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Gli esperti: «Studenti Erasmus più inclini a lavorare in un ambito internazionale»

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2008
Articolo pubblicato il 19 febbraio 2008
Parigi-Giappone-Dublino: questo l'itinerario dell'autrice. Compiuto (anche) grazie a un anno Erasmus. Gli specialisti in risorse umane confermano.

Tiro un sospiro di sollievo, e mi guardo attorno. L’aula soleggiata è piena di francesi, tedeschi, spagnoli, italiani e inglesi che mi applaudono. Ho concluso l’ultima presentazione del mio anno di scambio Erasmus a Parigi. Nelle settimane successive sono previsti gli esami finali e tanti addii, prima di tornare, diploma alla mano, nel vivace campus di Dublino, a casa.

Ma le competenze sviluppate in quell’anno francese, le esperienze in cui mi sono imbattuta, e le amicizie fatte sono rimaste con me, e determineranno i miei progetti futuri.

Quel lavoro in Giappone? Dico grazie all'Erasmus

Neanche un anno dopo ho accettato un posto nel Jet, programma di insegnamento e scambio in Giappone riservato a giovani laureati. Durante il colloquio molta attenzione è stata riservata alla mia esperienza Erasmus. La stessa cosa mi è capitata due anni dopo, durante una selezione per un programma internazionale di giornalismo: i professori erano ansiosi di conoscere le mie capacità comunicative e di lavoro di squadra alle quali il mio anno all’estero mi aveva preparato.

Ancora oggi, come appartenente alla "Generazione Erasmus" provo una forte emozione nel sentirmi "europea", mantenendo comunque la mia identità irlandese. Questa emozione è cresciuta nel campus parigino dove le mie amicizie attraversavano tutti i confini d’Europa.

1,5 milioni di studenti partiti

Sono solo uno degli studenti Erasmus. Dall’inizio del programma, nel 1987, oltre 1,5 milioni di studenti sono partiti, libri alla mano, per atterrare in centinaia di campus europei. «Alle feste ci sono ragazzi da ogni parte del mondo», mi dice Iwona Biernat, una polacca che studia al Trinity College di Dublino. «È un ambiente dinamico e sempre interessante».

«Per gli studenti si tratta di un’avventura istruttiva estremamente gratificante perché dà un vantaggio a livello accademico e sociale, e allo stesso tempo fornisce una nuova prospettiva alle loro vite di "europei"», sostiene il professore John Kelly dell’University College di Dublino.

Perché gli studenti Erasmus sono diversi

I datori di lavoro cercano sempre più laureati che abbiano intrapreso un programma Erasmus durante i loro anni universitari. «Li rende diversi», afferma Patricia Huges, della Brightwater Consulting, una società di consulenza specializzata nelle risorse umane del settore legale. «Gli studenti Erasmus sono più versatili e sono inclini a lavorare in un gruppo internazionale e dinamico». Queste caratteristiche sono particolarmente importanti nel mondo economico, dove gli scambi internazionali avvengono quotidianamente.

«È fondamentale rapportarsi alle visioni e alle culture internazionali», sostiene il professore Eamonn Walsh, decano della Smurfit School of Business.

Alla Gateway Computers, una grossa azienda di tecnologie, Paul Carrol afferma che gli studenti in lingua con un’esperienza all'estero sono spesso i più richiesti al momento delle assunzioni. «Una laurea in lingue va bene, ma riteniamo che le persone che hanno vissuto e lavorato in un’altra nazione o sono stati all’estero con il programma Erasmus sono di gran lunga più qualificati».

SCHEDA/Il 54% degli Erasmus trova lavoro grazie all'esperienza all'estero

Secondo uno studio effettuato dalla Commissione europea nel 2006, il 54% degli ex studenti Erasmus ritengono che il loro soggiorno all’estero li abbia aiutati ad ottenere il loro primo lavoro. Nelle università di prestigio quali le business school, l’anno scolastico all’estero è diventato obbligatorio. Le qualità acquisite? Una migliore adattabilità al mondo dell’impresa e dei profili lavorativi rivolti all’internazionale. «Quattro dirigenti su cinque affermano che gli studi all’estero accrescono spesso le possibilità d’ottenere un buon lavoro», spiega il sondaggio. «Più della metà dichiara che gli studenti Erasmus hanno più possibilità degli studenti non mobili d’ottenere una posizione adatta al loro livello di studi».

Ma questi effetti molto positivi sono più o meno importanti secondo gli ambiti: « L’impatto di un anno d’Erasmus sulla carriera di un giovane è più rilevante nel settore della sociologia e del commercio ». Inoltre, gli studenti dell’Europa dell’Est sono quelli che più approfittano delle esperienze all’estero: «Dichiarano d’avere più spesso dei lavori e delle posizioni vantaggiose nell’impresa in paragone ai loro pari in Europa dell’Ovest».