società

Il processo di Bologna in Ungheria

Articolo pubblicato il 23 maggio 2008
Articolo pubblicato il 23 maggio 2008
Il 25 maggio 1998 iniziava il processo di costruzione dello Spazio europeo dell’Istruzione Superiore. A dieci anni dagli accordi uno studente di sociologia dell’Università Corvinus di Budapest descrive la difficile esperienza del nuovo sistema.

«È un peccato che il sistema d’istruzione ungherese sia stato sostituito», dice Szidónia. «C’era un motivo se il vecchio sistema era considerato uno dei migliori». Fino al 2005, gli studenti ungheresi studiavano per quattro anni alla scuola superiore, cinque-sei all’università o tre al college. Il Processo di Bologna, che si propone di realizzare entro il 2010 uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore coinvolge quarantasei nazioni, apportando significativi cambiamenti: elimina gli esami di ammissione all’università, mette in atto un esame di scuola superiore a due livelli e abolisce il calcolo dei punteggi che era diventato un incubo per chi finiva la scuola superiore con gli esami finali a giugno.

Bologna e il mercato del lavoro

Quando, nel 1999, il processo di Bologna è stato messo in atto, la logica sottesa era di accelerare la crescita economica e mantenere la competitività Ue attraverso un migliore coordinamento tra istruzione e mercato del lavoro. A questo scopo furono stabiliti il sistema europeo di trasferimento dei crediti (Ects- European Credit Transfer System) il programma Erasmus, e la Magna Charta delle Università Europee , così come il Leonardo, il Socrates e altri programmi di scambio incoraggiano la mobilità dei giovani attraverso il continente.

Alcuni dipartimenti ungheresi hanno iniziato i corsi di BA/BSc (l’istruzione universitaria di base di tre anni, bachelor of arts/ sciences, il corrispettivo, ormai delle lauree “tre più due”, ndr) già prima del 2005, anche se il sistema è entrato nel vivo solo nell’anno accademico 2006/07. «È strano che ora cinque anni siano compressi in tre», osserva Zoltán. «Io ho troppe materie, è più difficile finire gli studi. I datori di lavoro, almeno all’inizio, non sapranno cosa rappresenta una laurea BA/BSc in termini di conoscenza». Questo è un leitmotiv per gli “studenti di Bologna”: sin dal primo giorno i professori han detto loro che nessuno li assumerà dopo soli tre anni. 

«È un peccato che il sistema d’istruzione ungherese sia stato sostituito», dice Szidónia. «C’era un motivo se il vecchio sistema era considerato uno dei migliori»

Anche i criteri di selezione, i posti disponibili e l’esatto contenuto dei programmi dei master (MA), che sono il naturale sbocco delle “nuove lauree”, sono ancora sconosciuti. Nell’ottobre 2007 ho chiesto informazioni alla segreteria studenti per fare un MA. «Non sappiamo ancora». Alla fine della sessione d’esami di gennaio ho riprovato. «Non ne ho idea, non ci abbiamo ancora pensato». Ad aprile la reazione è rabbiosa. «Come facciamo a saperlo? Non siamo ancora preparati riguardo agli “studenti di Bologna”». La stessa storia in tutti i dipartimenti.

Un’altra studentessa che, iscrivendosi ad un dipartimento di lingua, si lamenta del basso numero di ore di pratica, si sente dire che se non le piace il programma può rivolgersi ad un insegnante privato. Perché le università sono così disorganizzate?

Veduta dell'università di Corvinius a Budapest

Meno post-laurea, per favore

Ági sta studiando all’Università Corvinus di Budapest per la sua seconda laurea. «Non ha senso che veniamo informati sul programma del quinto e sesto semestre solo a metà del quarto». Bálint dice che molti professori non sono al passo con i tempi, altri studenti parlano di libri di testo e programmi ormai superati. Csaba è soddisfatto dei suoi professori, ma pensa che il valore della sua laurea finale non sarà proporzionale. «Stiamo studiando troppe materie ad alta densità e la nostra laurea menzionerà solo il livello base. Un datore di lavoro capirà il lavoro che abbiamo fatto?»

«Ci sono semplicemente troppi studenti post-laurea», dicono Éva e Bálint. Sono d’accordo anche i docenti, che trovano che sia impossibile insegnare in soli tre anni ciò che ne richiedeva cinque. «Il problema è l’aumento degli studenti, che non hanno le conoscenze di base necessarie o la motivazione per imparare. Ma questo è in buona parte indipendente dalla riforma di Bologna», dice Ildikó Hrubos, professore all’Università Corvinus di Budapest. «È difficile fare progressi», aggiunge la collega Ágnes G. Havril. Bálint propone di adattare gli sbocchi post-laurea all’offerta del mercato del lavoro, sulla cui mancanza di organizzazione concordano anche gli altri studenti. Ad esempio aumentare i numeri di chi compie studi tecnici e scientifici rispetto a chi studia filosofia, arte, legge, economia e altre scienze sociali.

Cosa pensano i professori dei laureati del 2009? «Il sistema si riequilibrerà, a patto che non venga nuovamente manomesso», dice Attila Forgács, professore. Si prevede un «“periodo di tolleranza” di due o tre anni». Un altro, invece, dice 10 o 15 anni.

E gli studenti? Il 55% dice che vale la pena provare a trovare un lavoro solo con una laurea BA/ BSc, mentre il 33% non crede che una laurea base sarà sufficiente. Il 72% ha già deciso di continuare con un MA, ma non ha ancora deciso quali materie approfondire. La maggior parte degli studenti sostiene che lo sviluppo di un buon sistema di istruzione sia essenziale per mantenere la competitività economica di una nazione. In generale, comunque, il 72% ritiene che il sistema di Bologna non sia pensato così bene per l’Ungheria.  Il prossimo incontro di Bologna è a Leuven, in Belgio, il 28 e 29 aprile 2009.