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GPS: chi è questa donna che mi dà ordini?

Articolo pubblicato il 16 novembre 2011
Articolo pubblicato il 16 novembre 2011
Perché i navigatori GPS hanno una voce femminile, e perché gli uomini al volante di una BMW non riescono ad accettarlo? Per il maschio tedesco, l’incubo si presenta così: salito in macchina e programmato il navigatore, mette in moto, mentre il piccolo aiutante cerca la rotta giusta – e poi -orrore!- sente una voce femminile: “La rotta è stata individuata.
Giri a destra…” Inconcepibile: ubbidire agli ordini di una donna? Non se ne parla nemmeno!

La preferenza per le voci femminili? È determinata geneticamente

Non è una barzelletta stupida: alla fine degli anni 90 si è trattato di un vero problema per la BMW in Germania. La compagnia automobilistica è stata costretta a ritirare dal mercato i propri navigatori GPS, dopo che schiere di automobilisti indignati hanno chiamato in massa il numero verde per i reclami. “Perfino dopo che il servizio assistenza clienti ha tentato di spiegare che in realtà non si trattava di una voce femminile e che tutti coloro che hanno progettato i sistemi GPS come pure le istruzioni sono uomini, i clienti, inamovibili, hanno continuato a pretendere che la voce venisse cambiata”, racconta Clifford Nass, professore di Comunicazione all’Università di Stanford e autore del bestseller The Man Who Lied to His Laptop (L’uomo che mentì al suo portatile). Questo episodio, descritto dettagliatamente nel libro di Nass, non deve però trarci in inganno: secondo uno studio commissionato all’Istituto per l'Analisi dell'Opinione Pubblica Aris dalla Bitkom, Federazione per la Tecnologia dell’Informazione, il 46% degli utenti tedeschi di GPS predilige le voci femminili - mentre solo il 9 % propende per la voce di un uomo.

Di fatto Siri, l’assistente vocale del nuovo iPhone, è maschile soltanto in Francia e in Gran Bretagna. Logico, secondo Nass, perché “in fin dei conti è molto più facile trovare una voce femminile che piaccia a tutti piuttosto che una voce maschile”. È cosa ben nota da tempo, infatti, che il cervello umano si è sviluppato in modo da preferire la voce femminile. Stando al guru della comunicazione Nass, il fenomeno incomincia già nel grembo materno: il feto reagisce alla voce della madre, ma non a quella del padre. Fin qui la spiegazione biologica (resta da chiedersi cosa sia andato storto nello sviluppo dei feti francesi e britannici…).

Se si guarda alla storia, già durante la Seconda Guerra Mondiale nelle cabine di pilotaggio degli aerei venivano utilizzate come navigatori delle voci di donna – per il semplice motivo che le voci femminili erano più facili da distinguere rispetto a quelle maschili. Anche oggi, nelle cabine di pilotaggio, si continuano a usare voci di donna, soprattutto per lanciare avvertimenti. 'Bitching Betty‘ [it. Betty la brontolona], le chiamano i piloti. Affascinante.

Le voci maschili: dure e autoritarie

Anche i film di fantascienza ci aiutano a capire la preponderanza di voci femminili nei sistemi GPS. Come ha detto il giornalista Brandon Giggs in un servizio per la CNN: “Le voci autoritarie e minacciose tendono a essere maschili”- come per esempio la voce bassa e assassina del computer parlante HAL 9000 nel film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello Spazio. Al contrario, secondo Giggs, le voci delle macchine parlanti remissive e servizievoli sarebbero femminili, come il computer di bordo della serie Star Trek. A quanto pare, HAL 9000 ha traumatizzato il mondo della Tecnologia dell’Informazione in maniera duratura. Secondo Tim Bajarin, un analista della Silicon Valley citato da Giggs nel suo articolo, molte più voci generate da computer sarebbero maschili, se non scattasse l’associazione con HAL.

La ragione della prevalenza di voci femminili tra i GPS si può ridurre a una formula banale: maschile = cattivo e dominatore, femminile = docile e buono. Le cose però non sono così semplici, dal momento che tedeschi, francesi e britannici sembrano gradire maggiormente le voci maschili. Si tratta forse di una preferenza per le istruzioni impartite con tono autoritario? La Apple non ha chiarito perché il sistema di riconoscimento vocale dell’iPhone Siri sia dotato di voce maschile in Francia e Gran Bretagna. Richiamandosi all’episodio dei guidatori di BMW in Germania, il professor Nass offre la sua spiegazione: una donna che dia istruzioni di guida, proprio come se sedesse al volante, metterebbe in discussione un'idea tradizionale del ruolo della donna. In poche parole: i tedeschi in possesso di una BMW sono in media più maschilisti o conservatori degli altri utenti di sistemi GPS.

La sensazione che ci sia qualcuno che ci capisce

Ma quanto è maschilista l’uso pressoché esclusivo di voci femminili nell’industria GPS? Il fatto che la loro voce venga automaticamente associata con la docilità e la sottomissione la dice lunga sull’immagine delle donne. In teoria, questa predilezione riflette solo stereotipi sociali: in generale si parte dal presupposto che le donne sappiano comunicare ‘meglio’. E ciò vale anche per gli apparecchi GPS: un automobilista che di notte si trovi a vagare per una strada solitaria di campagna vuole perlomeno avere la sensazione che ci sia qualcuno che lo capisca. Gli stereotipi sono ben radicati e in ultima analisi, in relazione alle voci utilizzate per i GPS, non rivelano né un’immagine maschile particolarmente positiva né un’immagine realistica della donna. E non ha nessuna importanza, perché in ogni caso si va verso la personalizzazione delle voci. Vuoi la voce di tua moglie o quella di James Bond? Non c’è problema. E chi lo desidera può caricare sul proprio GPS anche la voce del perfido HAL 9000.

Foto: homepage (cc)imdb.com; HAL 9000 (cc)Chan360/flickr; video (cc)movieclips/YouTube