società

Essere donne e Rom in Europa centro-orientale

Articolo pubblicato il 24 maggio 2011
Articolo pubblicato il 24 maggio 2011
In Ungheria, i rom sono fuggiti da Gyöngyöspata spaventati dalla violenza delle milizie di estrema destra. Ed è proprio nella capitale ungherese che la Lobby Europea delle Donne ha organizzato una conferenza sulle donne Rom in Europa centro-orientale. L'Obiettivo è richiamare l'attenzione di coloro che siedono nella stanza dei bottoni in Europa sulla doppia discriminazione subita dalle donne rom.
Intervista con Brigitte Triems, presidentessa della Lobby.

Cafebabel.com : Quali sono i pregiudizi cui le donne Rom devono far fronte in Europa?

Brigitte Triems : Innanzitutto, è mia convinzione che siano criticate perché molto legate alle tradizioni, di cui hanno molto rispetto. Questo pregiudizio è tipico soprattutto di coloro che non si sono mai preoccupati dei problemi delle donne Rom. Se si parla delle loro tradizioni, spesso si prende ad esempio l'obbligo di contrarre matrimonio in età precoce. Questo induce alcuni a pensare che si tratti di donne che non prenderanno mai parte attivamente alla vita economica e sociale.

Cafebabel.com : Come prevede di agire la Lobby Europea delle Donne a questo a questo proposito?

Brigitte Triems : Ci stiamo occupando di questa tematica proprio in seguito alla nostra ultima riunione tenutasi nell'ottobre scorso. Un membro della lobby si dedica a questo problema e stiamo al momento redigendo una nostra proposizione in merito alla situazione delle donne Rom all'interno dell'Unione Europea. Abbiamo anche stabilito una fitta rete di relazioni con delle ONG Rom.

Cafebabel.com : Nel 2006, Il parlamento europeo ha relazionato proprio sulle difficili condizioni delle donne Rom. Tutta via da allora, non è stato fatto nulla di concreto. Cosa è necessario che avvenga perché le cose cambino?

Brigitte Triems : E' una domanda alla quale mi sembra piuttosto arduo trovare una risposta, dal momento che la parità dei sessi non gioca lo stesso ruolo di qualche tempo addietro. Si sono redatte diverse direttive e leggi per assicurare l'uguaglianza tra uomo e donna. Tuttavia esiste una contraddizione evidente tra la realtà e la pratica. E riguarda in maniera evidente proprio le donne che si trovano in una condizione sfavorevole. Si tratta di una discriminazione multipla. E proprio per questo, faccio affidamento sulla Commissione ed il Parlamento, poiché senza delle pressioni da parte loro, è difficile che le cosse possano evolvere positivamente.

Dieci anni per il cambiamento: Al fine di regolare la situazione dei Rom stimati tra i 10 ed i 12 milioni in Europa, la Commissione europea ha appena presentato un quadro europeo per l'inclusione dei Rom. La Commissione invita ciascuno Stato membro ad elaborare una strategia nazionale entro la fine del 2011. Per l'attuazione delle strategie, il quadro prevede un lasso di tempo di 10 anni ed è incentrato su 4 pilastri fondamentali: l'educazione scolastica, il lavoro, la sanità e la possibilità di alloggio. Affinché il quadro europeo sia definitivo, il Consiglio europeo -con l'Ungheria in prima fila- aprirà un dibattito su questa proposizione nel giugno 2011.

Cafebabel.com : Una delle priorità della presidenza ungherese dell'UE è stata l'integrazione dei Rom nelle società maggioritarie. Come si potrebbe inserire il tema delle donne Rom in questa strategia?

Brigitte Triems : Credo che la migliore soluzione sia di passare attraverso le ONG: queste organizzazioni devono fare pressioni sulle istituzioni europee. La Commissione europea adotta delle strategie con una formulazione impeccabile, ma prive di dati e di di obiettivi precisi. Per ottenere dei risultati tangibili, è necessario l'intervento della società civile. Allo stato attuale abbiamo parlato di 10 priorità, tra cui il miglioramento delle condizioni delle donne Rom. Ma non si è detto in realtà nulla di preciso. Avremmo bisogno di un piano di finanziamento che garantisca la messa in atto dei diritti riconosciuti a queste donne.

Cafebabel.com : Avete già elaborato questi piani attuativi per i diversi Paesi? E più concretamente per l'Ungheria?

Brigitte Triems : Mi sembra chiaro che debbano essere le organizzazioni e le associazioni a livello nazionale a doversene occupare. Noi abbiamo dichiarato le nostre dieci priorità alla presidenza ungherese. Credo che la quinta Piattaforma europea per l'inclusione dei Rom sia un passo importante ma non ci si deve fermare solo a quello.

Cafebabel.com : Dove dovrebbe cominciare il lavoro? Direttamente nei campi Rom o attraverso l'inserimento di un numero maggiore di rappresentati Rom nella scena politica?

Brigitte Triems : Credo che il lavoro debba essere fatto a partire dalle fondamenta. E' necessaria la partecipazione di più attori soprattutto a livello locale per migliorare la formazione delle donne in modo che si possa raggiungere una reale trasformazione della società. E' mia convinzione che tutto questo abbia un senso solo ed esclusivamente se si costruiscono delle basi solide.

Cafebabel.com : Come avete giustamente affermato i Rom sono estremamente legati alle proprie tradizioni. Le donne desiderano veramente questo cambiamento che potrebbe rivelarsi veramente radicale?

Brigitte Triems : E' una domanda estremamente delicata. Anch'io rispetto le tradizioni culturali poiché si tratta di una ricchezza che non bisogna sprecare. Se si parla dei diritti delle donne, si intende piuttosto l'oppressione delle donne Rom in seno alle stesse strutture in cui vivono. Credo che in generale la situazione a livello mondiale, abbia contribuito a far comprendere alle donne che anche loro hanno dei diritti, e che allo stesso tempo bisogna rispettare le diverse culture. Ed in questo non risiede alcuna contraddizione: un'attiva partecipazione femminile nel rispetto delle differenze culturali, non può che creare valore contribuendo ad un miglioramento della società in toto.