società

Giovani immigrati a Berlino: solo un'illusione?

Articolo pubblicato il 26 giugno 2012
Articolo pubblicato il 26 giugno 2012
Incontrare uno sconosciuto in difficoltà a Berlino "non è così difficile", si sfoga Marion, una studentessa che ha trascorso un anno nella capitale tedesca. La Germania ha bisogno degli immigrati, naturalmente, ma gli affitti a Berlino non fanno che aumentare e i lavoretti per sbarcare il lunario si moltiplicano.
Eppure sono sempre più i giovani europei attratti dall'energia della capitale, col rischio, a volte, di rimanerne delusi. Spiegazione di un miraggio.

Un piccolo cortile del quartiere di Kreuzberg. Giovani che discutono e fumano sotto il sole, appoggiati al muro o seduti lungo i grandi tavoli di legno chiaro. Sento parlare inglese, tedesco, italiano e spagnolo. Kay, docente di tedesco a "Babylonia e.V", mi aveva avvertito: "Non posso darti cifre esatte, ma sempre più persone frequentano i nostri corsi di tedesco. Soprattutto italiani, spagnoli e greci". Quindi, è difficile ignorare i cliché, quando la realtà è questa.

"Tutti i giovani che vengono qui lavorano in un cazzo di ristorante!"

Attraverso il cortile e arrivo all'ingresso del palazzo occupato negli anni '80 dall'associazione "Babylonia e V.", che offre corsi di lingua e aiuta gli stranieri a gestire le scartoffie dell'amministrazione teutonica. Dopo essere salita al primo piano, mi trovo alla reception, dove due persone conversano in spagnolo, mentre Kay sta dando lezione dall'altra parte della vetrata. Intorno a me vedo poster di protesta di cui uno di Kopi, il famoso squat dei punk in Kopeniker Strasse. A Berlino, "Babylonia e.v" non è una scuola come le altre. Fondata nel 1981 da alcuni migranti, i prezzi sono abbordabili ed i corsi sono più alternativi, concentrati sulla politica e sull'attualità. Uno dei soggetti attualmente più discussi è l'eliminazione del sussidio Hartz IV per i nuovi arrivati. Una politica governativa che si rivolge soprattutto alle prime vittime della crisi, vale a dire gli italiani, spagnoli e greci che emigrano in Germania e che fino al terzo mese non possono ricevere il sussidio.

Berlino attira ancora per la sua fama di città a buon mercato e accogliente..

"Bloccati"

"Due dei miei amici, di cui uno spagnolo, hanno perso il sussidio Hartz IV", mi confida Elisa, una pittrice italiana di 30 anni che vive a Berlino da quasi 3 anni. "Io ce l'ho ancora perché ho lavorato in un ristorante. Tutti i giovani che arrivano qui lavorano in un cazzo di ristorante!Ma anche con lo Hartz IV è difficile, perché arriva a rate irregolari e a volte devo aspettare due mesi prima di riceverlo". La brunetta segue dei corsi a "Babylonia" e sogna di aprire una galleria a Berlino, "perché c'è più libertà rispetto ad altri posti e la gente è molto più aperta".

Questo non è il caso di Paco*, che vuole lasciare la città: "Ci sono molte cose che non mi piacciono. Ho avuto esperienze personali poco piacevoli. Prima di venire, sapevo che Berlino era una città povera. Ci si può divertire facilmente, ma ci vuole molto tempo prima di sentirsi integrati". Questo barcellonese di 31 anni vive da un anno nella capitale. "Se voglio rimanere devo fare un sacco di stage perché la mia esperienza in Spagna qui non conta. Non posso più tornare nel mio paese, non c'è più nulla da fare". "Stressata" è così che si sente Dafni, una designer di 29 anni originaria di Atene: "Non posso tornare in Grecia perché c'è la crisi. Devo decidere se voglio rimanere o se voglio andare via, ma non so ancora cosa fare. A volte mi piace questa città, perché riesco a trovarci una specie di equilibrio tra la grande metropoli e le città più tranquille. A volte non mi piace perché, se non parli tedesco, ci vuole del tempo prima di diventare parte della città, soprattutto se non appartieni a nessun gruppo in particolare".

