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I gay? Possono donare il sangue in soli 5 paesi Ue

Articolo pubblicato il 25 maggio 2015
Articolo pubblicato il 25 maggio 2015

Unione Europea = Libertà, varietà e parità di diritto. Nessuno può essere discriminato a causa del suo orientamento sessuale. Eppure alcuni stati membri dell'UE trascurano questo fatto attuando delle leggi discriminatorie. Sei un omosessuale che vuole donare il sangue? Bene, in 18 Stati membri non puoi.

Gli omosessuali non possono donare il sangue in molti stati europei. Dietro questo trattamento impari si celano dei vecchi cliché sul comportamento sessuale degli uomini che fanno sesso con altri uomini, i cosidetti MSM (men who have sex with men): i gay cambierebbero di continuo i loro partner sessuali e non userebbero alcun preservativo, avendo quindi un rischio maggiore di diventare sieropositivi.

Nel 1983, in Francia, questi pregiudizi hanno portato alla totale esclusione degli omosessuali dalla donazione di sangue. Un divieto tutt'oggi esistente e motivato dalle statistiche. L'Institut de veille sanitaire ha presentato nel 2013 dei numeri che mostrano un aumento della trasmissione dell'HIV tra gli MSM: un pericolo di contagio di 20 volte più alto rispetto agli eterosessuali francesi e 9 volte più alto rispetto alla media degli omosessuali negli altri stati del mondo. Secondo questa statistica, la Francia è il paese dove il rischio di contrarre l'HIV per gli MSM è più alto, considerando non solo l'Europa ma anche l'Asia centrale.

Cittadini e politica contro il divieto di donazione di sangue

Nell'aprile 2009 un cittadino francese ha sporto denuncia al tribunale amministrativo di Strasburgo contro tale normativa. L'Etablissement français du sang, che stabilisce le condizioni per la donazione di sangue in Francia, aveva rifiutato il signor Léger come potenziale donatore. Il tribunale alsaziano ha inoltrato la denuncia alla corte di giustizia dell'Unione Europea (CGUE). Lo stesso giorno, sei anni dopo, la CGUE ha deciso che gli omosessuali possono essere esclusi dalla donazione di sangue. Però il tribunale precisa che l'esclusione infrange il principio di proporzionalità: nel caso in cui l'infezione da HIV non possa essere esclusa con certezza, si dovrà trovare un modo più efficace che proibire la donazione del sangue. Per esempio aggiustare il questionario che ogni donatore deve completare affinché vengano valutate la salute e il comportamento sessuale. Una prassi comune a tutti gli Stati europei.

Nonostante la sentenza, l'assemblea nazionale francese ha tentato un mese fa di far approvare una nuova regolamentazione. «Nessuno può essere escluso dalla donazione di sangue a causa dell'orientamento sessuale», si legge in una proposta del deputato Arnaud Richard, approvata dall'assemblea. Il ministro francese della salute Marisol Touraine sostiene la parità di diritti degli MSM: «La discriminazione dei donatori sulla base del loro orientamento sessuale è inaccettabile». Touraine vorrebbe modificare il questionario e non chiedere più informazioni sull'orientamento, bensì sul comportamento sessuale dei donatori. Quindi, omosessuali ed eterosessuali sarebbero effettivamente equiparati.

Il dubbio delle minoranze

Dal 2010 il collettivo Homodonneur di Tolosa si batte affinché gli omosessuali possano nuovamente donare il sangue. «Il nostro scopo è la donazione di sangue per tutti, alle stesse condizioni», afferma il coordinatore Frédéric Pecharman. La normativa risale agli anni '80, quando i test sul sangue non erano ancora sicuri. Oggi ci sono moderne metodologie per diagnosticare l'HIV. «Le minoranze possono essere sempre escluse facilmente - spiega Pecharman -. Adesso gli omosessuali dovranno essere reintegrati».

