società

Gli "hipster" cattolici di Madrid: una chiesa in controtendenza

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 22 dicembre 2015

In Spagna la Chiesa cattolica sta perdendo la sua influenza politica, ma rimane molto attiva nella vita sociale del Paese. Cafèbabel è andato a Madrid per ripercorrere l’evoluzione della Chiesa negli ultimi anni e per incontrare il prete di San Antonio, una chiesa – per così dire – "hipster", unica nel suo genere.

Sono le 9 del mattino a Chueca, il quartiere gay di Madrid. Sul tappeto rosso all’ingresso della chiesa di San Antonio, c'è una decina di persone che sta chiacchierando e bevendo un caffè. Un cartello affisso sulla facciata recita: "Caffè gratis, Wi-Fi, aperto 24/7, gli animali sono i benvenuti, TV". I visitatori possono usare liberamente anche i servizi igienici o cambiare i pannolini ai propri bambini.

Contrariamente alle apparenze questo non è un hotel, ma una chiesa dove credenti e non credenti sono i benvenuti. All’interno dell’edificio, la modernità predomina sul carattere antico della chiesa: comode sedie e panche viola accolgono i visitatori, che possono guardare la messa in TV trasmessa dal Vaticano, al lume delle candele elettroniche. Due volte al giorno, padre Angel – al secolo Angel Garcia Rodriguez – tiene la messa. Al mattino i bisognosi possono venire a bere un caffè o un succo di frutta, mentre la sera posso tornare per un panino.

Un prete "mediatico"

Nella primavera di quest’anno San Antonio è stata riaperta dopo vent’anni di chiusura. «Questo è il sogno della mia vita, ho dovuto aspettare i miei 78 anni per raggiungere questo traguardo. Questa è anche la prima chiesa gestita dai Messaggeri di Pace,» dice padre Angel con un sorriso sulle labbra. Dopo la messa delle 9, questo settantenne con la faccia da bambino si intrattiene gentilmente con i fedeli e i visitatori. Prima di essere il parroco di questa chiesa, nel 1962 ha fondato i Mensajeros de la Paz, una ONG che aiuta i più bisognosi.

Ana de la Calle Gijón, responsabile della comunicazione dei Messaggeri di Pace, elogia le qualità di padre Angel: «Come lui ce n'è solo uno su un milione! È più veloce dei giornalisti quando accade una disgrazia. È sempre in prima linea. Inoltre ha un grande ascendente sui media». Quando la prima nave di profughi naufragò al largo delle coste di Lampedusa, i primi giornalisti spagnoli restarono sopresi nel vedere che padre Angel era arrivato prima di loro. Inoltre i media nazionali e locali lo chiamano regolarmente per avere un suo punto di vista sui temi sociali.La chiesa di San Antonio non è solo un luogo di preghiera, ma anche un centro culturale e sociale. Hanno allestito, per esempio, una mostra fotografica sugli anziani: «È per dimostrare che queste persone sono ancora vive,» spiega Ana, «che provano dei sentimenti e delle emozioni, che ridono e piangono...».

Papa Francesco è ovunque nella chiesa: sulla facciata, nell'intestazione di una petizione che lo sostiene, sugli schermi televisivi. Sant'Antonio è il protettore degli animali e ogni 17 gennaio padre Angel tiene a battesimo i cavalli della polizia o gli animali dello zoo… e pure qualche auto.

San Antonio si trova nel quartiere gay di Madrid. Di per sé un simbolo. Se le coppie omosessuali chiedono di essere unite in matrimonio, purtroppo padre Angel non può accontentarle, perché ufficialmente non gli è consentito. Ma non esiterà a dargli la sua benedizione: «Se benedico automobili, animali e così via… perché dovrei rifiutare di benedire due persone che si amano?».

L’influenza politica scompare, i privilegi restano

Durante la campagna elettorale del 2004, José Luis Rodríguez Zapatero (del Partito socialista, PSOE) promise di legalizzare i matrimoni tra coppie dello stesso sesso. Un anno dopo essere diventato Presidente del governo spagnolo, Zapatero mantenne la parola data: «Era una questione a lui molto cara,» assicura Ricardo Parellada, professore di filosofia presso l’Università Complutense di Madrid, «ci furono molte proteste da parte della Chiesa e del Partito popolare (di centrodestra, n.d.r.), ma ora non è più un problema». Perché? Perché «circa il 70% della popolazione è attualmente a favore delle unioni omosessuali,» conferma Fernando Amérigo, a capo del Dipartimento di diritto ecclesiastico della stessa università.

«Grazie a Dio, la chiesa sta perdendo il suo potere in politica, guadagnandone di più nella vita sociale,» dice un lieto padre Angel. L’influenza della religione sul tessuto associativo è in effetti molto pervasiva in Spagna. Le più grandi ONG sono state fondate su principi cristiani: Caritas, Messaggeri di Pace…e anche Oxfam stessa! Questa ONG internazionale si è installata nel Paese iberico per mezzo di una fusione con un’organizzazione gesuita, Intermón, attiva nella cooperazione internazionale. Ancora oggi, la sezione spagnola porta ufficialmente il nome di "Oxfam-Intermón". Francisco, 42 anni, originario di Saragozza, si reca tutti i giorni in quattro diverse organizzazioni cattoliche per ricevere da mangiare. «Dipendo dalle organizzazioni di carità,» spiega all’ingresso di San Antonio, «sono un credente; è Dio che mi mostra la strada. Vengo qui per relazionarmi con gli altri».

Anche se la Chiesa sta perdendo la sua influenza politica, può godere ancora di privilegi unici. Per esempio, circa lo 0,7% delle imposte sulle persone fisiche va alla Chiesa cattolica. Il 90% di questa somma è usata per gli emolumenti destinati al clero. I contribuenti hanno diverse opzioni: possono donare i soldi alla Chiesa cattolica, a delle organizzazioni di carattere sociale, o non fare niente. Le altre confessioni religiose non hanno diritto a un simile beneficio.

Henri, 70 anni, è un senzatetto di origine palestinese: ogni giorno viene a prendere il suo panino a San Antonio. «Lo scorso anno, la Chiesa cattolica ha ricevuto 800 milioni di euro,» spiega, «È marketing, una specie di propaganda per mantenere la Chiesa. È un imbroglio, perché in realtà è lo Stato che le dà i soldi».Oltre ai vantaggi fiscali, «è la chiesa che decide i docenti e i contenuti scolastici per l'insegnamento della religione», spiega ancora il professore Fernando Amérigo, «lo Stato non ha voce in capitolo». Dopo una serie di cambiamenti nei programmi scolastici, il Premier uscente, Mariano Rajoy (del Partito popolare, n.d.r.), ha adottato alcune misure per combattere il calo degli iscritti all'ora di religione. «Prima la religione non faceva parte della valutazione degli studenti,» continua Amérigo, «ora devono scegliere tra la religione o le lezioni sui "principi etici". Quelli che scelgono la religione sono sicuri di ottenere più facilmente dei voti migliori, che apriranno loro le porte per l’università».

San Antonio è un simbolo nel panorama cattolico spagnolo. È la prima volta che i Messaggeri di Pace gestiscono una propria parrocchia, un segno dell'avvicinamento del movimento cattolico alla vita sociale. Pur conservando certi privilegi, la Chiesa perde un po' della sua influenza politica. E le servirà una rete Wi-Fi eccellente per riguadagnarla.

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Questo articolo fa parte della serie di reportage EUtoo 2015, un progetto che cerca di raccontare la disillusione dei giovani europei, finanziato dalla Commissione europea.