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Dunckel degli Air: «L'Ue dovrebbe fare qualcosa contro la pirateria»

Article published on 18 marzo 2008
Article published on 18 marzo 2008
Icona della musica elettronica europea, la band francese Air sta per iniziare un tour in Australia. Al loro sesto album, Pocket Symphony, vantano collaborazioni con Charlotte Gainsbourg e con Alessandro Baricco.

Il backstage del locale di Madrid, La Riviera, si è trasformato in un circo. Tre volanti della polizia, due ambulanze, sirene che strillano: il trambusto di un incidente. In effetti, Nicolas Godin, il chitarrista degli Air, si è staccato un pezzo di dito durante le prove. Non sappiamo se è successo mentre affettava del jamón ibérico (prosciutto tipico della Spagna, ndr). In ogni caso Godin viene portato via in ambulanza e, manco a dirlo, il concerto è sospeso. Per fortuna Jean-Benoît Dunckel, l’altro componente del gruppo, ci riceve.

Nonostante il camerino non sia il posto più affascinante per fare un’intervista le parole di Dunckel lo trasformano in un ambiente caloroso.

Ci racconta che gli Air, entrambi 38enni, sono cresciuti a Versaille, vicino a Parigi, e che si sono conosciuti al liceo. Prima di cominciare a lavorare insieme hanno tentato la carriera da solisti. Godin ha pubblicato con la Virgin, ma senza ottenere un vero successo, cosa che lo ha portato a iniziare gli studi in archittettura. Dunckel, invece, era un insegnante di matematica e faceva pianobar la sera, nei club. Molti critici oggi sostengono che il tocco melodico della band, così come la sua sensibilità verso il cinema e le collaborazioni con artisti come Charlotte Gainsbourg, siano dovuti proprio alla sensibilità di Dunckel.

Musica e cinema

Basta scambiare poche parole con Dunckel per capire che la musica degli Air (amour, imagination, rêve, "amore, immaginazione e sogno") rispecchia la personalità dei suoi due componenti. C'è una sorta di nirvana che circonda la conversazione, e Dunckel ci parla della sua passione per il Giappone. «Il Giappone ci affascina perché è pulito. E ci cattura per la sua modernità». Forse il disco Talky Walky è il più vicino al paese del Sol Levante, al punto che Alone in Tokyo, canzone che fa parte della colonna sonora di Lost in Translation di Sofia Coppola, sembra quasi un personaggio della storia.

Gli Air conoscevano già la giovane Coppola. Il gruppo ha infatti scritto la colonna sonora completa de Il Giardino delle Vergini Suicide. Dunkel continua: «Il cinema ha un unico problema: puoi aver lavorato molto e di fretta, e quando sembra che il lavoro sia finito ti dicono che il pezzo che hai scritto non rientra nei loro piani. È così e non ci si può fare nulla», conclude con un sorriso infantile.

Alcuni estratti della colonna sonora del film Il Giardino delle Vergini Suicide, scritta dagli Air

Versi in musica per Baricco

Oltre che con il cinema, il gruppo ha anche sperimentato delle collaborazioni con il mondo della letteratura. Hanno lavorato con Alessandro Baricco: «Nessuno capì quel lavoro. Dissero che eravamo pazzi». Si è trattato di mettere in musica, in occasione del City Reading Projet, a Roma, una parte di un testo dello scrittore, nello specifico Tre storie western.

Hai trovato delle differenze nel rapporto con il pubblico durante i vostri tour? Ci risponde nel modo più inaspettato: «Certo che ci sono molte differenze, ma quando viaggio mi piace di più concentrarmi sulle somiglianze. Tutti abbiamo lo stesso obiettivo: essere felici. E scoprirlo, rende felice anche me».

Gli chiediamo di compromettersi, e serenamente risponde che il pubblico ceco e slovacco è quello più aperto perché sta scoprendo da poco il mondo occidentale. «Gli spagnoli hanno sempre voglia di festa. Al contrario, gli inglesi sono i più difficili da convincere, probabilmente perché hanno molte più band degli altri paesi» afferma diplomatico.

«L'Ue dovrebbe intervenire sulla pirateria»

Alla fine gli chiediamo della pirateria. L’argomento lo disturba visibilmente, ma Dunkel rimane comunque simpatico. «Non è colpa della gente. Non si può fare niente al riguardo». Poi rettifica: «Credo che l’Unione Europea dovrebbe fare qualcosa per cambiare la situazione. Ha il potere di farlo. Alcuni gruppi ci stanno pensando da soli, come i Radiohead, che hanno reso disponibile il loro album in rete. Mi sembra una buona iniziativa, ma suppone che l’artista sia un uomo d’affari e noi non lo siamo».

Jean-Benoît Dunckel, la metà degli Air, ha inciso nel 2006 il suo primo disco da solista . Lo potete ascoltare . Ecco il video:

Darkelqui