I prezzi aumentano, ma non i salari

Oggi, è difficile trovare un appartamento in condivisione per meno di 400 euro.Attratti dalla salute economica della Germania, sempre più europei affluiscono nella sua capitale, provocando l'aumento degli affitti in alcuni quartieri. "E' uno stile di vita molto tranquillo, che ci permette di fare molte cose con pochi soldi", dice Alina, una ragazza greca di 25 anni studentessa di design che incontro in un caffè di Kreuzberg. "Ma le cose stanno cambiando, i prezzi aumentano molto rapidamente. Si vede addirittura nei bar. Inoltre, è sempre più difficile trovare un appartamento, soprattutto a Kreuzberg, non si trova più nulla sotto i 400 euro, nemmeno in condivisione. Era inimmaginabile due anni fa". Con la famosa "gentrificazione" e l'aumento della domanda, Berlino sta conoscendo una vera e propria impennata dei prezzi da circa due anni. Ci possono volere mesi per trovare un affitto. Marcel Krueger, un tedesco che ha vissuto in Irlanda, racconta come il trovare un appartamento a Berlino non sia così facile e così a buon mercato: "Il prezzo medio di un affitto è aumentato del 7,9% in due anni e a volte ancora di più nelle aree 'hippy' diKreuzberg, Neukölln e Prenzlauer Berg".

"Il mercato del lavoro non è più favorevole ai nuovi arrivati"

Il mercato del lavoro non è più favorevole ai nuovi arrivati. Manon, una giovane artista francese e blogger, è stata costretta a lasciare Berlino nel 2011, dove per vivere è necessario "accumulare fino a tre piccoli lavori al giorno", come ha scritto nel suo blog Génération Berlin. "Il salario minimo non esiste in Germania, cosa che aiuta a peggiorare la situazione economica già deplorevole di Berlino - lavorando come cameriera a quattro euro l'ora, vi capiterà spesso di dover lasciare le vostre mance al vostro capo, che decreterà che "se non siete soddisfatti, ce ne sono quindici che fanno la coda per il lavoro". In sostanza, se sei un artista, freelance, sconsolato e in bolletta, se ami la coabitazione fino a 30 anni, Berlino ti può piacere. "Molte persone arrivano a Berlino senza progetti - dice Amelia, 28 anni, italiana, dottorato di ricerca - sono venuta in un momento della mia vita in cui non sapevo cosa fare. La vita qui è davvero interessante, ma non so se è davvero quello che voglio, voglio fare qualcosa di concreto. Qui non si arriva a nulla".

Ritratte al tavolo di un caffé di Kreuzberg.

Una città per la ricerca di se stessi?

E' risaputo che Berlino sia una città dove alloggiano gli artisti in cerca di ispirazione, che vengono nella capitale tedesca attratti dalla sua energia, più che dalla promessa di qualcosa di concreto. Cala la notte dopo il Karneval der Kulturen, e mi trovo accanto ad un furgone hippy dove due persone discutono di Berlino. Uno è nato qui. L'altro, Axel, è un cittadino francese di 29 anni che ha vissuto per quasi sette anni nella capitale. Per il primo, Berlino non è la città ideale, le persone che vengono qui "seguono una moda superficiale", priva di fondamenti reali. Per l'altro, questa città è il ritrovo di giovani in cerca del significato della loro vita. Axel è diventato professore ed è riuscito a trovarlo, il suo significato. Perché al di là delle realtà, Berlino si apprezza nella sua forma più eterea - energia, spazio, tempo - ed è così che molti sono riusciti a trovare il loro posto nel limbo berlinese.

*il nome è stato cambiato

Questo articolo fa parte di Multikulti on the Ground 2011-2012, una serie di reportage sul multiculturalismo realizzati da cafebabel.com in Europa. Si ringrazia la redazione locale di cafebabel Berlino.

Foto di copertina: (cc) johncarleton/flickr (il suo lavoro è disponibile su Getty Image); nel testo:  © Marine Leduc.