società

Europa Bazaar: "Dell'Ue se ne fregano tutti!"

Articolo pubblicato il 04 febbraio 2014
Articolo pubblicato il 04 febbraio 2014

In un'Eu­ro­pa afflitta dalla crisi economica e sociale, un ra­gaz­zo fran­ce­se, ap­pas­sio­na­to di radio, se ne va in giro con il suo mi­cro­fo­no per far sen­ti­re la sua voce e in­con­tra­re la ge­ne­ra­zio­ne Eras­mus. Da Londra a Berlino, passando per Bruxelles: ecco come nasce la trasmissione Europa Bazaar. Intervista.

"Del­l'Ue se ne fre­ga­no tutti!", ma non lui. An­toi­ne Lheu­reux, mu­si­ci­sta e gior­na­li­sta, ha avuto l'il­lu­mi­na­zio­ne a Lon­dra men­tre ani­ma­va una tra­smis­sio­ne mat­tu­ti­na su Fren­ch Radio Lon­don: il fu­tu­ro del­l'Eu­ro­pa passa per l'Eu­ro­pa! È così che de­ci­de di lan­cia­re una tra­smis­sio­ne de­di­ca­ta alle per­so­ne dai 18 ai 45 anni, alla co­sid­det­ta "ge­ne­ra­zio­ne Era­mus", i cui pio­nie­ri  hanno par­te­ci­pa­to al pro­gram­ma di scam­bi eu­ro­peo nel 1987. Così, le prime 4 tra­smis­sio­ni del 2013 ven­go­no tra­smes­se sulle fre­quen­ze di Fren­ch Radio Lon­don. An­toi­ne de­ci­de però di fare i ba­ga­gli e in­stal­la­re la sua at­trez­za­tu­ra so­no­ra a Ber­li­no, dove con l'a­iu­to del cor­ri­spon­den­te di RFI (Radio Fran­ce In­ter­na­tio­na­le), re­gi­stra 2 nuovi brani. Poi ap­pro­fit­ta del mo­men­to per par­ti­re verso l’Eu­ro­pa del­l'e­st da dove scri­ve un re­por­ta­ge. Oggi, la sua av­ven­tu­ra lo porta a Bru­xel­les, dove sta pre­pa­ran­do la sua nuova tra­smis­sio­ne.

Ca­fé­ba­bel (Cb): Par­la­ci del con­cet­to della tua tra­smis­sio­ne: "Eu­ro­pa Ba­zaar".

An­toi­ne Lheu­reux (A.L.): È una tra­smis­sio­ne di 45 mi­nu­ti con re­por­ta­ge, cro­na­che, quiz e un ospi­te. Per ora è ab­ba­stan­za clas­si­ca, ma di pun­ta­ta in pun­ta­ta cerco di raf­fi­nar­ne la linea edi­to­ria­le e l'i­den­ti­tà so­no­ra "elet­tro­ni­ca e in­no­va­ti­va". Parlo della ge­ne­ra­zio­ne Era­smus, ma non solo di quel­lo. Seb­be­ne l'U­nio­ne eu­ro­pea sia una piat­ta­for­ma for­mi­da­bi­le, molti se ne fre­ga­no, so­prat­tut­to a causa la crisi eco­no­mi­ca di oggi. Io, in­ve­ce, penso che sia un vero mezzo per av­vi­ci­na­re i cit­ta­di­ni di di­ver­se na­zio­na­li­tà. I ra­gaz­zi che sono par­ti­ti in Era­smus, man­ten­go­no vivi i con­tat­ti con gli altri eu­ro­pei che hanno in­con­tra­to gra­zie ai so­cial net­work. 

Hai de­fi­ni­to "Eu­ro­pa Ba­zaar" come una piat­ta­for­ma co­mu­ni­ta­ria e par­ti­ci­pa­ti­va, come fun­zio­na?

A.L.: Spero di riu­sci­re a svi­lup­pa­re una co­mu­ni­tà di in­ter­nau­ti sulla pa­gi­na Fa­ce­book e di in­vi­tar­li a pro­por­re temi e a com­men­ta­re i re­por­ta­ge tra­smes­si.

Cb: Di cosa si parla nella tua tra­smis­sio­ne?

