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Energie rinnovabili: i lunedì al sole della Grecia

Articolo pubblicato il 23 luglio 2010
Articolo pubblicato il 23 luglio 2010
Il 99% delle costruzioni private sfrutta l'energia solare per produrre acqua calda, e così la Grecia si posiziona al secondo posto nell'uso di questo tipo di fonte, preceduta solo dalla vicina Cipro.

Precursori, sono imitati da tutti in EuropaIn una nazione che sembra essere priva di coscienza ecologica, è quantomeno sorprendente che il 99% delle costruzioni private utilizzi l'energia solare per produrre acqua calda (bagno, cucina ed elettrodomestici). La Grecia infatti è il secondo paese al mondo per utilizzo pro capite di energia solare, alle spalle della vicina Cipro, dove questa pratica lungimirante raggiunge il 100%. Nel 2000, l'Unione Europea ha chiesto ai propri stati membri di arrivare entro il 2010 a produrre il 12% della propria elettricità a partire da fonti rinnovabili, e la Grecia, in tutta risposta, ha già superato il 15%. Più di 320 giorni di sole all'anno al servizio della scienza e del risparmio energetico.

Una scommessa in anticipo

«Il risultato è stato tale che oggi è difficile vedere una casa senza pannelli solari»

Prima che l'Ue adottasse misure fiscali in questo campo, l'iniziativa privata ellenica aveva già anticipato ciò che oggi è legge in materia d'installazione di pannelli solari nelle proprietà di nuova costruzione. Negli anni '80, alcune aziende, come la Sole S.A., hanno deciso di unire le proprie forze nella promozione della nascente coscienza ecologica, rischiando molto, fino a produrre il loro stesso spot pubblicitario. Vangelis Lamaris, direttore marketing della Sole, spiega che vent'anni fa esistevano solo due canali televisivi, un indubbio vantaggio per la neonata società, che ne ha approfittato per far conoscere il proprio prodotto grazie ad un annuncio pubblicitario di 50 secondi, andato in onda per sei mesi consecutivi. «Il risultato è stato tale - sottolinea Lamaris  - che oggi è difficile vedere una casa senza pannelli solari».

A differenza della Spagna o dell'Italia, dove una legge urbanistica risponde all'obbligo di pannelli solari per generare acqua calda, stanziando sovvenzioni consistenti per chi li installa, in Grecia lo Stato non interviene minimamente su questo aspetto dell'energia solare, e la grande diffusione ha provocato una notevole riduzione dei costi di messa in opera e manutenzione. Lamaris assicura che, in una famiglia composta da quattro persone, l'investimento non supera i mille euro. Secondo alcune stime si tratta di una somma ammortizzabile nel giro di quattro anni. Pefki, un paesino alla periferia di Atene, costituisce un chiaro esempio di quanto la Grecia abbia anticipato i tempi in questo campo. Già nel 1989, dotò diverse case popolari di pannelli solari. Oggi questa zona è chiamata shine floor.

L'elettricità aspetta la burocrazia

La burocrazia greca permetterà al paese di valorizzare il suo potenziale energetico?Tuttavia, la burocrazia ritarda il progresso dell'energia solare fotovoltaica. In questo caso infatti il governo investe per incentivare questo modo alternativo di creare elettricità: il programma ellenico, che viene applicato alle grandi superfici, prevede il finanziamento del 40% dei progetti dotati di queste caratteristiche con una somma pari a 40 centesimi di euro per ogni kilowatt ora.

Nonostante l'impegno, fonti del Ministero dell'Ambiente hanno rivelato a cafébabel.com che le richieste si accumulano nei corridoi del loro edificio, a causa della mancanza di formazione tecnica per le perizie e per lo studio dei diversi casi che si presentano. «Talvolta i permessi scadono - dichiara un funzionario contattato in merito, - e bisogna ricominciare daccapo». È della stessa opinione Kóstas Tigás, rappresentante del CRES (Centro per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili), che accusa cautamente la cattiva amministrazione del paese di sprecare i fondi ricevuti dall'Europa e dallo stesso governo greco. Nel 2010, un miliardo di euro è stato assegnato all'incremento dell'uso di energie rinnovabili e «più della metà - spiega Kóstas Tigás - si è persa per strada, il che evidenzia le nostre carenze tecniche al momento di far decollare le risorse di cui gode questo paese, come il sole e il vento. La sopravvivenza dei politici - conclude - qui non dipende dal programma ecologista che realizzano, come succede invece nel Nord Europa, e così questo sperpero non è stato ancora punito dagli elettori».

Prossima tappa: l'aria condizionata

Il futuro della ripresa economica greca?Al momento, la grande scommessa tecnologica consiste nel riuscire a ottenere l'aria condizionata e il raffreddamento attraverso l'energia solare (illiakós klimatismós). Fino al sopraggiungere della crisi economica, l'Unione Europea finanziava il 50% di questo tipo di installazioni, ma oggi, come riconosce un tecnico della ditta Sole S.A., «dove prima lavoravano 26 operai, adesso ce ne sono solo 4», visto che la richiesta è scesa a meno della metà rispetto a due anni fa. La Sole S.A. è stata davvero lungimirante nello sfruttamento del sole mediterraneo. Ormai 12 anni fa, ha rischiato, investendo su una superficie di 1.500 metri quadrati per fornire aria condizionata ed elettricità a una fabbrica di profumi situata a 50 km dalla capitale greca. Allora il costo fu di  240.000 euro, più altri 2.200 al mese per la manutenzione. Un costo che, secondo i calcoli dei chimici dell'azienda, si recupererà grazie al risparmio di 600 kWh all'anno, il 15% del fabbisogno energetico complessivo della fabbrica.

Oggi, l'esborso necessario per l'installazione di un impianto di aria condizionata di questo tipo non risarcisce il privato per l'uso domestico, perché, per una superficie di 200 metri quadri, verrebbe a costare oltre 20.000 euro. Davanti alla crescente domanda, tra gli altri, di Creta, Budapest e Spagna, dove al momento sono le grandi imprese e le istituzioni a richiedere questo servizio, Lamaris assicura che queste richieste rappresentano un punto forte nelle esportazioni della Grecia, e aiuteranno ad abbassare dei costi che sono ancora troppo alti. Pertanto si può presupporre che, così come si risveglierà l'interesse per il privato, che ancora non riceve sovvenzioni per tale spesa, anche il governo, oggi "congelato" dalla crisi economica, collaborerà alla diffusione dell'Illiakós Klimatismós.

Foto: Tom Ollivier/flickr; Lefteris Koulonis/flickr; fermedesmeuniers/flickr; bondidwhat/flickr