società

In campana!

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2009
Articolo pubblicato il 16 dicembre 2009
Suoneranno a mezzanotte il 24 e il 31 dicembre... Din, don, dan.... Risuonano nelle espressioni d'Europa cento campane.

Ciò che Twitter fa per l'uomo digitalizzato, nelle zone rurali è spesso ancora compito delle campane: indicano il ritmo quotidiano e forniscono informazioni. È un po’ per questo che nelle lingue europee sono una metafora per la comunicazione. In italiano si dice "Come la gente vive, così suonano le campane" e a questo proposito Friedrich Schiller scrisse "Das Lied von der Glocke" (Il canto della campana), una lunga ballata che, entrata quasi interamente nel campionario tedesco delle citazioni, è incubo inevitabile per legioni di scolari.

Quando Anna che, come sappiamo, viene da Venere, fa continue domande a Gianni, in italiano si dice "fare a qualcuno la testa come una campana". Su questo John può annuire stancamente, perché conosce bene la sensazione: "It rings a bell for him" ("gli suona un campanello").

Chi in Polonia "suona la campana grande" ("od wielkiego dzwonu") vorrebbe annunciare qualcosa di particolare. Ma i vip cercano l'attenzione così spesso che a volte viene annunciato qualcosa di ancora immaturo: farlo in Spagna si dice "agitare in alto le campane" ("echar las campanas al vuelo"), mentre in Francia si fan solo spallucce: "Povera campana! " ("Pauvre cloche"). Ma già nell'Inghilterra elisabettiana John Donne metteva in guardia dall'informazione-spettacolo… come si dice in italiano, "State in campana!".

Anche in molti canti di Natale vengono nominate le campane: suonano dolcissime come in Germania ("Süßer die Glocken nie klingen", le campane non suonano mai più dolcemente), o sono allarmanti tra i giovani inglesi e polacchi (the alarm bells ring in inglese e in polacco zapalil mi sie dzwonek alarmowy): infine ancora la versione non zuccherosa delle campanelle sempreverdi della slitta: Jingle Bells, jingle bells....