società

Gesti e gestacci: come evitare figuracce in Europa

Articolo pubblicato il 30 marzo 2011
Articolo pubblicato il 30 marzo 2011
A dispetto della globalizzazione audiovisiva e della costante overdose informativa, sembra che il linguaggio del corpo continui ad essere tanto efficace quanto lo era quando fu inventato secoli e secoli fa, al punto che chiedere due caffè con un semplice gesto delle dita può causare un rimprovero.
Per questo motivo proponiamo una rudimentale guida sui gesti di mani, menti e culi per evitare problemi in Europa.

Entrai in un bardi Londra per ordinare due caffè. C'era molto rumore e la cameriera non mi capiva, allora le mostrai le dita messe a forma di V, facendo il simbolo della vittoria al contrario, con le nocche verso di lei. Due caffè. La sua espressione si indurì e aggrottò le sopracciglia, però subito dopo tornò gentile: “Va bene, li porto subito... Ma non faccia più quel gesto, per cortesia. Qui è una cosa brutta...” Come? In seguito me lo confermarono: “Smettila di farlo o avrai problemi.”

Ma perché è così? Perché proprio le due dita e perché a Londra?

Dall' altra parte della Manica, fu un francese a chiarirmi la questione con un certo orgoglio: “Questo gesto deriva dalle guerre medievali: gli arcieri inglesi erano molto bravi, avevano una buona reputazione; cosicché, quando i francesi ne catturavano uno alla fine di una battaglia, gli tagliavano il dito indice e il medio per impedirgli di lanciare altre frecce in futuro. Per questo alcuni tifosi francesi, allo stadio, provocano gli inglesi mostrandogli queste due dita”, e concluse la sua spiegazione con una risata maliziosa, indietreggiando e mettendosi una mano sul ventre, come Napoleone.

Un' altra versione della storia limita il taglio al solo dito medio. Tra l' altro questo è proprio un dito paneuropeo: se mostri “quello del centro” a un portoghese, a un ungherese o a uno svedese se la prenderanno tutti a male. Così come negli Stati Uniti, in Sud America e probabilmente in tutti i posti presi d' assalto dagli europei. Ma ci sono altre teorie: secondo alcuni, si mostra il dito medio al fine di insultare per via del drammaturgo greco Aristofane, famoso per le sue commedie. Sembra che questi, una volta, mise il dito medio al lato del pene con l' obbiettivo di provocare. Ed il significato è rimasto quello: da allora mostrare il dito medio è come mostrare l' uccello, un insulto.

Un' altra interessante espressione del corpo è il “il gesto dell'ombrello”: schiaffare una mano nella parte anteriore del gomito del braccio opposto, il quale a sua volta deve rivolgersi al cielo con il pugno chiuso. E bisogna farlo violentemente, con rumore, e con accompagnamento verbale. La spiegazione storica verrebbe dall'antichità, da quando i sabini inventarono il gesto dell'ombrello per insultare gli invasori romani senza che questi se ne accorgessero. I romani più ingenui credettero che quella fosse la forma di saluto dei sabini, poi compresero tutto e conservarono quel gesto come forma di affronto.

Anche questo gesto raggiunge il livello di diffusione paneuropeo, ma offre delle varianti a seconda del paese. I polacchi, ad esempio, chiudono entrambi i pugni, come quell'atleta che sputò in faccia all'Unione Sovietica dopo aver vinto nientepopodimeno che la medaglia d' oro per il salto con l'asta.

Ma concentriamoci sulle specialità locali: oltre il trauma medievale degli inglesi, ecco che ci sono i mediterranei. E, tra i mediterranei, gli italiani sono i maestri dell'espressione corporale. Una classica è alzare il mento e sfregarlo dal basso con movimenti rapidi, come se fosse bagnato e volessimo schizzare chi ci sta di fronte, per lasciar intendere chiaramente che non ci importa un bel nulla di quello che ci stanno dicendo. Un' altra è quella di girarsi e porgere il culo. Molto solenne e televisiva.

Un' altra è più particolare: tendere l' indice e il pollice di entrambe le mani e rivolgerli in avanti e un po' verso il basso, lasciando dello spazio fra di loro; significa “Ti faccio un culo così!”. La ragione di tale capacità espressiva? Forse l' estrema popolarità della commedia dell'arte, basata sull'istrionismo e sull'improvvisazione. Per concludere, la Spagna e la sua fissa per i testicoli (“fatti una grattata di palle”, “bisogna avere le palle”, “mi sono rotto le palle”, “ha due palle così”, e una lista infinita…): la sua variante corporale, così schifosa e rozza che forse lascia peggio l' aggressore che la vittima, è quella di protrarre in avanti la zona pelvica e mantenersi i testicoli come se pesassero un chilo ciascuno.

Da qualche parte andrà bene per ordinare un paio di caffè?

Foto: (cc) c-reel.com/Flickr; video: Re di Spagna: euskatala; Atleta polacco: pablo115; entrambi di Youtube.com