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 “Il Populismo è Propaganda”

Articolo pubblicato il 12 maggio 2017
Articolo pubblicato il 12 maggio 2017

È da poco stata pubblicata in francese la biografia di Rainer Höss "L'eredità del comandante". "L'ho distrutto" - questa è la vita che il  nipote del sorvegliante di Auschwitz Rudolf Höss ha scritto dopo essere uscito da un coma di sei mesi. Da allora ha dedicato la sua vita alla lotta contro l'estremismo di destra in Europa.

cafébabel: Lei non ha mai conosciuto suo nonno, boia di Auschwitz. È però in grado di descrivere questa eredità a parole? 

Rainer Höss: Crescere come nipote dell’assassino di milioni di persone e all’interno di una famiglia di un’ideologia molto legata e segnata da questo passato non è stato di certo piacevole. Avrei preferito che mio nonno fosse stato un giardiniere o anche addirittura un deportato, così da potermi ritrovare oggi dall’altro lato ed avere meno problemi. Ma penso di essere riuscito a compiere un cambiamento, almeno nella mia famiglia, nei miei figli, trasmettendo una nuova consapevolezza su quello che è stato il passato della famiglia.

cafébabel: In precedenza era pasticcere. Riesce a ricordare un momento preciso in cui ha deciso di interessarsi al tema?

Rainer Höss: No, penso che sia stato più un mutamento spontaneo. Ho cominciando trasmettendo la consapevolezza ai miei figli, per proteggerli da questo spaventoso filo rosso di indottrinamento che collegava tutta la mia famiglia e che andava spezzato. Sono diventato padre in età relativamente giovane, avevo 17 anni, e a quell’età questo punto era già fondamentale. Non volevo che mio figlio, ad esempio, avesse alcun contatto con mio padre. Volevo risparmiargli ciò che io avevo vissuto e poi tutto il resto è venuto di conseguenza, sono anche andato nelle classi dei miei figli. Come volessi agire a riguardo non è ma stato un segreto per i miei figli. 

cafébabel: I suoi figli non sono infastiditi dal fatto che il loro padre abbia sempre a che fare con questo argomento? Ciò non attrae ulteriore attenzione sulla famiglia? 

Rainer Höss: No, i miei figli sono riusciti a tenersene a distanza. E quando gli viene domandato riguardo il loro nonno rispondono: "E allora? Hai un problema a riguardo? Sei un fascista? Allora dovrebbe interessarti quello che fa".  La mia nipote più grande, che ha 15 anni, mi ha detto che seguirà il mio lavoro quando deciderò di andare in pensione. Questo mostra che ho fatto bene il mio lavoro. 

cafébabelLei critica spesso la memoria in Germania. C'è il pericolo che la nostra storia cada nel dimenticatoio? 

Rainer Höss: È qualcosa che la Germania sta dimenticando. Mi arrabbio sempre molto quando vengo a sapere che si affronta l’argomento dell’olocausto nelle scuole per 12 ore solamente, pensando di averlo già superato. Non è stato superato, se si guarda all’attuale situazione politica, come le cose si stiano modificando. Mi infastidisce la superficialità e il riferirsi ai fatti come accaduti 70 anni fa, lontani. Questo mostra anche che i tedeschi non abbiano mai voluto riconoscere quell’identità che si è creata durante i 12 anni del governo Nazionalsocialista, lo si è superato tramite la vita quotidiana, ricevendo qualche critica, affermando che non esistono più i nazisti oggigiorno.

cafébabel: Quando partiti come l'AFD o il FN in Francia vengono descritti come populisti di estrema destra si utilizza un termine appropriato? 

Rainer Höss: Populismo è in qualche modo propaganda intesa in maniera negativa. Perché la propaganda ha sempre fra i suoi obiettivi quello di escludere un gruppo. E per me è assolutamente assurdo parlare di esclusione al giorno d’oggi. Penso che se si utilizzassero termini più dettagliati e appropriati per descriverli, la maggior parte della popolazione non riuscirebbe a capire. Lavoro già da tempo sul tema Oradour (massacro di truppe delle SS ad Oradour-sur-Glâne nel 1944) ed è un ottimo esempio. Ho ricevuto chiamate da francesi che affermavano di non esserne per nulla coinvolti. (?). Per sgonfiare un movimento come Front National, ad esempio possiamo già vedere che le persone non guardano bene quando Marine Le Pen parla a un comizio e non c’è scritto Front National né Le Pen, ma solo Marine. E le persone conoscono il cognome e sanno che il padre è un fascista, estremista di destra esattamente come lei, conoscono cosa è uscito su di lei al museo della Shoah. Tutto questo viene ammorbidito oggi, Marine cerca di allontanarsi dal passato e persino dal suo nome.  

cafébabel: I francesi chiamano questo ammorbidimento "dedemonizzazione",  ‘dédiabolisation’, Marine Le Pen ha chiuso con suo padre Jean-Marie Le Pen d'altronde. Non pensa che si possa rinunciare a questo passato? Lei stesso ha rinunciato al ricordo dei suoi antenati.

