società

Germania: accogliere un rifugiato in casa propria

Articolo pubblicato il 23 aprile 2015
Articolo pubblicato il 23 aprile 2015

L'Europa resta inerte davanti ai profughi del Medio Oriente e del Nord Africa. Ma in Germania un gruppo di amici ha pensato ad un modo per accogliere queste persone ed aiutarle ad integrarsi all'interno della comunità. Flüchtlinge Willkommen (Benvenuti rifugiati) trova appartamenti condivisi per i migranti e si propone di inaugurare una nuova cultura dell'accoglienza.

Il programma Flüchtlinge Willkommen (Benvenuti rifugiati) è stato inaugurato nel novembre 2014, quando Mareike Geiling, co-fondatrice del progetto, si è trasferita al Cairo, in Egitto, e ha deciso con il suo compagno di stanza, Jonas Kakoshcke, di accogliere un migrante nella loro camera. «Per pagare l'affitto abbiamo chiesto ad amici e famiglia di aiutarci con piccole donazioni mensili», dice Mareike. «Dopo due settimane avevamo raccolto abbastanza fondi per 9 mesi. Visto che ha funzionato così bene, abbiamo deciso di proporre questa iniziativa in tutta la Germania». Mentre realizzavano i loro progetti, hanno conosciuto Golde Ebding, che ha subito apprezzato l'idea e si è unito al gruppo come co-fondatore.

Di cosa si tratta? Mareike lo spiega in modo semplice: «Non ci piacciono queste sistemazioni caotiche che ci sono in Germania, quindi abbiamo cercato di fare in modo che gli immigrati potessero vivere in appartamenti condivisi (o comunque in condizioni accettabili)». «Pensiamo che gli immigrati non debbano essere stigmatizzati ed esclusi», continua Mareike, «venendo ammassati in abitazioni inadeguate. Al contrario, dovremmo accoglierli calorosamente. Crediamo di poter creare una cultura più umana ed accogliente! Flüchtlinge Willkommen è un programma che permette di registrare il tuo appartamento e di essere messo in contatto con un profugo. Finanziamo anche gli appartamenti condivisi».

Per ora più di 530 appartamenti condivisi sono stati registrati sulla homepage del progetto. Le persone che si rendono disponibili sono di età compresa tra i 21 e i 65 anni, di varia provenienza e svolgono professioni diverse: tra loro ci sono un consulente delle Pubbliche relazioni, un carpentiere e molti studenti. E ancora single, coppie sposate che vivono da sole e giovani famiglie. Oltre 390 profughi tra i 20 e i 40 anni sono stati registrati finora. Arrivano da ogni parte del mondo: Afghanistan, Bangladesh, Burkina Faso, Kenya, Mali, Niger, Nigeria, Iraq, Iran, Pakistan, Russia, Senegal, Somalia e Tunisia, solo per citarne alcuni. La maggior parte, comunque, viene dalla Siria.

Secondo i fondatori, «ospitare rifugiati in alloggi privati porta un vantaggio comune: i migranti possono così vivere in alloggi adeguati, imparare la lingua e adeguarsi meglio al nuovo ambiente. Chi ospita, dal canto suo, impara a conoscere una cultura diversa e aiuta qualcuno che si trova in difficoltà». Sono ventinove i rifugiati ad essere già stati ospitati in un appartamento condiviso in Germania o in Austria (dove il progetto è partito a gennaio 2015).

«Siamo commossi dal buon cuore della gente», mi dicono Jonas e Mareike, ed anche la reazione degli immigrati dimostra il loro apprezzamento e la loro gratitudine per questa iniziativa. Un profugo di Francoforte ha scritto loro dicendo che «nella mia religione, il nostro profeta dice: "Chi non ringrazia le persone non rende grazia a Dio"», e li ha ringraziati «per il favore che gli è stato concesso, attraverso questa esperienza, mi sono sentito un membro della famiglia di colui che mi ha opsitato», e per il loro lavoro e il loro sostegno nei confronti dei bisognosi.

Bakary, 39 anni, vive nell'appartamento di Jonas e Mareike: come molti altri, prende lezioni di tedesco e spera di ottenere un permesso di lavoro. «Vivere in un appartamento condiviso per me significa armonia e molta comunicazione tra gli immigrati ed i tedeschi», spiega. «Mi piace l'idea di Flüchtlinge Willkommen perché permette alle persone di conoscere i vantaggi di condividere un appartamento con un immigrato. Per quanto mi riguarda, personalmente mi dà la forza di realizzare i miei sogni e le cose che volevo fare quando sono venuto in Germania».

Quest'idea ha suscitato interesse in tutta Europa e anche oltre. «Stiamo ricevendo richieste da altri Paesi europei, come la Grecia e il Portogallo, ma anche dall'Australia e dagli Stati Uniti», sostengono i fondatori, esprimendo la propria soddisfazione nel vedere gente da tutto il mondo decisa a sostenere l'iniziativa nel proprio Paese, e ad offrire agli immigrati una casa adeguata in cui abitare.

Tra le tante orribili storie che arrivano dal Mediterraneo e tra le mezze misure dell'UE, questa iniziativa rappresenta un vero e proprio barlume di speranza. E magari, perché no, questo potrebbe davvero segnare l'inizio di una nuova cultura dell'accoglienza, sia per i profughi sia per chi cerca asilo politico in Europa.