società

Eva Herman: lacrime amare

Articolo pubblicato il 25 settembre 2007
Articolo pubblicato il 25 settembre 2007
Russi solidali con la presentatrice tedesca dopo il suo licenziamento dalla televisione pubblica per aver esaltato la famiglia hitleriana.

A inizio settembre 2007 la storica conduttrice tedesca del tg Tagesschau, la nostra Maria Luisa Busi del tg1 per intenderci, è stata licenziata dalla televisione NDR per aver esaltato la politica di aiuto alla famiglia promossa dal Nazismo. Lo scandalo si propaga tra i media e blog russi nei quali compaiono messaggi di solidarietà per la Herman.

Durante la presentazione del suo nuovo libro Il principio dell’arca di Noè: perché dobbiamo salvare la famiglia, la Herman spiega che durante il Terzo Reich «successero molte cose brutte come ad esempio Adolf Hitler». Ma anche alcune buone «ad esempio l’apprezzamento della figura della madre». Risulta quindi allarmante per i russi la sensibilità con cui si reagisce in Germania davanti a tale piccolezza. Fino ad ora le ore più buie del totalitarismo comunista non sono state ancora digerite dai russi. Nessuno trova scioccante che durante la dittatura di Stalin venissero concesse onorificenze alle madri più meritevoli. Il fatto che durante il Comunismo le donne non fossero libere, ma che lavorassero nelle fabbriche o come governanti in condizioni sovrumane è motivo sufficiente per condannare il femminismo occidentale. Sì perché in Russia il lavoro per le donne è considerato un costume occidentale.

La cosa più importante è la torta di mele

È ovvio che le femministe sono presenti anche in Russia. Le si può incontrare nel blog livejournal.com/feministki nel quale si trovano molti aneddoti sulla Herman. Come quello della Signora Schmerler che racconta i numerosi matrimoni e amanti della presentatrice. E dopo aver fatto carriera e aver avuto un figlio, adesso scriva libri su cosa sia più importante per una donna: i bambini, la coppia e la torta di mele. Nel forum del sito dell'ex campione di scacchi Gary Kasparov, oggi politico liberale, l’utente “DpInRock”, apparentemente un uomo, afferma che il licenziamento della presentatrice sia un errore. E aggiunge: «Curare una malattia nascondendola, non è una forma intelligente di agire».

Così anche testate vicine al Governo e di taglio conservatore non nascondono la loro simpatia per la presentatrice licenziata, cosa di cui non ci si può stupire in un Paese in cui sono ancora molti coloro che disprezzano fortemente la parola femminismo e sono ancora legati ai principi del passato stalinista.

Quel tabù ideologico

L'Expert nella sua edizione online esalta la Herman nel suo ruolo di donna coraggiosa. Secondo la rivista economica la Herman ha rispolverato un “tabù ideologico”. La presentatrice televisiva voleva solo puntare il dito sulla crisi demografica che incombe sulla Germania. Una pretesa considerata “arrogante” tenendo conto degli odierni “valori tedeschi”.

Dall’altra parte il giornale russo Isvestia, vicino al Cremlino, appoggia la Herman e considera una misura dura quella del licenziamento. «La diva della televisione ha lavorato in tv 20 anni senza riparo». La Herman si è sempre caratterizzata per la sua diplomazia politica e la equa distanza dalla destra e dalla sinistra. Tuttavia Isvestia non menziona l’apparizione concordata della presentatrice in un’azione del Partito di estrema destra austriaco. Almeno fa riferimento a quello che hanno dovuto soffrire le madri tedesche durante il regime nazista. «I tedeschi erano obbligati a mandare al fronte i propri figli per migliorare la razza ariana e assicurare la colonizzazione delle regioni conquistate. Le donne che non presentavano un ottimo stato di salute erano obbligate a sterilizzarsi».

Forse l'errore della Herman è stato solo di essere una giornalista che invoca i valori conservatori della famiglia. La realtà è che è diventata vittima di accuse senza senso. I suoi accusatori non hanno tenuto conto del suo appoggio all’organizzazione Laut gegen Nazis (“Alziamo la voce contro i nazisti”). Il quotidiano Kommersant preferisce non commentare l’accaduto e pubblica un articolo completo del giornale di centro-sinistra Süddeutschen Zeitung intitolato L’ultimo malinteso.

Isvestia approfitta del caso Herman per lanciare accuse all’Esercito federale tedesco. Il quotidiano si domanda perché non vengano licenziati anche i loro generali quando inviano soldati tedeschi a partecipare alle esercitazioni militari “Erna” che si tengono tutti gli anni in Estonia. In queste gare di lotta, quelli dell’Est onorano il battaglione “Erna” che durante la Seconda Guerra Mondiale faceva saltare in aria i ponti dietro la linea dell’Esercito Rosso, seguendo ordini militari tedeschi.

Un portavoce del Ministro federale della Difesa ha dichiarato in un’intervista allo stesso giornale, che questi eventi sono “competizioni militari internazionali” in cui i soldati tedeschi partecipano insieme agli altri Paesi Onu già da molti anni. Non ha fatto però dichiarazioni riguardo le attinenti questioni storiche.

L'autore è membro della rete di corrispondenti n-ost