Rainer Höss: In tal caso avrebbe dovuto far parte di un altro partito. Penso che fra me e lei ci siano delle differenze molto profonde. Io sono autentico, mentre lei non lo è. Io sto qui per questo obiettivo e non mi si può spostare dalla mia posizione, sono come una cattiva abitudine che non si può estirpare. Ma questa donna cerca di nascondere il suo atteggiamento dietro una bellissima tenda blu. È qualcosa che vedo anche per la AFD, nessuno indaga veramente a fondo nei programmi di questi partiti o pone delle domande che potrebbero tirare fuori la vera Marine Le Pen. Cosa succederebbe se Le Pen, Petry ( ex leader dell'AFD) o Wilders (PVV) salissero al potere? Succederebbe quello che sta accadendo ora in Turchia con Erdogan o nella Corea del Nord, una democrazia che diventa una palese dittatura nelle mani di un solo uomo che tiene un intero paese nelle sue mani. 

cafébabel: Proprio dopo il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia si è diffuso un generale sentimento di accettazione, quando invece 15 anni fa ci sarebbe stata una rivolta. La popolazione si è abituata ed adattata a queste idee di destra? 

Rainer Höss: Penso che tutto questo derivi dall’ignoranza. Questo egoismo, che avevamo perso per la collettività e multiculturalità, sta tornando di nuovo. Non si tratta di un vento nuovo, a Parigi si vive ancora nel medioevo mentalmente da anni. Parlando di Macron e di quello che ne ho letto, è per me un uomo giovane, se si può utilizzare il termine giovane per lui, molto innovativo, ma anche fortemente legato ai suoi principi. Ad esempio riguardo la sua relazione con una donna di 24 anni più grande non fa nessun segreto.

cafébabel: Numerosi giovani in Francia hanno votato a destra e a sinistra al primo turno. Come vorrebbe mostrare la strada a coloro che si sentono ancora tagliati fuori dalla società?  

Rainer Höss: Non tagliare. Ci sono molte possibilità, molte domande critiche che si possono porre. Non sappiamo cosa vogliamo per la nostra nazione, come politica, ma siamo parte del nostro stato, cittadini della terra. Guardare fuori dal proprio piatto e capire qual è la realtà, il fatto, evitare di seguire la massa, cercare di uscire dalla massa e poi funzionerà. Questo è il modo in cui io ho condotto la mia vita e funziona, l’ho insegnato ai miei figli e funziona.

cafébabel: Come possono impegnarsi contro la destra radicale? 

Rainer Höss: Abbiamo fondato su Facebook la piattaforma Footsteps in cui vengono condivise molte storie del passato che vengono però anche comparate con ciò che accade oggi. Cerchiamo di comparare ciò che accadeva con ciò che accade oggi in maniera rapida e drammatica. Cerchiamo di non parlare sempre e solo dell’olocausto, ma di unire le persone sotto un progetto. Oggi abbiamo attivo il progetto “Voices of compassion”, che crea immagini dalle parole e che presenteremo stasera. Lavoriamo con film e documentari, ma anche quello che stiamo facendo oggi con voi è un modo per rivolgersi al pubblico giovane.  , Ho aderito a un progetto di giovani che volevano allontanarsi dall’usuale modo di parlare di politica in maniera commerciale e pubblicitaria perché hanno avuto il coraggio di rischiare. Gli estremisti di destra hanno perso l’8% di elettorato in Svezia, abbiamo ottenuto consenso e creato ponti.

cafébabel: Cosa vorrebbe dire a chi la critica, a chi dice che ha sfruttato questa sua storia familiare in maniera commerciale? 

Rainer Höss: Sono ancora qui e vivo ogni giorno tenendo bene a mente il mio compito ed altri stanno crescendo come attivisti per questa causa, i miei figli e nipoti. Mia figlia è sposata con un mussulmano e lo trovo molto bello, lui è una persona interessante, è multiculturale all’interno di una famiglia nazista. Sono riuscito a distruggere del tutto un’icona. 

cafébabel: In Germania sta fiorendo una atira attorno al Terzo Reich, tema ancora relativamente nuovo, trova giusto trattare con umorismo un dramma storico? 

