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[FOTO] Torino resiste: una storia di Liberazione 

Articolo pubblicato il 25 aprile 2015
Articolo pubblicato il 25 aprile 2015

Torino. Via Asti liberata: è questa la storia di resistenza che Cafébabel ha deciso di raccontarvi in occasione del 70esimo anniversario della Liberazione. 

Sabato 18 aprile, alle 6 di mattina, un gruppo di attivisti dell'associazione "Terra del Fuoco" ha simbolicamente occupato l'ex caserma Lamarmora di via Asti, a Torino.                                                                                                                                                     Si tratta dell'ultima azione di un'associazione che dal 2001 si impegna a sensibilizzare i cittadini del territorio piemontese sul tema della "memoria collettiva", organizzando soprattutto viaggi nei campi di concentramento nazifascisti in Polonia. Proprio dalla necessità di attualizzare "la memoria" nasce questa forte azione politica: un'occupazione dai caratteri inediti visto che l'associazione è accreditata sul territorio e presso le istituzioni e non ha certo il physique du role degli occupanti navigati.

L'ex caserma Lamarmora è un luogo simbolicamente importante per la storia della Resistenza sia a Torino, sia in Italia: qui infatti vennero imprigionati, torturati e fucilati numerosi partigiani antifascisti. Ma non è stato solo il passato a motivare questa azione di liberazione di un bene comune che, nonostante 3 interventi di sistemazione effettuati negli ultimi 15 anni, era afflitto dall'incuria e chiuso al pubblico.

Considerata l'ampiezza degli spazi, l'intenzione degli attivisti è anche quella di rilanciare un dibattito pubblico mirato a individuare le possibili modalità di utilizzo di un bene comune. Per ribadire queste possibilità, durante la scorsa settimana sono stati organizzati numerosi eventi per commemorare la Resistenza, tra cui la proiezione del film Diaz alla presenza del regista Daniele Vicari. Un'iniziativa che ha raccolto il consenso (e la solidarietà) di diverse personalità del mondo politico tra cui il segretario della Fiom, Maurizio Landini, che ha anche visitato la caserma.

In attesa di approfondire questa storia di liberazione con le testimonianze e gli interventi dei protagonisti, Cafébabel vi porta dentro alla Caserma Lamarmora, grazie agli scatti del fotografo della redazione torinese, Paolo Properzi, e di alcune ragazze del gruppo. 

La caserma ha subito 3 interventi di sistemazione e si presenta quindi in ottime condizioni. 

All'entrata i volantini che spiegano il senso e le finalità dell'atto politico. Lo scopo è quello di coinvolgere il quartiere. 

La prima assemblea ha visto la partecipazione di un centinatio di persone tra attivisti  e simpatizzanti. 

Uno scorcio della caserma Lamarmora, posizionata sui colli torinesi. 

La lapide commemorativa dove vennero fucilati numerosi partigiani. 

Numerosi i visitatori e i curiosi che sono potuti entrare per la prima volta negli spazi aperti al pubblico per la prima volta da anni. 

La caserma è stata aperta simbolicamente in occasione di alcune manifestazioni nazionali, come il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, ospitando brevi interventi delle autorità. 

Mentre gli spazi più immediatamente visibili sono stati restaurati, alcuni spazi laterali necessiterebero di interventi di sistemazione.

La facciata della caserma su via Asti.