società

Difendere i giovani LGBT in Russia: intervista al gruppo Deti-404

Articolo pubblicato il 08 settembre 2013
Articolo pubblicato il 08 settembre 2013

30 giugno 2013: il governo russo proibisce la "propaganda omosessuale" ai minori di 18 anni emanando un decreto di censura. Diventa reato informare i minorenni sui rapporti non eterosessuali. Lena Klimova, fondatrice del gruppo di sostegno Deti-404 per i giovani LGBT, discute la nuova legge e i suoi effetti sulla vita dei teenager russi.

Cafébabel: Qual è la condizione dei giovani LGBT in Russia?

Lena Klimova: Fare coming out in Russia, significa andare incontro a molti rischi. I genitori dei ragazzi che si dichiarano omosessuali, a volte, compiono gesti assurdi. Per esempio, obbligano i loro figli ad andare via di casa, li picchiano, bloccano i loro cellulari o gli proibiscono di accedere a internet. Altre volte, li mandano "in cura" da uno psicologo, contattano ospedali psichiatrici oppure li sottopongono a continue minacce e abusi.

Cafébabel: In che modo sostenete i giovani LGBT? 

                                                                                            Lena Klimova: Principalmente tramite la nostra campagna fotografica, Children-404. We exist! Dimostriamo a questi ragazzi che non sono soli. Ci sono tante persone come loro là fuori e anche molti eterosessuali che li appoggiano. Se necessario, forniamo loro i contatti di psicologi che sostengono la comunità LGBT.

Cafébabel: Quanti ragazzi sono entrati a far parte del tuo gruppo?

Lena Klimova: Il gruppo riservato ai ragazzi conta 1095 membri al momento. Il gruppo aperto, in cui pubblichiamo lettere e foto, è seguito da 9398 persone.

Cafébabel: Quali sono le conseguenze delle recenti modifiche legislative approvate in Russia?

Lena Klimova: La recente legge sulla propaganda ha peggiorato la condizione delle persone LGBT. La comunità è considerata come un gruppo emarginato che può essere oppresso senza alcun rimorso. L’omofobia è diventata una causa principale dei licenziamenti, della violenza e degli omicidi, di cui sono vittime gli omosessuali.

Cafébabel: Quale è stata la vostra reazione alle leggi in quanto membri del Deti-404?

Lena Klimova: Molti ragazzi sono rimasti scioccati, sebbene sapessero che la legge sarebbe stata approvata. Molti hanno paura. Altri invece, stanno prendendo in considerazione l'idea di emigrare all'estero per gli studi. 

Cafébabel: Si può dire che la maggior parte dei russi sia omofoba? Se sì, questo sentimento è aumentato negli ultimi anni?

Lena Klimova: Personalmente non credo che sia così, ma ai russi non interessano i problemi della comunità LGBT. L'acceso dibattito di questi giorni non è costruttivo: molte persone si sentono obbligate a scegliere da che parte stare. Così si schierano dalla parte degli omofobi perché ignorano alcuni fatti elementari. Per esempio, credono che l'omosessualità sia una malattia.

Cafébabel: Esiste uno scontro generazionale nel dibattito per la difesa dei diritti della comunità LGBT?

Lena Klimova: In base alla mia esperienza, le generazioni più giovani hanno una mentalità più aperta riguardo ai temi dell’orientamento sessuale.

Cafébabel: Che cosa devono fare i giovani LGBT: lasciare la Russia per orizzonti più liberali o tentare di cambiare le cose nel loro paese? 

Lena Klimova: Credo che ognuno debba decidere per se stesso. Nessuno può dire che sia meglio partire: ci sono "pro" e "contro". Non tutti hanno l'opportunità di fare i bagagli e andare via. In qualsiasi caso, sebbene molti credano che sia necessario lottare fino alla fine, non reputo dei traditori coloro che partono. Ognuno dovrebbe essere libero di vivere la propria vita come e dove preferisce.                                                                                                                                                   Cafébabel: Con il tuo gruppo e il tuo lavoro stai infrangendo la legge contro la propaganda di Putin. Quali rischi corri?                                                                                           Lena Klimova: Rischio di essere multata per aver violato la nuova legge, ma prima dovrebbero dimostrare la mia colpevolezza per il "reato di propaganda omosessuale". Io non incoraggio nessuno a essere gay. Mi limito a raccogliere e pubblicare le lettere inviate dai giovani.

Cafébabel: Hai mai avuto la tentazione di mollare tutto e prendere la via più semplice?      

Lena Klimova: Finora no.

Cafébabel:  In questo momento si discute molto se boicottare o meno le Olimpiadi Invernali del 2014. Cosa ne pensi?

Lena Klimova: Credo che, in ogni caso, non ci sarà un boicottaggio, quindi non ha senso discutere dell'argomento. Le Olimpiadi non sono soltanto un'occasione nelle mani di Putin per migliorare la sua immagine. Credo che nessuno dovrebbe sostenere il boicottaggio delle Olimpiadi, perché gli unici a subire un danno sarebbero gli atleti. Sarebbe bello però, se gli ospiti invitati alle Olimpiadi intervenissero occasionalmente riguardo alla situazione della comunità LGBT in Russia.

Cafébabel: C'è qualcosa che la gente in giro per il mondo può fare per aiutare Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender in Russia?

Lena Klimova: Le persone ci stanno già aiutando. Per quanto riguarda il nostro progetto, siamo felicissimi di ricevere lettere dall'estero (Gran Bretagna, Stati Uniti, Israele e altri Paesi). Abbiamo capito che non siamo soli. Questo ci dà la forza di andare avanti e la possibilità di sperare in un futuro migliore