società

I Babeliani del 2015

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 24 dicembre 2015

Se sei stanco di sentir parlare di Marine Le Pen, Angela Merkel o Matteo Renzi, ecco le nostre "Persone dell'anno": la redazione di cafébabel ha selezionato un babeliano al mese tra quelli pubblicati sul nostro magazine nel corso del 2015.

Gennaio: Antonio Mazzeo (ricercatore, pacifista e giornalista)

Antonio ha contribuito in un modo significativo a diffondere una corretta informazione sugli effetti delle politiche migratorie dell'Unione europea. Ha pubblicato diversi saggi sui conflitti nel Mediterraneo e sulle violazioni dei diritti umani. Cafébabel Bruxelles ha parlato con lui a proposito delle conseguenze della "militarizzazione" sull'isola di Lampedusa, che Mazzeo condanna fermamente.

Leggi l'intervista ad Antonio Mazzeo.

Febbraio: Aistė Diržiūtė (attrice lituana)

È nata 23 anni fa in una piccola città della Lituania. Oggi, grazie al suo talento teatrale e al suo charme, sta diventando nota in tutto il mondo. Il suo ruolo nel film di Alanté Kavaïté, The Summer of Sangail, le ha portato un riconoscimento e un posto d'onore tra le European Shooting Stars durante il festival cinematografico internazionale di Berlino.

Leggi l'articolo su Aistė Diržiūtė, la Marion Cotillard lituana (in francese).

Marzo: Eloïse Bouton (giornalista e scrittrice francese)

Con o senza t-shirt, Éloïse Bouton ha il femminismo nel sangue. La giornalista 32enne si è avvicinata al tema grazie a Simone de Beauvoir o Kimberlé Crenshaw. Attraverso i "classici" di queste scrittrici, ha maturato il suo pensiero femminista a New York, dove si è unita a un movimento LGBT. Di nuovo in Francia, Éloïse ha optato per posizioni più radicali ed è diventata un membro delle ormai celebri Femen. Ma la luna di miele è durata solo un anno. Ne 2015 ha scritto un libro, Confessioni di un'ex Femen, dove riflette sul suo percorso militante, dal banco di scuola a quello degli imputati.

Leggi il ritratto di Éloïse Bouton.

Aprile: Elliot Lepers (ideatore di 90 jours)

Nel 2015, Elliot Lepers è passato al livello successivo. L'anno scorso si era già occupato di un'estensione per Chrome che "uccide Amazon" (Amazon Killer) e di un sito che individua la pubblicità sessista (Macholand). Pochi mesi fa, Elliot ha creato una app che permette all'utente di diventare un perfetto ecologista in 90 giorni (90 jours). All'indomani delle elezioni regionali in Francia che hanno visto il boom del Front national, ha risposto con un sito che permette a tutti i cittadini di proporre le proprie soluzioni per una politica alternativa. Probabilmente ci vorranno più di 90 giorni.

Leggi l'articolo su Elliot Lepers.

Maggio: Annalisa Piras (regista di The Great European Disaster Movie)

Nuvole nere all'orizzonte. L'UE al collasso. Il nazionalismo al potere. L'ultimo film della regista Annalisa Piras e dell'ex direttore dell'Economist Bill Emmott, The Great European Disaster Movie, dipinge un futuro sinistro, ma analizza anche come possiamo evitare di scivolare verso un simile disastro.

Leggi la recensione di The Great European Disaster Movie (in inglese).

Giugno: Cosmo Sheldrake (musicista)

Affascinato da qualsiasi tipo di suono, nel suo nuovo EP Pelicans We, questo musicista londinese dà voce alle specie animali in via d’estinzione. Simile ad un collage, la musica di Cosmo Sheldrake è soprattutto una "documentazione" di quello che in futuro potrebbe non esistere più. Tra canti di balena, ruscelli scroscianti e il rimbombo delle caverne, incontriamo questo strano animale.

Leggi l'articolo su Cosmo Sheldrake (in inglese).

Luglio: Andrea Giuliano (attivista LGBT)

Andrea Giuliano, uno dei nostri referenti per la libertà di espressione e i diritti LGBT, è un giovane italiano che vive a Budapest da 8 anni. Per il suo attivismo ha subito umiliazioni, minacce e persino aggressioni. Nonostante tutto, non ha lasciato l'Ungheria ed è rimasto a difendere i diritti della comunità omosessuale nel Paese.

Leggi la storia e la testimonianza di Andrea Giuliano.

Agosto: David Hyde (stagista alle Nazioni unite)

Dalla Nuova Zelanda a Ginevra per uno stage all'ONU. E di notte in tenda. La storia del ventiduenne David Hyde ha fatto in pochi giorni il giro del mondo e dei social network. Con la sua provocazione ha voluto sollevare il problema dei tirocini non retribuiti e dei meccanismi elitari che riaffiorano attraverso i media. Anche se, fin dall'inizio, era tutta una messa in scena.

Leggi la storia di David Hyde.

Settembre: Sholi Loewenthal (fondatore di MyRefuge)

Nonostante la generosità di molti cittadini europei, tanti rifugiati non hanno ancora trovato un posto stabile e sicuro nemmeno in Europa. MyRefuge, una nuova app inglese creata da Sholi Loewenthal, vuole mettere in relazione i richiedenti asilo con chi è disposto a condividere la propria casa. La campagna di crowdfunding per finanziare i costi iniziali della app ha raggiunto l'obiettivo fissato in soli otto giorni.

Leggi l'intervista Sholi Loewenthal (in inglese) e il dossier speciale #OpenEurope.

Ottobre: Max Schrems (giurista e attivista per la privacy)

Max Schrems, 28 anni, è un giovane laureato in Legge di Salisburgo. Grazie al suo ricorso alla Corte di giustizia europea ha ottenuto che l'accordo "Safe Harbor" tra UE e Stati Uniti fosse invalidato: gli USA non sarebbero un "porto (abbastanza) sicuro" per i dati personali provenienti dall'Europa e trasferiti nei server americani.

Leggi l'intervista a Max Schrems.

Novembre: César Dezfuli Rello (fotografo "per caso" a Parigi)

Il fotografo spagnolo César Dezfuli Rello si trovava a Parigi "per piacere", come tanti altri visitatori della 19esima edizione di Paris Photo, quando si sono verificati i tragici attentati del 13 novembre. Mai avrebbe immaginato che la Ville lumière potesse vivere uno dei momenti più bui della propria storia. Non dimenticherà facilmente quello che ha visto attraverso il suo obbiettivo. 

Guarda la fotogallery di César su Parigi.

Dicembre: Maria Olteanu (attivista anti-fracking)

Una delle nostre #21 faces per raccontare la COP21, Maria Olteanu. Tra non poche difficoltà, in Romania sta prendendo corpo e coscienza un certo attivismo ambientale. Alcune lotte riescono a concentrare gli sforzi e le energie, spesso dissipate dalla disorganizzazione delle campagne, dalla mancanza di fondi e dalle lobby economiche. Come il movimento anti-fracking di Maria Olteanu, convinta attivista e volontaria. 

Leggi il ritratto di Maria Olteanu e la serie completa #21faces.