società

Gay Pride a Tirana. Saranno pronti i machi albanesi a veder sfilare gli omosessuali?

Articolo pubblicato il 14 maggio 2012
Articolo pubblicato il 14 maggio 2012
Il 17 maggio, a Tirana, per la prima volta nella sua storia si svolgerà il Gay Pride. Sarà pronta la capitale albanese per questo evento? Ekrem Spahiu, vice-ministro alla difesa, ha dichiarato pubblicamente che i gay "andrebbero presi a manganellate".
Per comprendere le difficoltà che la comunità LGBT incontra nel paese delle aquile, abbiamo parlato con il fondatore dell’associazione Pro LGBT, Kristi Pinderi, che segue in prima persona l’organizzazione del Festival.

cafebabel.com: perché è cosi difficile accettare la presenza dei gay e delle lesbiche, e quali sono le loro difficoltà in Albania?

Kristi Pinderi: gli albanesi aspirano, nella loro identità psico-sociale, alla forza e ala potenza del maschio balcanico ideale.. “Il maschio deve difendersi, e deve difendere la propria famiglia!”. Il nostro sforzo per la causa della comunità LGBT, ma anche per altri gruppi emarginati, si può considerare come un’azione diretta contro questo retaggio culturale che sopravvive da troppo tempo.

Nella comunità Lgbt, quelli più in difficoltà sono i maschi, cacciati di casa, rinnegati dai propri famigliari, i quali, come in un horror, sono diventati il loro peggior nemico. Si spaventano per il fatto che il proprio figlio/a possa mettere in pericolo il loro status sociale, i rapporti con i vicini, colleghi, amici. La criminalizzazione di questa comunità è cosi dura e cosi aggressiva che, al confronto, il rogo medioevale sembra una pena leggera.

cafebabel.com: quale sarà il messaggio della manifestazione a Tirana?

Kristi Pinderi: non sarà una sfilata come quelle che siamo abituati a vedere in TV, tipo Parigi. In contemporanea con la Giornata internazionale contro l’omofobia, la comunità LGBT, e tutte le persone che ne appoggiano la causa, sfilerà, per trasformare l’Albania in una nazione più democratica e più europea. Vi assicuro che non è uno slogan e nemmeno semplice retorica! Ci saranno mostre con le foto dei ragazzi del movimento LGBT, per ribaltare gli stereotipi nei loro confronti, ci saranno concerti rock, ambienti pubblici dove si discuterà con studenti e giovani, ci sarà un documentario dedicato all’amore, ci saranno delle attività anche fuori Tirana. Sarà una settimana di mobilitazione per quella parte civile ed europea della popolazione albanese contro la paura e l’orrore medievale di chi fa di tutto per reprimerci.

cafebabel.com: il rischio maggiore, per una manifestazione di questo genere?

Kristi Pinderi: gli esempi della difficoltà della realizzazione di questa manifestazione nella regione balcanica non mancano. L’anno scorso ci provarono gli LGBT del Montenegro, ma senza risultato. Nel ottobre del 2010, a Belgrado, ci furono degli scontri violenti tra la polizia e i gruppi ultras nazionalisti serbi. A Zagabria, da diversi anni si svolge una parata senza successo, e in Bosnia-Erzegovina il festival Queer è stato annullato, perché in contemporanea c’era la festa degli musulmani, e un Festival di questo tipo è “sconsigliato” durante le celebrazioni religiose di ogni paese. Anche l’Albania è uno Stato a maggioranza musulmana, ma la sua popolazione si è sempre vantata della sua laicità e della coesistenza riuscita tra le religioni.

cafebabel.com: la religione influisce nel dibattito sulla omosessualità?

Kristi Pinderi: no, per niente. Influisce una cultura storica basata sull’ipocrisia e non sulla verità divina, anche se cerchiamo di mostrare come il nostro popolo sia tollerante dal punto di vista della fede! Io ho incontrato Gesù all’eta di dieci anni e ho un rapporto molto sincero con lui. Nei suoi gesti e nelle sue parole non ho mai visto odio o violenza, ma vedo in lui messaggi d’amore che non possono essere interpretati diversamente.. 

cafebabel.com: avete mai pensato di creare un partito?

Kristi Pinderi: (sorride) perché no?... Ma questo non rientra nei nostri obiettivi. È importante avere la politica dalla nostra parte, che la politica dia respiro a progetti in cui crede e non solo perché lo impone l’Unione Europea. Noi vogliamo che il cambiamento nasca dalla consapevolezza, e non da un "make up" frettoloso. Vogliamo veramente cambiare la situazione degli LGBT, le maniere sono diverse ma l’esperienza è una sola.. Insieme, sicuramente avremo più successo.Tirana a parole sta cercando di fare passi da gigante per avvicinarsi all’Unione Europea. Questa manifestazione sarà un grande banco di prova per capire meglio quanto si è evoluta l’Albania, civilmente e democraticamente parlando, negli ultimi anni.

Sullo sfondo le Alpi Dinariche, nel nord dell'Albania, uno dei luoghi più isolati del paese.

Non basterà sicuramente l’approvazione di una legge per emancipare un popolo e identificarlo come paese europeo culturalmente avanzato, ma sarà importante il risultato positivo di una manifestazione di questo genere, che si svolga in maniera tranquilla e senza sconvolgere la pace di nessuno.

Foto di copertina: (cc) kozumel/flickr; nel testo: © Kristi Pinderi.