresenteranno la prima voce di spesa. Se approvato, nel dicembre 2007, alla Pac verrà destinato il 43,6%, mentre alla crescita economica (che comprende i fondi strutturali) andrà il 44,2% del bilancio comunitario. Adesso che la vendemmia si avvicina, i viticoltori analizzeranno se la recente riforma degli aiuti per il settore vitivinicolo proposta a luglio li convince. Le novità salienti riguardano: aiuti per l'estirpazione di vigne, soppressione delle restrizioni per la piantagione, proibizione di usare zucchero per aumentare il tasso alcolico dei vini, nuove esigenze di etichettatura.

Fotos Commissione europea