società

"Keep calm and vote Rodotà": i militanti contro l'inciucio del Pd

Articolo pubblicato il 18 aprile 2013
Articolo pubblicato il 18 aprile 2013
Alle 10 di questa mattina, senatori, deputati e delegati regionali, in tutto 1.007 grandi elettori, si sono riuniti nell’aula di palazzo Montecitorio per la prima votazione del dodicesimo presidente della Repubblica italiana, un’elezione che si prospetta difficile e controversa, dopo l’intesa tra Pd e Berlusconi sul nome di Marini che ha spaccato il partito e deluso i suoi elettori.

Perché non ascoltate i vostri elettori? Nessuno vuole questo accordo”, gridavano ieri sera i militanti di sinistra davanti al Teatro Capranica di Roma dove i membri del Pd si sono riuniti per discutere sul nome da candidare alla presidenza della repubblica.

Marini, l'uomo dalle larghissime intese

Franco Marini, “uomo di grandi virtù ma non la risposta adeguata al momento che vive il nostro paese”, si pronuncia Vendola, mentre “non lo fate!”, gridano invano gli elettori, accompagnando l’invocazione a epiteti come “traditori!” o ancora “vergogna, non vi votiamo più!”. Ma con 222 voti a favore della proposta del segretario, il Partito Democratico ha accettato la candidatura di Marini. Ex presidente del Senato, ex sindacalista, Marini, appoggiato anche dalla Lega, segna così un’ulteriore spaccatura nel Pd e provoca la furia dei suoi elettori, delusi, inascoltati per l’ennesima volta da un partito rinchiuso nella sua torre d’avorio, arrabbiati per l’ultima prova di mancanza di spina dorsale da parte di Bersani, che ha ceduto all’inciucio con Berlusconi. “Perché ancora una volta un emblema della casta?”.

Votare Franco Marini oggi significa fare un dispetto al paese”, afferma senza peli sulla lingua Matteo Renzi, “perché si sceglie una persona che compiace gli addetti ai lavori e non i cittadini”.

I giganti imperfetti

Ci sono tre candidati ideali alla presidenza: Giuliano Amato, Romano Prodi e Stefano Rodotà. Di certo non perfetti, scrive Piergiorgio Odifreddi, ma “giganti, rispetto ai nani che arrancano sulla salita del Colle, tirati o spinti da nani come loro”.

È sostenuto anche da un forte attivismo sui social networkDopo il no di Gabanelli e Strada, il Movimento 5 Stelle è finalmente stabile, e decisamente più credibile, sulla proposta di Stefano Rodotà a presidente. Ex esponente del Pds, giurista, “dal profilo alto e impeccabile”, secondo la giornalista Concita De Gregorio, solo pochi giorni fa era seduto negli spalti del Teatro Valle per battersi in favore della libertà dei beni comuni.

Adesso, in attesa che anche Sel si pronunci domattina sul nome di Rodotà, Vendola commenta su facebook: “Io difendo il centrosinistra e il centrosinistra oggi ha bisogno di essere difeso da se stesso”. Soprattutto dopo atteggiamenti come quello dell’onorevole Finocchiaro che, riferendosi ai suoi presunti elettori, ieri sera, ha sbottato: “Non so che cosa vogliono questi signori”, prima di congedarsi a testa bassa. Come darle torto. 

Foto: copertina © pagina facebook Quink; Stefano Rodotà © pagina facebook Stefano Rodotà presidente; video © antefattoblog/YouTube