Rainer Höss:No, perché? Penso che ogni mezzo sia utile, alcune persone hanno bisogno di un po’ di ironia per venire a contatto con temi così difficili. Penso che Böhmermann sia una persona intelligente che ha detto la verità, ovviamente qualcuno come Erdogan si è lamentato, ma l’ironia è qualcosa che io stesso ho dovuto imparare ad utilizzare, il black humor sul tema dell’olocausto era qualcosa di cui all’inizio mi vergognavo, ma che ho imparato ad ascoltare e ad utilizzare. 

cafébabel: La Germania viene vista dai suoi vicini come un leader, spesso però anche criticata perché troppo dominante e forte. Crede che dovrebbe mantenere questo ruolo o tirarsi un po' indietro? 

Rainer Höss: Penso di no. I tedeschi hanno mostrato anche dopo il tema del Nazionalsocialismo e i problemi che uno stato con questa storia possa avere di rinascere come una fenice dalla polvere. Riguardo la crisi dei rifugiati siamo stati i primi che hanno preso 12.000 bambini traumatizzati dallo Stato Islamico ad esempio nella zona di Baden-Wüttenberg. Sono stati integrati, non ci sono stati problemi, nella nostra zona non c’è PEGIDA e gli estremisti di destra sono stati messi a tacere. E questo può accadere in ogni altro contesto o area.  

cafébabel:L' AFD è però abbastanza forte nell' area di Baden-Württemberg.

Rainer Höss: Possono essere concentrati in alcune zone, ma credo che molti che li seguano siano elettori occasionali. Negli ultimi conteggi si è però visto quanto la AFD abbia perso. Ovviamente lo slogan iniziale di candidati come Petry che diceva che dopo il Nazionalsocialismo l’AFD sia stato l’unico partito ad avere un aumento di consenso così rapido da raggiungere il 25% mostra da quale orientamento provengano. Penso che ora l’AFD si stia smontando da sola, poiché hanno ritirato i loro candidati di punta. Avrò paura solo se più estremisti di destra si avvicinano al potere. 

cafébabel: In Germania però, confrontando, sembra che ci sia una minore presenza di forze di estrema destra. Con l'AFD e Pegida si è vissuto però un risveglio del razzismo negli ultimi anni, da dove viene questo rinnovato patriottismo? 

Rainer Höss: Ai miei studenti dico sempre, Dio ama gli uomini stupidi, ecco perché ne mette al mondo sempre così tanti. I temi del fascismo e del nazionalsocialismo ci accompagneranno per sempre. 

cafébabel: Si possono definire come stupidi così tanti elettori? Non si deve prendere sul serio il volere della popolazione? 

Rainer Höss: Vorrei però spiegare questi termini alle persone che li utilizzano oggi tramite un viaggio ad Auschwitz. La memoria funziona se viene spiegato ai giovani e non viene messo da parte, esattamente come ho fatto io. La memoria è diventata il mio lavoro e non vorrei fare niente altro di diverso, sono felice con quello che faccio ogni giorno.  

cafébabel: Una parte del suo lavoro è direttamente sulla sua pelle, un po' di anni fa si è tatuato una stella di David. Possiamo vederla? 

Rainer Höss: No, questo è privato [ride]. E inoltre oggi fa troppo freddo a Parigi. Il tatuaggio è un segno di rispetto nei confronti dei sopravvissuti, nei confronti di chi si è fidato di me. È il mio rispetto verso i sopravvissuti che oggi mi permettono di vivere con questo lavoro, si sono fidati di me e non hanno avuto pregiudizi derivanti dal passato della mia famiglia. Hanno pensato che io fossi diverso e ho deciso di onorare la fiducia di queste persone. Volevo lasciare dietro di me cosa c’è ancora di esistente delle vittime, dare la sensazione che essi continuino a vivere. Non c’è un motivo politico dietro, è solo per questi tre sopravvissuti e per me, cercare collaborazione e costruire ponti. Sono ormai parte delle loro famiglie. Ci vediamo, ci sentiamo via skype ed email. Lo trovo molto bello, e spero che i sopravvissuti vivano ancora a lungo, perché sono la prova che abbiamo contro chi nega l’olocausto. 

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Rainer Höss: 'L'eredità del comandante' (Notes de Nuit 2016)