società

Kataryna: la regina polacca del blog politico

Articolo pubblicato il 13 settembre 2010
Articolo pubblicato il 13 settembre 2010
La «zarina del blog», o ancora, la «più nota commentatrice politica polacca della rete». Intervista alla blogger che dal 2004 scrive sotto lo pseudonimo di "Kataryna". La sua identità è stata smascherata solo nel 2009 e i giornalisti, per questa notizia, hanno gridato allo scoop.
Scopriamo le differenze tra blogging e giornalismo, tra discussione e ossessione da un punto di vista originale e tutto al femminile

cafebabel.com: Il tuo blog ha molti lettori, viene citato dai media, i politici reagiscono ai tuoi post. Quindi, che differenza c'è tra una blogger politica come te e un giornalista tradizionale che si occupa di cronaca politica?

Kataryna: Innanzitutto, non mi preoccupo sull'eventualità di essere pagata o meno per ciò che scrivo, né mi importa di come e quanto i miei articoli possano influire sulla mia carriera. Di sicuro, un’altra differenza tra me e un giornalista politico è che io conosco meno bene gli argomenti sui quali scrivo. Mi baso solamente su ciò che i media dicono sulla politica, perciò i miei commenti e giudizi li costruisco su fonti non completamente attendibili. Da un lato, sono libera dalle relazioni sociali (siano esse positive e negative) con i protagonisti dei miei articoli, per cui riesco ad essere più oggettiva. Dall’altro, c'è più rischio che mi sbagli nel giudicarli, dato che li conosco solo tramite i media. Lascio ai lettori il compito di giudicare quanto vale ciò che scrivo e quanto pesino questi fattori.

cafebabel.com: Che valore hanno i tuoi post?

Kataryna: Beh, sono ulteriori linee guida per i giornalisti dell'Associated Press. I blog sono riconosciuti ora come una fonte di informazione equivalente alla stampa.

cafebabel.com: A un certo punto, sei entrata in conflitto con l’ambiente giornalistico. Per ripicca, i giornalisti di Dziennik hanno smascherato la tua vera identità. Era vero, quindi, come hai scritto tu stessa, che la “signora nessuno” rappresentava una minaccia per i "signori giornalisti”?

Kataryna: Più scopro dei particolari sui miei problemi con Dziennik, più inquadro il tutto come uno scontro personale, non “ambientale”. In quell’occasione, molti giornalisti si sono schierati dalla mia parte. Questo non significa certo che non esista un conflitto tra l’ambiente giornalistico e quello bloggistico. C’è eccome, e forse si sta pure inasprendo. I blogger accusano i giornalisti di presentare la realtà in maniera inaffidabile, i giornalisti considerano i blogger come dilettanti saccenti. Ma è difficile generalizzare.

cafebabel.com: I blogger più famosi in Francia e Spagna (in Spagna il famoso Ignacio Escolar è stato il primo blogger a diventare caporedattore del giornale Publico), che siano giornalisti o politici, hanno reso nota la loro identità. Come mai tu ci tenevi tanto all’anonimato?

Kataryna: La Polonia non è come la Francia o la Spagna. In 20 anni di libertà purtroppo non abbiamo imparato a rispettarci a vicenda e a vivere tranquillamente nella società anche se la pensiamo in maniera diversa gli uni dagli altri. Vorrei poter commentare la politica sul mio blog, ma, nello stesso tempo, vorrei continuare a vivere normalmente, senza che questo si ripercuota sulla mia vita privata o professionale. E poi, come ho già accennato, non ho niente a che fare con il mondo del giornalismo, nel quale, al contrario, è importante farsi un nome.

Ultimamente si discute molto sull'eventualità che per i blogger politici l'anonimato possa essere vietato

cafebabel.com: Eppure, ultimamente, il "blogging" si sta avvicinando al giornalismo. In Italia è in corso il dibattito se si debba estendere ai blogger l’obbligo di rettifica di informazioni errate entro 48 ore, così come avviene con gli articoli di giornale. Mentre in Inghilterra un giudice, con la sua sentenza, ha obbligato ad un blogger politico a rivelare la propria identità.

Kataryna: Ritengo che l’idea di vietare l’anonimato ai blogger politici sia malata, sono invece sensate le proposte che i blogger abbiano gli stessi obblighi (e diritti) dei giornalisti.

cafebabel.com: Allora a cosa servono i giornalisti, se i blogger avranno gli stessi diritti e doveri?

Kataryna: Anche se avessero stessi diritti e doveri, i blogger non potranno mai sostituire i giornalisti nella parte essenziale del loro mestiere, ovvero trovare e trasmettere notizie. Una cosa è commentare la politica fuori degli orari d’ufficio, un’altra è fare il giornalista di cronaca.

cafebabel.com: Mentre era in corso il dibattito sulla Sua vera identità, Paweł Wroński, giornalista della Gazeta Wyborcza, ha sostenuto che, a suo parere, Lei «è un uomo, o perlomeno ha una visione del mondo maschile». Crede che esista una differenza tra uomini e donne nel vedere la politica, o nel commentarla su un blog?

"Il mio stile è femminile, incentrato sulle emozioni", risponde la blogger polaccaKataryna: Peccato che Paweł Wroński non abbia sviluppato l’argomento e spiegato che cosa c’è di prettamente maschile nel mio modo di scrivere e vedere la politica, perché è un argomento molto affascinante, non lontano dall’affermazione che un sesso sia più portato alla politica dell’altro. D’altro canto, se dovessi scegliere, direi che il mio stile è molto femminile, incentrato sulle emozioni, le mie e quelle di coloro su cui scrivo.

cafebabel.com: Secondo le classifiche tedesche, le blogger donna scrivono meno di politica, mentre i blog politici più famosi sono gestiti da uomini.

Kataryna: Credo che il sesso dell’autore non abbia alcuna importanza per il lettore. Certo, se quest'ultimo volesse insultare l'autore, in quel caso sarebbe più comodo conoscerne il sesso (ride, ndr). Non escludo però che un blog politico scritto da una donna misteriosa venda meglio di un ipotetico blog identico, ma scritto da un uomo di cui si conosce nome e cognome. Ammetto umilmente che parte della mia popolarità la devo all’anonimato e al fatto di essere donna. Purtroppo.

cafebabel.com: Qual è il compito di un blog politico? Secondo Lei, il Suo riesce a svolgerlo?

Kataryna: È una domanda che mi sono posta spesso, ma non ho mai trovato la risposta. Vorrei che i blog politici fossero dei forum di discussione meno vincolati dall’obbligo di correttezza che prevale nei media mainstream, e questo, in effetti, succede. Ma la questione è se questa discussione è limitata solo a gruppi di appassionati, che comunque non hanno bisogno di un blog per ampliare il loro punto di vista sulla politica. È molto probabile che per noi questo sia solo un modo per assicurarci che non siamo soli nella nostra ossessione.

Foto: ©Mike Licht/NotionsCapital.com