società

I panni sporchi si lavano in pubblico: i washbar in Europa

Article published on 12 marzo 2010
Article published on 12 marzo 2010
Con Myspace, Facebook e simili, un’intera generazione ha perso ogni inibizione ed ha iniziato a mettere sotto i riflettori la propria vita privata. La tendenza a mettere in scena se sessi non si lascia leggere solamente nelle reti digitali, ma anche in quelle cittadine: nelle grandi città europee ci sono sempre più spazi in cui pubblico e privato si mescolano.
Alla scoperta della passione dei giovani europei di lavare i panni sporchi davanti a tutti.

A Berlino, a Prenzlauer Berg, il Mangelwirtschaft è uno dei caffè ibridi alla moda e con il suo nome rimanda all’economia realsocialista ed alla scarsità degli indumenti nell’ex Repubblica Democratica Tedesca. "50% bar e 50% lavanderia", dice il cartello sopra la porta. Sul davanti, il bar ha l’atmosfera di un’accogliente gastronomia dalle poltroncine in velluto rosso, mentre sul retro dispone di una stanza con dodici lavatrici. I clienti, mentre lavano i propri panni, possono gustarsi tranquillamente uno schiumoso caffelatte, chiacchierare con gli amici, navigare su internet grazie al WLAN o leggere. Di tanto in tanto il Mangelwirtschaft propone anche un programma d’intrattenimento, accogliendo concerti e letture. Il concetto delle lavanderie multifunzionali convertite anche in bar è ormai quasi un classico a Berlino ed ha fatto scuola: ad esempio, Laundrette ad Altona, quesrtiere di Amburgo, è concepita in modo simile; il suo happy hour si chiama Schleudergang, centrifuga, e spesso vi vengono trasmesse le partite di calcio.

Mettere in scena la propria, anche in lavanderia. È la generazione facebook

Il Cleanicum, a Colonia, è un negozio di abbigliamento sportivo, che al suo ingresso mette a disposizione venti lavatrici ed alcuni divanetti. I clienti possono guardare da questa prospettiva ideale i filmati di snowboard proiettati sul muro di fronte, bere un caffè o mangiare uno snack comprato nella zona bar e, grazie al WLAN, anche navigare in internet dal proprio portatile, oppure fare un giro per il negozio concettuale di “streetwear e boardwear” attaccato alla lavanderia.

Panni sporchi a Copenaghen e Parigi

Il Laundromat a Copenaghen è contemporaneamente un bar di stile, una lavanderia ed una libreria con più di quattromila riviste internazionali. Con la sua atmosfera morbida ed accogliente, si presenta quasi come un locale tradizionale e, oltre alla classica connessione internet, mette a disposizione dei clienti anche alcuni giochi da tavolo.

Caffé-lavanderia a Copenaghen

A Parigi, il wash bar LG porta all’estremo il concetto: la casa produttrice di lavatrici LG lascia che i futuri clienti provino gratuitamente la merce in un’atmosfera moderna, con musica house ed elettronica mixata da un dj, mobili dal design retro ed un bar che serve drink con nomi tipo lingette o savonade. Anche in fondo a questo locale, in una zona separata da un divisorio e battezzata “ufficio”, si può navigare su internet o, in alternativa, guardare un film nella “lounge”, ovviamente su uno schermo piatto LG! Dedicandosi al relax ed allo shopping mentre si fa il bucato, in questo locale si unisce l’utile al dilettevole.

I wash bar si trovano soprattutto nei quartieri borghesi “in”: a noi giovani europei dalla cultura urbana piace esser belli quando facciamo i lavori di casa e tutti hanno il diritto ed il dovere di vederlo! Mettere sotto i riflettori eventi privati ed inscenare l’intimità sono attività che conosciamo da quando abbiamo a disposizione i social network: su facebook postiamo foto che, come ci mettono in guardia i genitori, potrebbero costarci il lavoro e twitter sembra quasi un mercato di dichiarazioni d’amore. Allora, naturalmente, non c’è nulla di male a trafficare con le mutandine sporche in un locale all’ultimo grido. Poco tempo fa un giornalista di Montreal ha intitolato un suo articolo "Vale la pena vivere, se nessuno guarda?", riassumendo così la filosofia di un’intera generazione.

Salotti commerciali

Gli spazi pubblici si distinguono sempre meno da quelli privati e non solo nel cyberspazio, ma anche nella realtà, nella struttura stradale e sociale delle grandi città. Già nel 1990, nel libro “The Great Good Place”, il sociologo urbano Ray Oldenburg indicava questi spazi come "third place" e li definiva luoghi di rifugio in cui l’individuo può sottrarsi all’ambito d’influsso della famiglia e del lavoro.

Oggi il concetto è riproposto con il nome di being space, dove il catering e l’intrattenimento non sono l’attrazione principale, mentre il luogo ha piuttosto il compito di farci sentire e comportare come a casa: attività come leggere un libro, navigare su internet, prendere un caffè o mangiare con gli amici ed i familiari, riposarsi sul divano ed addirittura fare il bucato vengono spostate in questi locali accessibili a tutti. L’agenzia londinese Trendwatching definisce come “salotti commerciali” questo tipo di spazi privati pubblici e ritiene che dagli anni Novanta si sia aggiunto un elemento importante: il “branding”. La multinazionale LG utilizza apertamente il proprio wash bar a Parigi come strumento per curare la propria immagine ed il concept storeCleanicum a Colonia proietta filmati di sport invernali per aumentare le vendite. La disponibilità di queste oasi accoglienti, curate e funzionali nella routine pressante, è ripagata dalla simpatia verso chi le allestisce.

Quella dell’atmosfera domestica lontana dal salotto è una tendenza creata consapevolmente, che tuttavia rivela un aspetto della società: a quanto pare, al cittadino moderno piace l’insieme delle alternative e le vuole esporre. L’artista/assistente di produzione/barista frequenta volentieri il bar/libreria e se il bar/caffetteria è contemporaneamente sala concerti/luogo d’incontro/lavanderia si sente finalmente adeguatamente contestualizzato nel proprio essere ed in armonia con la propria identità ibrida, multipla, eterogenea e profondamente tollerante. L’Europa non è più un costrutto politico, ma è una parte della nostra realtà, più profonda di quanto non immaginiamo.

Dove trovarli: MANGELWIRTSCHAFT: Paul-Robeson-Str. 42, 10439 Berlino

LAUNDRETTE: Ottenser Hauptstraße 56, 22765 Amburgo

CLEANICUM: Brüsseler Straße 74, 50672 Colonia

THE LAUNDROMAT CAFE: Elmegade 15, 2200,  Copenaghen

WASHBAR by LG: 65 boulevard de la Villette, Parigi

Foto: fast eddie 42/flickr; 2006-2010 mangelwirtschaft.com; The Laundromat Café/ Facebook