società

Julian Assange e quelli che "la fanno fuori dal vaso"

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2010
Articolo pubblicato il 08 dicembre 2010
«Julian Assange ha fatto la pipì fuori dal vaso». Chissà se è davvero questo ciò che pensano i capi di stato europei dopo la valanga di rivelazioni che ogni giorno appaiono su WikiLeaks, il sito fondato dall'attivista australiano. E se lo pensassero, come lo direbbero?

La fuga di Julian Assange è finita. Dopo che l’Interpol ha emesso un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti per via di un'inchiesta svedese relativa a un presunto stupro, il fondatore di WikiLeakssi è consegnato alla polizia britannica, a Londra, e resterà sotto custodia fino al 14 dicembre. L'attivista australiano, che ha sempre respinto le accuse lasciando intendere che le denunce siano solo una campagna diffamatoria degli Usa contro WikiLeaks e le rivelazioni che da giorni inondano il web e i giornali, ha detto al giudice Caroline Tubbs che si batterà contro l'estradizione e non acconsentirà a tornare in Svezia. E intanto, come se non bastasse, continua a promettere rivelazioni scottanti.

«Ancora? Il ragazzo sta davvero pisciando fuori dal vaso», starà pensando Silvio Berlusconi dopo essere stato dipinto come «irresponsabile, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno», anche a causa delle sue notti folli. Nel frattempo, nelle stanze dell’Eliseo il presidente Nicolas Sarkozy trinca amaro: una coppa di champagne in una mano e gli occhi che seguono le agenzie. «Il re nudo», lo definiscono, «autoritario e suscettibile». E lui, mantenendo viva l’ispirazione, esclama digrignando i denti: «Tu pousses le bouchon un peu trop loin, Julian» («spari il tappo troppo lontano»).

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Angela Merkel, intanto, controlla seriosa la piantina interna del Kanzleramt (la cancelleria) per trovare la strada più rapida per andare alla toilette e non rischiare di perdere troppo tempo, quando le comunicano che gli americani la ritengono «poco creativa» e «poco disposta al rischio». «Er hat über die Stränge geschlagen» («tira troppo le staffe»), pensa sentendosi toccata nel profondo, così chiama in Inghilterra perché lo stesso più o meno hanno detto di Gordon Brown: «Sì lo so Angela - risponde l'ex primo ministro britannico, -  mr. Assangehas crossed the line (ha passato il segno), bisogna fare qualcosa». In Spagna, anche Zapatero, descritto come un leader politico opportunista e preoccupato più delle elezioni che del bene del paese, non deve aver gradito: «Te has pasado tres pueblos, mio caro» («hai passato tre villaggi»), queste le sue ultime parole prima di imprecare. Il primo ministro polacco  Donald Tusk sembra invece averla scampata per il momento. Ma chi può dirlo: «Zagalopować sięulian (galoppare troppo lontano) - come si dice -  è tipico dei cavalli di razza, e Assange è uno di questi».

Se davvero le cose stessero andando così, ti faccio un grosso in bocca al lupo, caro Julian!

Illustazione: ©Henning Studte/www.studte-cartoon.de; video: YouTube