società

Il terrorismo dilaga, l'Europa si arma. A suon di leggi

Articolo pubblicato il 11 settembre 2006
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 11 settembre 2006
Di fronte all’escalation di violenza e terrore, l’Europa si dota di un vero e proprio arsenale legale contro il terrorismo.

Regno Unito, lotta alla glorificazione del terrorismo

Nonostante la legislazione britannica preveda il “reato di terrorismo”, secondo i termini di legge penale la maggior parte dei sospetti terroristi sono perseguiti semplicemente per reati quali omicidio o altri delitti contro la persona, danneggiamento intenzionale, sequestro di persona ed altri reati analoghi.

La chiave di volta della legislazione britannica contro il terrorismo è il Terrorism Act (“Legge contro il terrorismo”) del 2000 concepito per lottare contro il terrorismo di matrice nord-irlandese. In risposta agli attentati dell’11 settembre 2001, l’Anti-Terrorism, Crime and Security Act (“Legge contro il terrorismo, il crimine e per la sicurezza”) del 2001 ha introdotto nuovi strumenti di lotta al terrorismo subito bollati come un rischio per i diritti umani da Amnesty International. Nel 2005 è stato poi emanato il Prevention of Terrorism Act (“Legge per la prevenzione del terrorismo”) che nell’aprile 2006 è stato criticato da un giudice perché metterebbe a repentaglio il diritto a un giusto processo.

Dopo gli attacchi kamikaze nella metropolitana londinese del 7 luglio 2005 il Governo britannico ha inoltre varato il Terrorism Act del 2006 (“Legge contro il terrorismo”), che punisce penalmente l’istigazione indiretta a compiere atti terroristici (chiamata anche “glorificazione del terrorismo”). In questo momento nel Regno Unito 60 persone attendono di essere processate per reati di terrorismo, di cui ben 41 sono state incriminate solamente a partire dal luglio 2005.

Nel luglio 2006 il Ministero del Tesoro ha annunciato la sospensione dei sussidi statali, non solo per tutti coloro che risultano inseriti nella lista dei sospetti terroristi, ma anche per tutti i membri dei loro nuclei familiari. Ed ora i beni di 21 di essi sono stati congelati.

Germania, 195 procedimenti contro jihadisti

Le azioni terroristiche individuali sono punite in conformità con la legislazione penale generale. Il Codice Penale tedesco, però, contiene anche una disposizione speciale relativa alle organizzazioni terroristiche. In Germania non esistono procedure particolari per i sospetti di terrorismo: questi può godere degli stessi diritti di tutti gli altri accusati durante le fasi di interrogatorio, di udienza principale e durante i ricorsi in appello contro le sentenze pronunciate da corti di grado inferiore.

Ma dall’11 settembre 2001 la lotta contro il terrorismo ai sensi della legislazione penale tedesca ha rivolto la propria attenzione a quello di matrice fondamentalista. Al termine del 2004 erano ancora in corso su scala nazionale ben 195 distinti procedimenti d’indagine contro il terrorismo fondamentalista, 77 dei quali condotti dalla Polizia Criminale Federale Tedesca (Bundeskriminalamt).

Ma l'introduzione del reato di “glorificazione del terrorismo” (come in Gran Bretagna dopo gli attacchi kamikaze di Londra nel 2005) non è al momento in programma. Il Governo tedesco, però, è intenzionato a creare un database anti-terrorismo di supporto alle agenzie di sicurezza nazionale, che dovrebbe contenere tutte le informazioni rilevanti sui sospetti terroristi, quali ad esempio nome e cognome, nazionalità e conoscenze linguistiche.

Italia, intelligence e esplosivi

Nel luglio 2005 il Governo italiano ha varato una nuova legge contro il terrorismo – “recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale” – che prevede la possibilità di creare unità speciali antiterrorismo con compiti d’investigazione. La legge conferisce inoltre ai servizi d’intelligence il potere di controllare ed intercettare preventivamente il traffico telefonico, modifica il quadro di riferimento relativo alla vendita e all’utilizzo d’esplosivi, e punisce infine qualsiasi comportamento che potrebbe favorire l’addestramento dei terroristi.

Francia, bloccare le vie del finanziamento

Il nuovo Codice Penale francese (1994) punisce il terrorismo alla stregua di un reato di lesione personale. Ma dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 la Francia ha approvato tutta una serie di leggi che consentono di perseguire penalmente i terroristi. Il varo della legge anti-terrorismo più recente risale al gennaio 2006; nei suoi 33 articoli, la legge autorizza l’impiego di svariati sistemi di sorveglianza e colpisce direttamente il finanziamento del terrorismo.

Il “Libro Bianco sulla sicurezza interna ed il terrorismo”, diffuso dal Governo francese nel marzo 2006, descrive la linea politica d’Oltralpe nella lotta contro il terrorismo. Questo documento, frutto di una stretta collaborazione fra i dipartimenti del Ministero dell'Interno, della Difesa, degli Affari Esteri e della Giustizia competenti in materia ed esperti indipendenti che afferiscono alla Fondazione per la Ricerca Strategica (Fsr, Foundation for Strategic Research), si rivolge all’intera società civile francese, nel tentativo di favorirne un ruolo attivo nella guerra al terrorismo.

Copyright delle foto: Big Ben (Transport for London 2005); Germania (Deutsche Bundestag); Francia (Wikipedia)