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‘Intern’ magazine: creatività made in stage 

Articolo pubblicato il 25 luglio 2013
Articolo pubblicato il 25 luglio 2013

Nella redazione di cafébabel, tre stagisti chiacchierano su skype, tra Parigi e Londra. Al di là della Manica, c'è Alec Dudson, che ha appena lanciato Intern, pubblicazione che incoraggia gli stagisti di ogni dove a condividere i propri punti di vista sulla creatività, il design – e gli alti e bassi del lavoro non retribuito.  

cafébabel: Alec, come è nata l’idea di pubblicare un magazine dedicato agli stagisti?

Alec Dudson: Dopo nove mesi di duro lavoro, non retribuito, presso le redazioni di varie riviste, ero ben lontano dalla possibilità di avere un vero lavoro. Quindi ho deciso di mettere in pratica tutto quello che avevo imparato e creare qualcosa di mio, con l’obiettivo di dimostrare che gli stagisti fanno un buon lavoro. Ecco perché voglio offire loro una piattaforma per presentare le proprie creazioni, sulle pagine di Intern. Io m’interesso soprattutto di design, e dell’industria creativa in generale. E ci sono tantissimi talenti là fuori che non possono permettersi stage non retribuiti. Questo è anche il motivo per cui io sono intendo pagare tutti i miei collaboratori e spero davvero che la mia rivista possa scatenare polemiche, discussioni e prese di coscienza sulle condizioni degli stagisti non retribuiti, soprattutto per nell’ambito della creatività. 

cafébabel: è stato difficile lanciare un magazine?

Alec Dudson: sin dall’inizio, ho voluto che il mio fosse un progetto partecipativo: abbiamo promosso il magazine su kickstarter, che, oltre a raccogliere fondi, ti permette anche di testare il consenso dei tuoi eventuali futuri lettori e capire se il tuo pubblico sarà entusiasta del progetto oppure no. Volevo che tutti avessero la possibilità di essere aggiornati sulla crescita della nostra idea e seguirne l'evoluzione. Fino ad ora, ha funzionato abbastanza bene e abbiamo quasi raggiunto il nostro obiettivo (5.500 stelrine). Tuttavia, sono realista. So che avere successo su kickstarter non significa avere successo nella vita reale. Per adesso, abbiamo pianificato la stampa di 2.000 copie della prima uscita, in programma per il prossimo autunno. La cosa positiva è che molte copie sono state già prenotate. 

cafébabel: qual è il vostro target e che tipo di argomenti pensate di trattare?

Alec Dudson: il nostro target è composto da persone differenti, per passioni, professione ed esperienze, ma tutte coinvolte nell’industria creativa e interessate a saperne di più sulla giustizia sociale per gli stagisti. Il nostro focus principale è sicuramente l’industria creativa, ecco perché ho in mente una rivista che sia interessante, densa, ma anche elegante e ben curata dal punto di vista grafico. I nostri collaboratori, e le loro creazioni, devono essere presentati nel miglior modo possibile. Vogliamo che il magazine abbia una linea editoriale anche per quanto riguarda la grafica, di conseguenza l’estetica ha un’importanza cruciale per noi. Questa è anche la ragione per cui non sarà esattamente economico – costerà circa 8 sterline (10 euro). Non proprio adatto alle tasche di uno stagista, ma usciremo due volte l’anno e garantiamo la miglior qualità possibile.