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Diritti LGBT: la flop 5 dei paesi europei

Articolo pubblicato il 23 giugno 2011
Articolo pubblicato il 23 giugno 2011
Marciano per rivendicare diritti e rispetto, che siano gay o lesbiche, bisex, transessuali o semplicemente gay-friendly. Da maggio ad agosto, i Gay Pride mobilitano tra musica e colori centinaia di migliaia di cittadini. Occasione ideale per fare il punto sui diritti delle minoranze sessuali in Europa. Ecco il flop 5, la classifica dei peggiori paesi in termini di diritti LGBT.

1) Ucraina, la rivoluzione in rosa non c'è ancora stata

Non è il Paese a cui si pensa immediatamente quando si tratta di violenza nei confronti degli LGBT, ma le discriminazioni legali restano le più numerose tra tutti i paesi d'Europa: Gay Pride proibiti, nessun tipo di protezione giuridica per le coppie dello stesso sesso, persino violazioni alla libertà di associazione, come denunciato da ILGA-Europe. Per completare il quadro, i transgender non vengono riconosciuti giuridicamente come tali tranne se sono stati sterilizzati e sono divorziati, nel caso fossero sposati.

2) Moldavia, due volte fanalino di coda

Tra i paesi meno industrializzati in Europa, la Moldavia è tra gli ultimi anche riguardo ai diritti LGBT. Dopo esser stati autorizzati nel 2002, i Gay Pride sono di nuovo proibiti, perché queste manifestazioni non sarebbero compatibili con i valori tipicamente cattolici di questo paese ortodosso.

3) Bielorussia : "condurre una vita normale"

L'ancien chancellier a été critiqué par le président biélorusse LoukachenkoTrovare l'ultima dittatura d'Europa in questa classifica non è una sorpresa, visto che le violazioni dei diritti umani qui sono numerosissime. Le manifestazioni sono proibite (le proteste per il risultato della rielezione dello staliniano Alexandre Loukachenko sono state represse con le armi), figuriamoci il Gay Pride... Quello del 2010 finì con svariati arresti e sanzioni. Il presidente Loukachenko ha fatto comunque parlare di lui all'inizio dell'anno: ha raccontando alla stampa di aver parlato «guardandolo negli occhi» al ministro tedesco degli Esteri Guido Westerwelle, gay dichiarato, e di avergli consigliato  «di condurre una vita normale». Le associazioni che difendono i diritti degli omosessuali esistono, ma la vita sociale è clandestina, comuni le irruzioni di poliziotti.

4) La Russia sfida la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

Anche se la Russia legalmente riconosce l'esistenza di persone transgender senza imporgli delle operazioni chirurgiche infamanti, di sicuro non brilla per quanto riguarda il diritto degli omosessuali a fondare una famiglia e nella lotta contro la discriminazione delle minoranze sessuali. Condannato per ben due volte dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per esser stata d'ostacolo alla libertà di manifestazione, il governo ha vietato il Gay Pride a Mosca, che per tutta risposta è stato improvvisato finendo nella violenza. Alcuni militanti dei diritti LGBT, come il presidente del comitato IDAHO Louis-George Tin, ha raccontato che la polizia è stata aiutata nella repressione da alcuni gruppi di neo-fascisti.

5) La Turchia: sì ai Gay Pride ma anche alle discriminazioni

Ahmet Yildiz è stato ucciso mentre usciva da un bar vicino allo stretto del Bosforo, a IstanbulIl delitto d'onore commesso nei confronti dello studente Ahmet Yildiz, come anche la radiazine di Halil Ibrahim Dinçdag dalle liste di arbitri di calcio, a causa della loro omosessualità, hanno acceso gli animi in Turchia. Anche se i Gay Pride sono autorizzati - Istanbul organizzerà il suo 19esimo raduno, il diritto delle associazioni LGBT non viene sempre rispettato. Una di queste, Kaos Lambda, ha dovuto chiudere per volontà del governatore di Istanbul, dopo essere stata perquisita dalla polizia. Vivere la propria omosessualità può rivelarsi particolarmente pericoloso e le molestie dei poliziotti sono all'ordine del giorno, come viene testimoniato da un rapporto di Human Rights Watch. La comunità resta discreta, anche se un ristoratore ha aperto due anni fa un ristorante gay-friendly. La conferma del partito conservatore del primo ministro Recep Tayyip Erdogan non dovrebbe cambiare la situazione per gli anni a venire.

Anche se oggi non resta alcun altro Paese in Europa dove l'omosessualità viene considerata una malattia o dove le relazioni omosessuali sono assolutamente proibite, alcuni Paesi hanno ancora molta strada da fare per raggiungere l'uguaglianza dei diritti per le persone LGBT, in particolar modo a causa del peso che delle regole di tradizione religiosa o dei postumi del comunismo.

Questa top 5 è stata realizzata partendo da una classifica dell'ong ILGA-Europe (International Lesbian and Gay Association) in occasione della giornata internazionale per la lotta contro l'omofobia (International Day Against Homophobia - IDAHO)

Foto : home-page, ЯAFIK ♋ BERLIN/flickr Guido Westerwelle (cc) Michaelthurm/flickr ; video ©Tele2news2011/Youtube ; Ahmet Yildiz (cc) Mikebear/flickr