A.L.: Nel­l'ul­ti­ma pun­ta­ta, evoco l'im­pat­to in Eu­ro­pa delle in­ter­cet­ta­zio­ni della NSA con il mio ospi­te Ul­ri­ke Gué­rot, sag­gi­sta e ana­li­sta. Uno psi­co­lo­go so­cia­le, Luke Tudge, ana­liz­za nella sua ru­bri­ca gli ste­reo­ti­pi che ri­guar­da­no gli eu­ro­pei. Que­sta volta ci siamo chie­sti per­ché i fran­ce­si ab­bia­no la re­pu­ta­zio­ne di es­se­re "ar­ro­gan­ti". Il re­por­ta­ge è de­di­ca­to alla pra­ti­ca della re­li­gio­ne catto­li­ca in Po­lo­nia. Ci sono anche ru­bri­che "sto­ria" e "tu­ri­smo", così come quiz sugli aspet­ti cul­tu­ra­li di cia­scun Paese. E poi, visto che amo la mu­si­ca elet­tro­ni­ca, vo­glio far co­no­sce­re ai più gio­va­ni que­sto ge­ne­re con l'a­iu­to di una blog­ger fran­ce­se che vive a Ber­li­no. Ho rea­liz­za­to anche un re­por­ta­ge sul fe­sti­val Plötz­li­ch am Meer in Po­lo­nia.

Cb: Come hai svi­lup­pa­to un tale in­te­res­se per l'Eu­ro­pa?

A.L.: Al­l'i­ni­zio, era ben lon­ta­na dalla mia area di in­te­res­se. Dopo la mia for­ma­zio­ne in gior­na­li­smo, ho ani­ma­to le tra­smis­sio­ni di in­for­ma­zio­ne delle radio lo­ca­li nella mia re­gio­ne d'o­ri­gi­ne, vi­ci­no a Lione. Sono poi par­ti­to alla volta dell'In­ghil­ter­ra, poi­ché vo­le­vo im­pa­ra­re a fare radio "alla in­gle­se". A Lon­dra, sono cre­sciu­to in un am­bi­to in­ter­na­zio­na­le e là si è svi­lup­pa­to il mio in­te­res­se per l'i­den­ti­tà eu­ro­pea.

Cb: Chi ti so­stie­ne nella tua ini­zia­ti­va? Come si fi­nan­zia un pro­get­to del ge­ne­re?

A.L.: Il sup­por­to si co­strui­sce gra­zie ai con­tat­ti che ti crei. Fren­ch Radio Lon­don e il cor­ri­spon­den­te di RFI a Ber­li­no, Pa­scal Thi­baud, mi hanno aiu­ta­to a re­gi­stra­re in stu­dio le tra­smis­sio­ni. Inol­tre, mi av­val­go del­l'a­iu­to di di­ver­si cro­ni­sti e gior­na­li­sti che ven­go­no a dare il loro con­tri­bu­to alla tra­smis­sio­ne. Per il mo­men­to, me la cavo come posso. Ho sem­pli­ce­men­te com­pra­to un re­gi­stra­to­re di­gi­ta­le. Mi tra­sfe­ri­rò pre­sto a Bru­xel­les per ar­ri­va­re ve­ra­men­te al cuore delle isti­tu­zio­ni, ma anche per tro­va­re dei veri e pro­pri spon­sor.

CbQuali sono i tuoi pro­get­ti per il fu­tu­ro?

A.L.: Una volta che sarò a Bru­xel­les, darò gli ul­ti­mi ri­toc­chi alla pros­si­ma pun­ta­ta, pre­vi­sta per fine feb­bra­io. Spero di poter fare un'e­mis­sio­ne al mese, prima di rien­tra­re in Fran­cia fra qual­che mese. L'i­dea è di poter pro­por­re il mio con­cet­to nelle fre­quen­ze delle radio esti­ve che danno spes­so spa­zio a nuove tra­smis­sio­ni. Mi pia­ce­reb­be anche riu­sci­re a crea­re una tra­smis­sio­ne mul­ti­lin­gue, sa­reb­be ge­nia­le e cor­ri­spon­de­reb­be allo spi­ri­to stes­so di quel­lo che è un gran­de ba­zaar eu­ro­peo!

PER ASCOL­TA­RE An­toine Lheu­reux, VI­SI­TA­TE IL sitO DI Eu­ropa Ba­zaar e PAR­TI­CI­PA­TE ALLA CO­MU­NI­Tà DEGLI ASCOL­TA­TO­RI AT­TRA­VER­SO LA pa­gI­NA Fa­ce­book dEL PRO­GET­TO.