società

Croazia: un mammut in Europa

Articolo pubblicato il 16 settembre 2013
Articolo pubblicato il 16 settembre 2013

Mamutica è il più grande complesso residenziale croato, un crocevia affascinante di persone, culture e sogni. La Federazione socialista jugoslava, la guerra civile e l'ingresso nell'Unione europea: la storia della Croazia racconta un mondo che cambia in fretta. Eppure, il quartiere di Travno, nella Nuova Zagabria, sembra non cambiare mai. Fotoreportage per cafébabel.

Mamutica è il nomignolo del più grande edificio della Croazia: un "animale" di cemento lungo 240 metri e alto 70. Si trova a Travno, un quartiere di Novi Zagreb. Questo sobborgo è situato oltre il fiume Sava, dalla parte opposta della Zagabria storica, e si è sviluppato secondo un piano urbanistico funzionalista. Dagli anni '50 si è costruito per 3 decenni. Concepito negli anni '70, Travno si caratterizza per il grande parco centrale, a ovest del quale si erge Mamutica.

Fedele al principio "mischiare per non ghettizzare", l'assegnazione sovvenzionata dei nuovi appartamenti a lavoratori, accademici e militari, fu realizzata in modo da garantire l'eterogeneità sociale e la diversità di provenienze. Molto spesso erano le stesse imprese ad assegnare gli alloggi ai propri impiegati. Da tutte le regioni della Croazia e della ex-Jugoslavia, qui arrivarono coloro che successivamente avrebbero costruito il Paese negli anni dello sviluppo.

Una solidità che rassicura

La qualità della vita di Mamutica costituisce "il piccolo segreto condiviso" dei suoi inquilini. Spazi comuni e verde condiviso favoriscono uno stile di vita comunitario diverso da quello cittadino ("inumano" e "alienante" secondo alcuni intervistati). Eppure, visti da fuori, questi "mammut" di cemento appaiono ai più come dormitori culturalmente sterili. Sebbene dal punto di vista dell'efficienza e della visione urbanistica si possa parlare di successo, tra i residenti, c'è chi ha usato una rielaborazione del Pesciolino d'oro di Puskin per descrivere l’invidia verso il prossimo e la disillusione che regnano nel quartiere e in Croazia. Sopravvissuti al corso della storia, gli abitanti del mammut guardano con apprensione ad un futuro incerto. Secondo l'etnologa Valentina Gulin, «il cemento del grande edificio sembra essere la loro unica certezza: una solidità che rassicura».

Un racconto per immagini

776 appartamenti18 piani e 6 portoni d'ingresso. È Mamutica (femminile di mammut in croato), il complesso residenziale costruito a Zagabria nel 1974. Il fratello minore, il "piccolo mammut", si trova di fronte e conta 390 appartamenti. Prima della guerra degli anni '90, vi abitavano 5 mila persone. Nel 2011, invece, nei 1.166 alloggi erano registrati 2.675 inquilini.

Secondo l'architetto di Mamutica, il professor Mirkovic, «Novi Zagreb è un esempio di architettura razionalista e funzionalista. Oggi l'architettura è pura scenografia e confusione urbanistica. Ci sono altri interessi». 

Il parco, o "salotto del quartiere", visto dal 15esimo piano del Mamutica. Cuore del quartiere, ospita le scuole e, dal 2008, anche una chiesa. Secondo la visione di Miroslav Kollenz, l'architetto che ha progettato Travno, gli edifici avrebbero dovuto portare i nomi dei fiori. In passato tutta la zona era coperta da prati. Il plateau è invece la piazza centrale di Mamutica

Dino, originario del Montenegro, lavora nel chioschetto al centro del plateau: 6 giorni su 7 da 23 anni. Vive nel centro di Zagabria e spesso viene a lavoro a piedi. Dalla finestra osserva gli abitanti, conosce le loro storie: molti lo vedono come un confessore. Secondo Ljlliana, «a Mamutica si può avere la privacy che si desidera». Ma passeggiando lungo il plateau è impossibile non sentire lo sguardo vigile dei vicini affacciati ai balconi. 

«Durante la guerra i vetri erano ricoperti di nastro adesivo per evitarne la rottura»ricorda Vesna, che lavora dal 1988 per la biblioteca di Travno. «Prima della guerra si viveva tutti insieme», continua. Durante il conflitto, chi non era partito, si rifugiava nel bunker sotterraneo. Oggi Mamutica rappresenta per ancora per molti l'illusione di una vita comunitaria.

Il merletto di Pago (sotto, a destra), elencato nel patrimonio culturale dell'UNESCO, è stato disegnato nel 2009 su una parete di aerazione durante una performance artistica. L'opera vuole arricchire l'area con la simbologia della tradizione croata. 

Irena e Jeliko abitano nel quartiere e si conoscono da anni. Lui è l'allenatore della squadra di calcio giovanile della zona, tra cui anche il figlio di Irena. Jeliko, dalmata, è il terzo di tre figli maschi. Sua madre avrebbe desiderato una bambina: Jeliko, in croato, significa "desiderio". 

Prima della guerra, a Travno c'erano più di 20 bar. Oggi ce ne sono molti di meno. A Mamutica, 3 si affacciano sul plateau. Il bar Blato dà sulla strada. Mima e alcuni amici si ritrovano spesso lì per una birra in compagnia.

Per garantire un numero sufficiente di studenti nelle scuole, era necessario che a Travno vivessero tra le 8 e 12 mila persone. Inoltre, uno dei principi urbanistici che l'hanno ispirato prevedeva che i ragazzi dovessero attraversare soltanto spazi verdi per raggiungere le strutture educative (a ciò si deve la realizzazione del grande parco centrale). Avendo a disposizione soltanto 40 ettari di terreno edificabile, l’insieme di questi vincoli hanno condizionato il lavoro dell'architetto Kollenz e determinato le dimensioni di Mamutica.

Il figlio di Renato, rapper di professione, e della sua compagna si chiama Zen. «Avrà un compito da realizzare da grande: capire il perché del suo nome; lo aiuterà a superare le difficoltà della vita», confida suo padre. Alla fine di quest'anno, Renato avrà vissuto per metà della sua vita nella Repubblica socialista jugoslava e per l'altra metà nella Croazia indipendente.

Gli abitanti sono scettici nei confronti dell'ingresso nell'Unione europea. Ma alcuni vantaggi sembrano evidenti: è in corso la ristrutturazione sovvenzionata del plateau e l’impermeabilizzazione dei sottostanti garage. «Ora siamo in Europa e non si lavorerà più in nero così facilmente: ci sono regole da rispettare», afferma Vito34 anni, che lavora in un tabacchi della zona.

Molti pensionati giocano a bocce e si godono gli spazi verdi di Travno. Fino ad un anno fa coltivavano anche degli orti in alcune spazi adibiti: un modo per tramandare le culture culinarie delle regioni di origine.

Al calar del giorno, sulle note di una canzone turbo-folk croata, si accendono le luci nei 1.166 appartamenti di MamuticaPetra19 anni, studia per diventare insegnante e mi sorride dal balcone del 17esimo piano del piccolo mammut. In un inglese perfetto mi confida: «La prima volta che guardi giù hai paura, poi ti abitui. A volte vorrei non avere questo grosso edificio davanti agli occhi, vorrei poter guardare un un po' più in là».

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Questo articolo fa parte della serie di reportage EUtopia on the ground, progetto di Cafebabel sostenuto dalla Commissione Europea, nell’ambito in collaborazione con il Ministero degli Esteri francese, la Fondation Hippocrène e la Fondazione Charles Léopold Mayer.