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Jordi Porta: «Il catalano è più parlato del danese»

Articolo pubblicato il 11 settembre 2007
Articolo pubblicato il 11 settembre 2007
L’11 settembre la Catalogna festeggia la sua Giornata Nazionale.

Oggi lo parlano 8 milioni di persone e lo comprendono non solo in Spagna, ma anche nel Sud della Francia e persino in Sardegna nella zona di Alghero. Inoltre, nel 2007, la letteratura catalana sarà l’ospite d’onore alla prestigiosa Fiera del libro di Francoforte. Jordi Porta presiede Omnium, l’associazione di promozione del catalano fondata nel 1961 durante la dittatura franchista.

L’idioma catalano è l’anima del popolo della Catalogna?

In effetti è così. Nelle altre realtà nazionali la propria lingua non assume l’importanza che invece ha in Catalogna e nei Paesi catalani (composti dal Rossiglione francese, Andorra, la Catalogna stessa, le isole Baleari e Valencia) come elemento fondamentale della nostra personalità collettiva.

Nell'immediato quali sono i vostri obiettivi?

Attualmente, oltre alle attività principali di promozione e diffusione delle opere culturali attraverso premi e celebrazioni letterarie, abbiamo una nuova sfida: quella della nuova immigrazione extraeuropea. Dobbiamo poi fare i conti col potere di industrie culturali sempre più assoggettate ai dettami del mercato.

Crede che la Ue sostenga a sufficienza le minoranze in Europa?

L’Unione Europea è stata costituita a partire dagli Stati nazionali e non sarebbe stato possibile fare in altro modo. Ma la mappa degli Stati europei non coincide con quella delle culture e delle nazioni europee. Esistono alcuni casi evidenti e riconosciuti come il Belgio (diviso tra francofoni e fiamminghi, ndr) o la Gran Bretagna. Inoltre, per quanto riguarda le lingue, ve ne sono alcune in Europa che non sono affatto minoritarie, ma sono state "minorizzate" per ragioni politiche. Per fare un esempio, vi sono più persone in Europa che parlano il catalano di quante parlino il danese, il finlandese, il norvegese e il maltese.

Crede che un giorno la Catalogna possa aderire all'Ue come stato indipendente?

Il nuovo Trattato Costituzionale non lo prevede a meno che non vi sia l’improbabile accettazione da parte dei Ventisette Stati che compongono attualmente la Ue.