società

Estonia, a lezione con Skype

Article published on 07 novembre 2007
Article published on 07 novembre 2007
Aule super affollate? Microfoni non funzionanti e scomode sedie senza un angolo dove appoggiare il quaderno? Sicuramente non siete in Estonia.

Le menti dell'Accademia estone hanno detto basta a strutture obsolete e metodi antidiluviani. Un campo delicato come quello del sapere si merita di più. Ecco quindi la svolta decisiva. Basta con piccoli istituti e concorrenza tra dipartimenti. Uniti si lavora meglio. Ed è così che il 18 marzo 2005 è nata la Tallinna Ülikool, Tallinn University (Tlu), nuovo mostro del sapere nazionale, frutto della fusione di numerosi istituti universitari e di ricerca come la Tallinn Pedagogical University e l'Estonian Academic Library.

Corridoi di tecnologia e vitalità

A pochi passi dal cuore storico di Tallinn e dal rilassante parco di Kadriorg, un tempo residenza estiva degli zar ed oggi “giardino” del Presidente della Repubblica, i palazzi di Narva mnt non lasciano trasparire i segreti che portano all'interno. Una facciata così austera e solenne, un moderno blocco di acciaio e vetro, difficilmente fa pensare all'immensa quantità di tecnologia e vitalità che scorre tra suoi corridoi. E fin dalla sua nascita la Tlu si è impegnata a fare il massimo per diventare un centro di ricerca riconosciuto a livello internazionale sia stringendo importanti rapporti con partner stranieri (vanta 25 accordi intra-universitari con istituti europei, statunitensi, giapponesi e russi), sia facendo un uso massiccio di quelle risorse che hanno regalato alla nazione il nomignolo di E-Stonia.

Tra i fiori all'occhiello di questa neonata ed ambiziosissima sfida c'è la sua vocazione europea. C'è la volontà di ragionare sull'ingresso nell'Ue, per formare una classe dirigente capace di pensare oltre le barriere nazionali. E siccome da queste parti tra il dire ed il fare non ci sta di mezzo quasi nulla, ecco pronto un Master in Studi europei: l'Europeanization of Governance and Politics, fucina di europeismo e palestra per un nuovo tipo di educazione.

Se non siamo ancora all'Università 2.0, il passo è davvero breve.

Portatili, palmari, webcam e dvd

Varcare la porta del Master di Studi europei può rapprsentare un punto di non ritorno. Appena si entra è impossibile non notare l'accoglienza dell'aula in cui ogni studente ha a disposizione un posto assicurato ed una presa di corrente. Non crederete veramente di venire da queste parti e prendere appunti sul vecchio quadernone a quadretti? Vita nuova. Qui dentro l'unico rumore è quello delle dita che si muovono sulle tastiere dei pc portatili.

E non è tutto. Nato nell'ambito del progetto Eu Phare, il Master è stato pensato come un programma congiunto insieme all'Università finlandese di Tampere. In fondo cosa c'è di meglio di una collaborazione trans-europea per un programma trans-europeo?

E siccome viaggiare ogni settimana per seguire alcune lezioni in Finlandia ed altre in Estonia sarebbe stato un ostacolo non da poco, ecco arrivata la tecnologia, il soccorso più semplice, ovvio ed efficace. Se skype ha annullato le distanze tra amici sparsi nel globo, perché non usare microfono e webcam anche per l'istruzione? E così ecco comparire il professore, non più dietro la cattedra, ma direttamente in tv. Una soluzione per tutto. Anche quando si perde una lezione. Perchè da queste parti non è necessario andarci per forza.

Basta usare il proprio browser, collegarsi ad un server ed eccoci qui, in diretta con la classe grazie alle moderne tecniche di streaming video!

E se proprio questo non dovesse ancora bastare, non è finita, perché la segreteria mette a disposizione degli studenti i dvd delle lezioni pronte per essere noleggiati proprio come un blockbuster americano.

Insomma, le premesse per fare di questo “bambino” un giovane di successo ci sono tutte. Uso massiccio di tecnologia, standard di insegnamento decisamente alti, classe multinazionale e largo spazio all'applicazione pratica dei concetti studiati.

Solo una cosa è rimasta invariata: gli esami si fanno ancora con carta e penna. Quindi scordatevi Google. Per sapere le risposte bisogna mettersi a studiare. Come ai vecchi tempi.

Foto nel testo: (Giovanni Angioni); (niallkennedy/ Flickr)