società

Cronache dal paese dei merli neri : (11)

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 13 ottobre 2014

Agli inizi del 2000, il Kosovo fu davvero teatro di un traffico di organi perpetrato dai guerriglieri kosovari sui prigionieri serbi? Di fronte all'inerzia dell'Europa entra nei giochi diplomatici un americano. Le conclusioni di Clint Williamson riveleranno addirittura un cliffhanger inatteso...

XI - Da Bruxelles con amore

A dicembre 2011, l'UE è stato scossa dalle conclusione del rapporto Dick Marty. Soprattutto visto che il Kosovo è il più grande beneficiario degli aiuti comunitari con 1212 milioni d’euro incassati nelgi ultimi cinque anni. Con risultati mediocri. Lo "staterello" costa molto caro all'Unione che ha voluto dimostrare la sua capacità di costruire una politica estera comune con il suo diretto vicino.

In seguito alle accuse diffuse dai media e alle conseguenti ombre gettate sul nuovo governo kosovaro, Bruxelles non può restare immobile. A giugno 2011, viene creata una Task Force d'inchiesta sul traffico di organi (SITF). Sebbene il quartier generale sia a Bruxelles, la cellula è insediata in loco su mandato dell'EULEX (Missione di stato del diritto dell'unione europea in Kosovo, ndlr). I membri beneficiano dell'immunità e lavorano in stretta collaborazione - dialogo e scambio di informazione - con gli altri membri della Missione installata nel paese. 

Il Procuratore nominato capo della task force, che raggruppa una ventina di persone, si chiama John Clint Williamson. Magistrato americano specializzato in crimini di guerra in seno al Dipartimento di Stato americano a Washington, ha anche lavorato per le Nazioni Unite con il TPI, in collaborazione con Carla Del Ponte. Malgrado avesse proposto i suoi servigi per riprendere l'inchiesta dell'Unione Europea, quest'ultima mi assicura di non essere mai stata contattata. Perché allora scegliere un americano per dirigere la missione europea? «Mr Williamson fu la miglior scelta perché unisce due qualità essenziali per un'inchiesta così particolare: è procuratore ed ex diplomatico.» Quando incontro, vicino la sede della Commissione a Bruxelles, Jüri Laas, il portavoce della SITF, questo disegna un retroscena molto cordiale. «Abbiamo dovuto aspettare che ci  fosse un consenso generale tra gli stati membri riguardo la sua nomina. Montare un tribunale ad hoc che avesse giurisdizione penale internazionale avrebbe richiesto ancora più tempo e sarebbe costato più caro. La task force è stata la soluzione più veloce, la meno onerosa per investigare esclusivamente sulle accuse del traffico di organi dei prigionieri serbi. »

Dick Marty era stato chiarissimo sull'unica condizione affinché una nuova inchiesta iniziasse: il programma protezione testimoni. Quando chiedo se il programma esistesse, Laas aggira la domanda: «Alcuni contatti sono stati presi da Mr Williamson ai più alti livelli e i presidenti albanese, serbo e kosovaro hanno ormai accettato di contribuire all'inchiesta. L'obiettivo attuale è quello di preservare il segreto dell'istruttoria.» 

Williamson concede poche interviste, mentre promuove «la pazienza» e soprattutto il silenzio. La SITF dovrà presentare le sue conclusioni nel 2014 (in realtà il rapporto Williamson è stato pubblicato lo scorso luglio). La data non è casuale: inizialmente a giugno 2014 era previsto il ritiro dell'EULEX dal Kosovo. Ed a gennaio 2014 si sono aperte le negoziazioni ufficiali per l'adesione della Serbia all'Union Europea. 

Quindi, la priorità dell'Unione è continuare ad allargarsi nei Balcani: far entrare la Serbia cercando dei compromessi tra Serbia e Kosovo, senza offendere nessuno. Dall'apertura ad aprile 2013 di un dialogo politico storico tra Pristina e Belgrado, inaugurato dalla più alta carica nella politica estera, Lady Catherine Ashton a forza di piccoli passi e comunicati stampa, non c'è più spazio per soggetti difficili. Il "niet" europeo osserva un ossequioso silenzio sugli eventuali crimini commessi dall'attuale governo del Kosovo. 

Al bar del Parlemento Europeo, un eurodeputato lo dice senza peli sulla lingua, ma in anonimato. « L'Unione non ha sempre riconosciuto l'indipendenza del Kosovo perché non è una voce concorde nella zona. Ma ciascuno stato ha degli interessi precisi nel paese, come fosse un protettorato, non importa di che tipo.» Invece la Russia, la Spagna, la Slovacchia, la Romania, la Grecia e Cipro non hanno accettato di firmarne l'indipendenza, per timore delle ripercussioni sulle loro minoranze nazionali, regolarmente soggette a rivendicazioni autonomiste. Evocare un protettorato per il Kosovo oggi è un eufemismo

Secondo l'eurodeputato, uno degli ostacoli maggiori è l'assenza di un programma di protezione testimoni. «I paesi partecipanti alla missione Eulex non hanno intenzione di fare questo programma per motivi economici. Costa troppo trasferire un teste, la sua famiglia, ridargli una nuova identità. Inoltre, Marty non ha portato alcuna prova nel suo rapporto, alcun nome, alcun teste. Poi, non dimentichiamoci che c'è stata una guerra, Dick Marty si è concentrato solo su uno degli aspetti di questo crimine. Io comincio a pensare che ci sia la volontà di influenzare i giochi politici da parte degli stati che non hanno riconosciuto il Kosovo.»

Mai niente è stato provato in questa storia del traffico di organi, è la parola d'ordine a Bruxelles. Da sempre, prosegue il deputato, «queste congiure palesano solo uno Stato fallito», prosegue il deputato. «La popolazione ha paura. La realtà è che non abbiamo scelta: in Kosovo non c'é alcuna alternativa politica a Hashim Thaçi, che noi conosciamo bene e che resta il favorito degli USA». Intendiamoci: se il Kosovo resta una creatura americana, sono gli europei che hanno le mani sporche.

AVETE LETTO UN ESTRATTO DELL'INCHIESTA DEDICATA AL TRAFFICO DI ORGANI IN KOSOVO. POTRETE CONTINUARE A SEGUIRE QUESTA FORMIDABILE STORIA DAI CONTORNI DEL THRILLER SU CAFEBABEL. PER LEGGERE TUTTO IL DOSSIER IN LINGUA ORIGINALE CLICCA QUI.

Potete leggere la nostra inchiesta integrale in questo link.