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I Giovani Verdi europei: "È il nostro maledetto futuro!"

Articolo pubblicato il 17 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 17 dicembre 2015

Lei è belga, lui finlandese. Sono giovani e preoccupati per il futuro del pianeta. Per salvaguardarlo collaborano con la Federazione dei giovani verdi europei (FYEG, Federation of Young European Greens). Cafébabel ha intervistato i due attivisti.

Come tanti altri attivisti ambientali, anche i Giovani verdi europei sono andati a Parigi per far sentire la loro voce durante la COP21. Cafébabel ha incontrato due portavoce della Federazione che raccoglie 42 associazioni ambientaliste provenienti da tutto il Vecchio continente. Dopo aver tenuto un workshop sulla relazione tra riscaldamento globale e migrazioni alla COY11, Laura e Teo ci hanno parlato delle sfide che la loro generazione è chiamata ad affrontare e delle loro strategie di azione.

cafébabel: Qual è l’obiettivo della vostra federazione?

Laura: Diffondere idee sostenibili e mettere in collegamento tra loro le associazioni giovanili dei partiti ambientalisti europei. I nostri principi non riguardano solo la difesa dell'ambiente, ma anche la giustizia sociale. Per questo ci impegnamo attivamente in questioni legate al rispetto dei diritti fondamentali, ai rifugiati, al rispetto delle libertà e delle minoranze nazionali e sessuali.

Teo: Ci interessiamo anche al progetto europeo e al suo stato di crisi. Siamo a favore dell’Europa, sì, ma di un'Europa diversa, che non consista solo in un'unione monetaria, ma in un'unione più democratica e non soggetta a piccoli gruppi di potere.

cafébabelLe vostre parole sono molto forti, ma avete i mezzi per metterle in pratica?

Laura: Sì! Le metteremo in pratica per via legislativa. In quanto giovani europei, vogliamo che le nostre idee raggiungano il Parlamento europeo.

Teo: Facciamo da tramite tra i cittadini e le istituzioni. Questo è stato uno dei nostri obiettivi per diversi anni e adesso lo abbiamo raggiunto: abbiamo tre ex portavoce della FYEG in Parlamento, che lottano per questioni quali i diritti dei rifugiati, la precarietà, il femminismo e la gioventù.

Laura: Cerchiamo anche di avere un "impatto" sulla mentalità delle persone, in senso più ampio. Facciamo campagne per incontrare le persone, spiegare loro quali sono i cambiamenti concreti che vorremmo attuare e quale modello vorremmo raggiungere. Crediamo che le nostre opinioni siano contagiose: se convinciamo i giovani, il cambiamento sarà reale.

cafébabelPiù facile a dirsi che a farsi. In vari Paesi europei, i giovani non sono sempre interessati all’ecologia e non hanno più fiducia nella politica…

Laura: Sì, lo capisco. I giovani hanno la sensazione che la politica sia qualcosa di lontano e credono di non avere mezzi adeguati per poter agire. Io invece mi pongo la domanda opposta, e dico a me stessa che se non sono io ad occuparmi della politica, sarà la politica ad occuparsi di me. Se non faccio nulla, le conseguenze ricadranno sulla mia vita, su quella della mia famiglia, dei miei amici e delle persone con cui vivo. So che l'impatto delle mie azioni può essere solo limitato, che non potrò raggiungere tutto quello che voglio, ma almeno ci provo. Uno dei motivi per cui alla nostra generazione la politica sembra tanto distante è perché, ogni volta che ce la immaginiamo, pensiamo a degli uomini grigi, con i capelli grigi, che discutono tra loro… È proprio per questo che è importante partecipare, far scendere in campo volti giovani, e far sì che ci sia un certo livello di diversità tra coloro che prendono le decisioni politiche.

cafébabelDal momento che difendete le stesse idee promosse dagli ecologisti, a cosa serve la distinzione tra "Giovani verdi" e "Verdi"?

Teo: Ci sono questioni politiche che preoccupano i giovani in modo diverso. Ad esempio, a noi preoccupano un po' di più le questioni legate al cambiamento climatico. Inoltre, da un punto di vista economico, facciamo parte di una generazione che non sa per certo se riuscirà a ricevere una pensione… È a causa di queste ulteriori sfide (che come generazione siamo chiamati ad affrontare) che vogliamo sensibilizzare la popolazione.

Laura: In più, i membri delle nostre associazioni non sono necessariamente membri di partiti verdi. La maggior parte di loro sono persone che si rispecchiano nelle idee ambientaliste e vogliono impegnarsi attivamente, ma non per forza iscrivendosi in liste elettorali o lavorando nel tipico modo in cui lavorano i parlamentari. La FYEG sostiene i candidati, ma non aspira a vincere le elezioni. Certo, ci sono anche per noi dei periodi di pura riflessione teorica, ma abbiamo bisogno di tradurli in azioni concrete che avvengano per le strade, in campagne e dibattiti con il mondo là fuori.    

cafébabel: Parlando in termini più concreti, quali sono state le vostre battaglie precedenti?

Teo: Abbiamo portato a termine diverse iniziative. A Malta, abbiamo condotto una campagna di sensibilizzazione della popolazione sui diritti dei rifugiati; a Tbilisi sul cambiamento climatico; a Duisburg sull'occupazione giovanile nell'area tedesca colpita dalla deindustrializzazione… Ma è vero che ultimamente tutti aspettavamo la COP21 per mobilitarci, e lo stato di emergenza (a Parigi in seguito agli attentati di novembre, n.d.r.) ha un po' sconvolto i nostri piani.

cafébabelCosa vi aspettavate da questa COP21?

Laura: Questa conferenza è cruciale! Abbiamo assistito a vari fallimenti in altri Paesi, a Varsavia per esempio, dove le industrie di combustibili fossili hanno preso il controllo del dibattito… Pensiamo che la discussione sia stata più aperta a Parigi. Ad ogni modo, quello che chiedevamo fin dall’inizio era un accordo vincolante che limitasse il riscaldamento globale a 2 gradi. Abbiamo chiesto anche che si arrivasse a 1,5 gradi, perché sappiamo che oltre quel limite, ci saranno gravi danni per le popolazioni insulari.

Teo: La COP21 è importante anche per ulteriori mobilitazioni. È fondamentale dare continuità a questo movimento.

Laura: Il nostro motto è: «È il nostro maledetto futuro!»

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Pubblicato dalla redazione locale La Parisienne de cafébabel

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Leggi il nostro progetto speciale sulla COP21: #21faces, 21 storie di giovani da 21 Paesi europei.