società

Festa della donna: «Basta mimose, ma leggi e diritti»

Articolo pubblicato il 07 marzo 2008
Articolo pubblicato il 07 marzo 2008
Un'associazione francese ha l'ambizioso progetto di unificare il meglio della legislazione dei Paesi Ue, per ottenere un corpus a tutela della donna valido in tutto il Continente.

Già da qualche anno una trentina di militanti dell’associazione francese Choisir la cause des femmes (Scegliere la causa delle donne) spulciano i testi di legge di tutta l'Unione europea. Giuriste, sociologhe e professoresse, sono pronte, per portare avanti il loro progetto, a vestire i panni delle lobbiste.

Da Simone de Beauvoir a Bruxelles

Coi piedi per terra, ma non troppo: Clause de l’Européenne la plus favorisée (Clausola della donna europea più favorita) è il nome dato a quest’idea, nata in Francia, e che sta facendo il giro dell’Europa. «Si tratta di selezionare, all’interno del diritto dei vari Stati membri, le normative più avanzate per le donne ed utilizzarle come base per costituire una legislazione europea. Si tratterebbe di un corpus legislativo al quale ogni donna europea potrà fare appello», ci spiegano a Choisir la cause des femmes. L’associazione, fondata nel 1971, ha tra le sue madrine nientepopodimeno che Gisèle Halimi e Simone de Beauvoir.

Altro punto a favore: i testi di legge selezionati affrontano tutti i campi fondamentali del diritto delle donne. Le militanti hanno già scelto alcune leggi che ritengono particolarmente avanzate, che provengono da Lettonia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi. Queste leggi andranno a far parte di una raccolta che uscirà, sotto forma di libro, nella primavera del 2008. «La legge spagnola prende in considerazione in maniera particolare la violenza sulle donne», ci dice Violaine Lucas, coordinatrice del progetto e insegnante di francese, «il suo approccio è impostato sull'accordo congiunto di diversi ministeri, come la giustizia, gli interni, l’edilizia o la sanità.». Continua: «In Olanda, invece, lo Stato copre interamente la spesa per i contraccettivi. Crediamo che storicamente sia un grosso passo avanti per quanto riguarda la considerazione del concepimento».

Un'Europa umanista

Le militanti di Choisir la cause des femmes, considerano l’Europa una sorta di trampolino per i diritti delle donne. Violaine Lucas prosegue: «Il percorso di costruzione europea deve prendere in considerazione anche fattori diversi da quelli economici». Dopo il carbone e l’acciaio, l’euro, la circolazione di merci e individui, l’associazione spera di vedere l’Europa in un’ottica più umanistica: «L’Ue è portatrice anche di valori di democrazia e di progresso, e bisogna andare avanti in questa direzione».

Quale via seguire, dunque? Proposta nel 2005, questa Clause de l’Européenne la plus favorisée deve poter entrare in vigore in tutti gli Stati dell’Unione Europea. Una missione impegnativa, considerando che ogni Stato gestisce il proprio diritto in maniera autonoma. «Il Parlamento Europeo può avanzare una proposta di legge da presentare alla Commissione Europea, la quale la riformulerà in una direttiva che sarà a sua volta discussa in Parlamento prima di essere votata. In alternativa, l’iniziativa può provenire direttamente dalla Commissione Europea con la presentazione di una direttiva al Parlamento», ha spiegato alle militanti Francis Wurtz, eurodeputato della Sinistra Unitaria Europea.

«Tra i forti e i deboli, è la libertà che opprime e la legge che rende liberi », dice Gisèle Halimi, avvocato di professione. «Quest’idea può sembrare un’utopia», conclude Violaine Lucas, «ma il diritto esiste per realizzarla. La battaglia, quindi, va avanti».

Il libro dell’associazione Choisir la cause des femmes sarà pubblicato nella primavera del 2008 dalle Editions de Femmes