società

Egitto: Mubarak punisce, il popolo subisce, l'Europa sta a guardare

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2011
Gli scontri del 2 febbraio tra i sostenitori e gli oppositori del presidente egiziano Hosni Mubarak hanno provocato decine di morti e feriti. La stampa europea giudica il regime responsabile delle violenze e critica aspramente l'Unione Europea e gli Stati Uniti, troppo deboli nell'aiutare l'opposizione.

Delo - Slovenia: è Mubarak il regista degli scontri

Secondo il quotidiano Delo il presidente egiziano Hosni Moubarak ha favorito gli scontri sanguinosi tra i sostenitori del governo e dell'opposizione: “L'attacco ai manifestanti è stato messo a punto con perizia e abilmente messo in opera. La firma è del numero uno dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman, nominato vice-presidente venerdì scorso. Come si è visto ieri, Mubarak gli ha dato carta bianca per regolare i conti con gli oppositori. E' chiaro che una transizione pacifica non è più possibile. I prossimi saranno giorni sanguinosi. Hosni Mubarak, ultimo faraone d'Egitto, si ritirerà nelle vesti di assassino. Ha dichiarato che la storia lo giudicherà: per una volta ha detto la verità”.

Dagens Nyheter – Svezia: l'ingenuità di USA e UE

In seguito agli scontri nelle vie del Cairo, il quotidiano liberale Dagens Nyheter constata che l'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno sostenuto troppo poco il movimento democratico egiziano: “Gli scontri violenti del Cairo rappresentano una catastrofe politica e umanitaria per l'Egitto e un problema per l'Ue e gli Stati Uniti. I manifestanti pacifici e la loro rivendicazione del diritto alla libertà di opinione e alla democrazia sono stati brutalmente repressi. La settimana scorsa il presidente americano Obama e i ministri degli esteri europei hanno dato consigli concreti al regime del presidente Mubarak. Ma le immagini che provengono dall'Egitto mostrano che la situazione è stata mal valutata. Mubarak ha dichiarato che non si ricandiderà alle elezioni, un annuncio apprezzato da Washington e Bruxelles: ma hanno davvero ascoltato il suo discorso? Mubarak ha soprattutto affermato di voler ristabilire la sicurezza e l'ordine pubblico. Il fatto che Europa e Stati Uniti abbiano creduto alla promessa di Mubarak non fa che alimentare la rabbia del popolo, che si sente tradito”.

Süddeutsche Zeitung – Germania: l'esercito indifferente al bagno di sangue

Secondo il quotidiano di centro-sinistra Süddeutsche Zeitung, ricorrendo alla violenza il presidente egiziano ha definitivamente perso ogni legittimità: “Nel suo discorso al popolo, l'ottantaduenne Mubarak ha sottolineato di aver consacrato un'intera vita alla sua nazione e che si sarebbe accomiatato con dignità alla fine del suo mandato. Non ha ancora spiegato perché vuole continuare a rovinare il suo paese per altri sei mesi. Gli americani e gli europei, come intendono collaborare con il loro alleato di lunga data al Cairo? Il paese vive soprattutto di turismo. Dopo aver visto le immagini di mercoledì, chi avrà ancora voglia di andare in vacanza sul Mar Rosso o di visitare le piramidi? L'esercito, sul quale riponevano le speranze del popolo, ormai se lava le mani. Le truppe di alto rango, appostate sul tetto del museo egizio di Piazza Tahrir, hanno assistito agli scontri sangunosi con la stessa indifferenza con cui i soldati hanno dispiegato i carri armati nella piazza. Gli officiali replicano dicendo di aver chiesto ai manifestanti di rientrare a casa, la mattina che ha preceduto i disordini. In altri termini, la colpa sarebbe dei manifestanti”.