società

Kremena Budinova: tale paese, tali rom

Articolo pubblicato il 23 agosto 2014
Articolo pubblicato il 23 agosto 2014

Kre­mena Budi­nova è una giornalista  bul­gara di origini Rom con una lunga carriera in tele­vi­sione, nella carta stampata e nella radio. Nata nel ditretto Fakul­teta di Sofia, Kre­mena ha perso la vista all'età di 14 anni, ma ha dimostrato a tutti, in­clusa se ­stessa, che è possibile per una persona cieca, soggetta agli stereotipi legati alla sua etnia, diventare re­porter televisiva.

Non c’è ghetto in Bulgaria che io non abbia visitato” dice Kre­mena Budi­nova, dopo avermi dato un caloroso benvenuto nella sua casa, guidandomi nell’ampio giardino. Kremena e suo figlio hanno costruito e arredato da soli la loro nuova casa, situata a un estremo del distretto Fakulteta di Sofia.

Questo lo ha fatto la mamma” dice Ognyan Budinov, 13 anni, indicando un muro di mattoni costruito con pietre tonde sistemate in ordine simmetrico. Non si può che rimanere impressionati non solo dal fatto che questo muro sia stato costruito da una donna, ma che questa donna sia anche non vedente. Un po’ di tempo fa "Arte" venne in Bulgaria per realizzare un film su Kremena e riprendere la costruzione della casa.

Kremena non ama gli stereotipi e li confuta con vigore. “Le definizioni sono illusorie, personalmente non ho definizioni per me stessa,” dice quando le viene chiesto di identificarsi. “Ho fatto inchieste sul tema per 17 anni. Prima di questo ho lavorato come pubblicista su vari argomenti, ma sfortunatamente sono stata etichettata come una ‘giornalista Rom’, invece che come ‘giornalista’. Questo mi inserisce in uno schema.

Tale paese, tali Rom,” afferma Kremena con decisione, mentre si concentra su problematiche sensibili quali la mancanza di istruzione e lavoro. Mi dice che niente è cambiato negli anni a Fakulteta. Kremena rivolge le sue critiche sia ai Rom che alla classe politica. La gente nel vicinato conosce a memoria quanto ogni partito politico ha pagato loro per votarli alle elezioni europee.

Mentre conversiamo una musica chiassosa rimbomba da una cassetta e Kremena e io ci scambiamo sguardi (mi rendo conto che questo può accadere anche con una persona non vedente). Non lontano da casa, c’è un edificio bianco di parecchi piani dal quale la musica inonda le baracche vicine ogni sera. Un ragazzo del vicinato spiega: “questo è un ristorante, a volte una discoteca” e che tutto “là dentro è fatto di oro.” Anche Fakulteta, con la sua popolazione di 45mila abitanti, ha i suoi netti contrasti.

Falsi stereo­tipi

La casa ha un giardino spazioso con cespugli di rose e alberi in fiore. Kremena dice che i Rom di solito non amano i giardini attorno alle loro case, ma preferiscono piuttosto il cemento nei loro cortili, usanza accettata a livello socio-culturale come segno di pulizia. Quando le domando degli stereotipi più falsi legati alla comunità Rom, inizia a elencare. “I bambini. La gente pensa che i Rom facciano figli per i sussidi sociali. Bè, non è vero. Come si manterranno con questi 35 BGN? (Lev bulgari) I Rom amano avere la casa piena di bambini, piena di felicità, è nella loro cultura. Tuttavia, è emersa una tendenza stabile: i Rom fanno meno figli a causa della crisi.” Kremena fa notare che le stesse tendenze osservate per la popolazione bulgara nel complesso possono essere rilevate nella minoranza Rom: immigrazione massiccia nella capitale, impoverimento fuori da questa.

Non ci sono patrioti più grandi degli zingari,” aggiunge Kremena, dicendo che in genere i Rom non emigrerebbero, eccetto che per forti necessità economiche. Quando le chiedo del numero di Rom in Bulgaria, risponde che questo è una domanda delicata poiché crea “tensioni sociali”. Secondo lei sono almeno 800.000.

Il sup­porto

La trasmissione sulle problematiche dei Rom è stata sempre una produzione esterna, ciò significa che Kremena deve trovare costantemente nuovi finanziatori. Le ONG hanno offerto il supporto maggiore, me,tre la BNT (la televisione nazionale bulgara – ed.) offre solo la trasmissione. E alla cerimonia di premiazione a Berlino, la giornalista apprende dai suoi colleghi stranieri che l’esistenza di trasmissioni simili gode di pieno supporto dalle televisioni nazionali in altri paesi europei. Nonostante le incertezze, si sente tuttavia fortunata per la sua carriera e la sua vita. Alla fine della nostra conversazione mi mostra i cespugli di rose che germogliano in giardino, e il suo cane che scodinzola amichevolmente.

Biografia:

Kre­mena Budi­nova è una giornalista bulgara di origini Rom con una lunga carriera in televisione, nella carta stampata e nella radio. È nata nel distretto Fakul­teta di Sofia, abitato prevalentemente da Rom. Kremena ha perso la vista all’età di 14 anni. In seguito, nonostante le difficoltà fisiche nel preparare gli esami, ha ricevuto uno dei voti più alti al test di ingresso dell’università di letteratura, nel 1993. Mentre studiava Filologia Bulgara e Giornalismo, ha lavorato per diversi media e, nel corso della sua carriera, ha dimostrato (anche a se stessa) che è possibile per una persona non vedente diventare una reporter televisiva anche se è minacciata dagli stereotipi contro la sua minoranza. Il suo lavoro sulla minoranza Rom è cominciato nel 1997 con il programma “Romano Dunyas” su TV7, più tardi trasferito sulla Televisione Nazionale Bulgara (BNT) sotto il nome di “Il mondo dei Rom”. Successivamente il progetto è rientrato sotto la trasmissione documentaria “Small Stories” nel 2011. Kremena ha attraversato i momenti più difficili nel 2012 quando ha perso temporaneamente il lavoro. In seguito ha trovato finanziamenti per il progetto, ma oggi sta affrontando nuovamente diffcoltà finanziare per continuare a mandare in onda il programma. A maggio, la giornalista e il regista di documentari Svetoslav Draganov sono stati premiati al Forum CIVIS Media Prize 2014 di Berlino per il loro lavoro.