Anche in Germania, la donazione di sangue da parte degli omosessuali è proibita da molto tempo. Come in Francia, le statistiche sostengono l'esclusione degli MSM. L'ordine dei medici (BÄK) definisce le linee guida per la donazione di sangue in accordo con la legge sulla trasfusione. Le direttive della BÄK escludono numerosi gruppi di persone con delle motivazioni più o meno comprensibili: persone con gravi malattie; persone che tra il 1980 e il 1996 hanno trascorso più di sei mesi nel Regno Unito e anche quelle persone il cui comportamento sessuale sottintende un alto rischio di trasmissione di malattie. Inclusi, perciò, quegli uomini che fanno sesso con altri uomini e le prostitute.

L'associazione LGBT tedesca (LSVD) si impegna per la parità di diritti nella donazione di sangue. E' la più grande ed affermata rappresentanza degli omosessuali in Germania capace d'influenzare la scena politica. Quattro regioni si stanno già impegnando per il cambiamento della legislazione. L'addetto stampa Markus Ulrich afferma che «un'esclusione generale è discriminante». Anche l'associazione Berliner Verband richiede una legge alternativa, che includa, ad esempio, la modifica del questionario obbligatorio.

Domande su domande per la donare di sangue

I potenziali donatori di sangue devono rivelare informazioni molto personali per completare il questionario obbligatorio. Le domande del policlinico universitario di Freiburg si possono trovare online. Si inizia con informazioni generali sullo stato di salute («Si sente malato?»). Si viene poi interrogati su eventuali malattie infettive: «Solo per gli uomini: ha già avuto rapporti sessuali con un altro uomo?», determinante per una probabile donazione di sangue. Ma anche le donne possono essere escluse, se rispondono affermativamente a questa domanda: «Ha già avuto rapporti sessuali con un uomo bisessuale?». Ulteriori sezioni trattano il consumo di droga o di farmaci, la presenza di malattie neurologiche, gli eventuali soggiorni all'estero e i periodi di detenzione.

L'Italia appartiene a quei cinque Stati membri nei quali gli omosessuali hanno il diritto di donare il sangue. Dall'anno 2001 la struttura del questionario viene definita con precisione in un decreto del ministero italiano della salute. «Negli ultimi dodici mesi ha avuto rapporti sessuali a rischio?», recita la domanda generale che non allude all'orientamento sessuale. Se non conosce i comportamenti sessuali dei propri partner, il donatore verrà rinviato per quattro mesi. Questo vale sia per gli eterosessuali sia per gli omosessuali. Quattordici anni fa le statistiche non riscontrarono alcun aumento di infezione da HIV tra gli MSM, per cui gli omosessuali furono equiparati agli altri donatori.

Cinque + cinque stati come esempio per l'Europa?

L'atteggiamento italiano andrebbe bene anche al collettivo francese Homodonneur: «Noi richiediamo una reintegrazione con quattro mesi di rinvio dopo l'ultimo rapporto sessuale». Beninteso, questo sarebbe valido sia per gli omosessuali sia per gli eterosessuali.

Anche la Spagna ha posto gli MSM allo stesso livello degli altri donatori. Però, in questo caso, il tempo d'attesa è più lungo di due mesi. Dall'anno 2005 una normativa afferma che le persone il cui comportamento sessuale rappresenta un altro rischio di contagio di malattie infettive sono escluse per un periodo di sei mesi dalla donazione. In Polonia, Portogallo e Lettonia gli omosessuali non solo hanno pari diritti ma, per donare, non devono nemmeno attendere dopo l'ultimo rapporto sessuale: la donazione di sangue è sempre possibile.

Altri cinque stati non hanno ancora equiparato gli MSM, ma permettono loro di donare il sangue dopo un anno di attesa. Questi cinque stati sono: Gran Bretagna, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca e Ungheria. Ma per le organizzazioni di Francia e Germania questa non rappresenta un'alternativa alla totale parità di diritti: «Non avere rapporti sessuali per uno o più anni è un'utopia», dichiara Markus Ulbrich di LSVD. Frédéric Pecharman aggiunge: «Questo periodo di attesa impedisce agli omosessuali di avere una vita sessuale».

Ad oggi, ben 18 dei 28 stati europei proibiscono del tutto agli omosessuali maschi la donazione di sangue. Insomma, la strada da fare è ancora lunga.