società

I rom, Sarkozy e Valls: povera Francia

Articolo pubblicato il 19 novembre 2013
Articolo pubblicato il 19 novembre 2013

Il ministro dell'Interno francese, Manuel Valls, sta cercando di approfittare dell'indifferenza degli elettori nei confronti della popolazione rom. I colleghi del Partito Socialista si affannano a sostenere le loro credenziali liberali. Per le strade di Parigi si respira un'aria difficile.

All'ombra della Tour Eiffel una donna mi chiede se parlo inglese. Purtroppo capisco solo il francese. Quelli che possono, per sbaglio, parlare nella loro madrelingua, sono circondati; la folla descrive parenti malati, un gruppo di studenti, o la minaccia di agenti del recupero crediti. Dopo l'innocenza, il difficile prodotto da vendere: una mano tesa per gli spiccioli. Anche se le storie possono essere false, la povertà è reale e i bambini sono gracili. I turisti tengono stretti i loro portafogli; il gruppo viene per lo più ignorato e cresce l'indignazione tra i ricchi e i  rom.

'L'abuso verbalE è uN RITO DI PASSAGGIO'

La comunità rom in Francia viene spesso etichettata come 'un problema' e la vigilanza oppressiva è la soluzione più popolare. Il 9 ottobre 2013, la studentessa rom Leonarda Dibrani è stata arrestata davanti ai suoi compagni, innescando proteste studentesche in tutta Parigi. Avendo ricevuto la grazia dal presidente, ora è in  Kosovo, dove la sua famiglia sostiene di essere stata aggredita

Il razzismo è diffuso e il governo lascia intendere di rappresentare la gente; i rom sono sgraditi a molti in Francia. Non vengono solo associati a reati minori, ma anche ad aggressioni violente e ogni parigino ha una storia da raccontare. L'abuso verbale è un rito di passaggio, la violenza fisica un motivo di vanto. "Un rom una volta mi ha chiesto da accendere e quando ho rifiutato mi ha sputato, fiero", ricorda un mio amico.

Viene dato poco credito all'idea che i rom siano spinti verso il crimine dalle circostanze, ma la povertà è abietta e le strade più ricche di Parigi ospitano i suoi cittadini più poveri. Su Boulevard Saint-Michel, la folla è divisa a proposito di un bambino in strada: sporco e malnutrito, è sospettato di borseggio. Lontano dalla Tour Eiffel, una donna chiede l'elemosina vicino a un bancomat. I parigini, agili e chic, passano oltre e pochi hanno tempo o denaro. Vicino a Boulevard Saint-Germain, i bambini delle famiglie rom fanno pipì poco lontano dalle boutiques. Lungo gli Champs Elysées, gli uomini implorano dal marciapiede. I loro vestiti sono laceri, un velo è teso davanti al viso. Sono trattati con una sorta di rispetto imbarazzato, la gente che li guarda si sente a disagio; considerati da molti come 'imprevedibili', tendono una tazza con delle monete e non guardano mai verso l'alto. 

lo show dei politici

Non è da ingenui aspettarsi che un Paese che investe 10 miliardi di euro per la creazione di posti di lavoro fornisca impiego e supporto per i meno fortunati. Non è nemmeno da idealisti aspettarsi che la Francia si preoccupi per i propri cittadini, senza ricorrere all'accusa di immigrazione illegale. Nonostante ciò, decenni di xenofobia continuano a influenzare le decisioni del governo. L'ex presidente, Nicolas Sarkozy, per esempio, aveva espulso un gran numero di rom dalla Francia, con una mossa definita 'discriminatoria' dalla Corte Europea per i Diritti Umani.  

L'attuale ministro dell'Interno del Partito Socialista, Manuel Valls, ha fatto inarcare le sopracciglia a molti: ha continuato con lo stesso atteggiamento insensato di Sarkozy, sostenendo che 'i rom devono tornare nel loro Paese' e continuando a espellerli. Oltre all'UMP (il partito di centro-destra, "Unione per un Movimento Popolare", nda.), anche il Fronte Nazionale tratta i rom con la solita intolleranza. La povertà viene considerata di rado come una causa, sia da parte del pubblico che della politica - i socialisti aprono la bocca, ma sono i più silenziosi di tutti alla fine. 

Mentre passeggio sulle rive della Senna, una ragazza rom chiede l'elemosina. Sono stato a Parigi abbastanza e le dico: "no, grazie". La strada ridacchia mentre la donna grida all'offesa. Se non lo sono le sue parole, la sua intenzione è chiara. Finalmente anche io ho una storia da raccontare.