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Crisi e lavoro: sei giornalista? Studia infermeria!

Articolo pubblicato il 28 settembre 2010
Articolo pubblicato il 28 settembre 2010
Arrivati a un certo punto, è normale chiedersi: è questo quello di cui ho bisogno? Quello che voglio? Ciò che è meglio per me? A volte, un cambiamento può essere la strada migliore verso nuove opportunità lavorative o uno stipendio più alto; altre volte, un modo di sopravvivere finché non arriva la nostra grande opportunità. E, altre volte ancora, l’unica maniera di vivere davvero.
A far parte di questa storia sono Marta, Jesús, Joanne, José Ramón e Miriam; diversi per età, professione e accento, ma tutti con qualcosa in comune: non hanno più paura dei cambiamenti. E a loro le cose vanno alla grande!

Un piede fratturato: fu questo a mettere fine alla carriera calcistica di Antonio Banderas, che all’epoca giocava nella filiale del Malaga CF. Carla Bruni, cantante, modella e attualmente first lady d'Oltralpe, aveva iniziato a studiare architettura e il cancelliere tedesco Angela Merkel si è laureata in fisica. I personaggi famosi non sono però un caso a parte. José Ramón Martínez ha 35 anni e, per otto di questi, ha lavorato in uno studio di consulenza per le risorse umane. Ma sentiva che l’azienda non scommetteva realmente sulle persone e finì per perdere la motivazione. Dopo un anno sabbatico, passato a conoscere altri paesi e a cercare la propria strada, ha trovato una soluzione. Oggi è manager di se stesso e ha fatto della sua passione per i viaggi il proprio modo di vivere. Così è nata buscounviaje.com, la sua agenzia di viaggio. Prendere una decisione del genere, però, non è affatto facile: «Bisogna imparare da zero - assicura José, - quando ti ritrovi in un campo che non è il tuo e si deve accettare la sfida psicologica di costruirsi di nuovo una vita che abbia un senso. Nonostante tutto - aggiunge - l’incertezza rappresentava per me un’opzione allettante a confronto della monotonia e dello stress».

L'attore, eletto da People "uomo più sexy del secolo", ha fatto anche il lattaioCerto, stiamo parlando di una sorta di incertezza controllata. Affinché il cambiamento sia positivo, dobbiamo avere chiari i nostri obiettivi, analizzare i rischi e la nostra capacità di assumerci le conseguenze. È quanto raccomandano gli esperti. Félix Socorro, specialista della realtà aziendale e autore del libro La Teoría del Saltamontes (“la teoria delle cavallette”) consiglia di stilare un elenco dei pro e dei contro e analizzare la realtà cercando di essere obiettivi.

Disoccupazione e dubbi professionali

Questo è stato il metodo di Miriam Miranda: analizzare le proprie motivazioni e valutare i rischi. Il giornalismo l’aveva delusa e le possibilità di futuro non la entusiasmavano. «In piena crisi e con la disoccupazione in aumento…, non ero neanche sicura di voler dedicare tutta la mia vita al giornalismo». Un giorno un amico le parlò della facoltà di infermeria. «Stipendio buono, buoni sbocchi professionali e la chance di togliermi lo sfizio di aver voluto seguire anche una facoltà scientifica», le disse. Scoprì che nonostante avesse studiato una disciplina umanistica poteva optare per i posti riservati a chi era già in possesso di una laurea. E si decise. «Ma prima di lanciarmi a occhi chiusi - dice Miriam - ho pensato fosse meglio controllare da quanti metri di altezza stavo per farlo. Il mio fidanzato è tecnico di pronto soccorso e volontario per Samur-Protección Civil, perciò mi ha proposto di seguire prima questo corso per capire se davvero mi piaceva. Come puoi immaginare, sono rimasta affascinata e non ho esitato a cominciare infermeria».

Dopo aver studiato scienze del lavoro, si è resa conto di dover cambiare stradaPersino l’inglese J.K Rowling ha tardato a raggiungere i propri obiettivi e ha preferito essere cauta. Si era sempre appassionata alla scrittura ma non si decideva a dedicarsi completamente alla letteratura, neanche quando ottenne la pubblicazione del primo libro di Harry Potter. Già il primo volume fu un indubbio successo, ma allora lavorava come professoressa di francese e non lasciò l’insegnamento fino alla pubblicazione del secondo volume della saga. Qualcosa di simile è successo a Marta Guillán. Ha studiato scienze del lavoro, ma, conclusa l’università, si è resa conto che lavorare in quel settore non la motivava. Fu allora che decise di puntare sulla sua vera passione di sempre. Adesso, infatti, si dedica al design e all’illustrazione per la moda, lavora con gioia ad una nuova linea di abbigliamento e si considera «privilegiata, perché ho scelto una professione che non solo mi piace, ma che mi appassiona». Ha fatto del cambiamento un'opportunità di soddisfazione personale.

Tuttavia le peripezie di Miriam, Marta o José Ramón per raggiungere i propri obiettivi non sono niente se messe a confronto con l’odissea vissuta da Sean Connery fino a diventare una stella del grande schermo. Da lattaio a impiegato nelle pompe funebri a bagnino. Sapete che si classificò pure terzo nella categoria "uomini alti" di Mister Universo del 1953? Quasi mezzo secolo dopo, nel 1989, la rivista People l’ha eletto come uomo più sexy del secolo. Non c’è niente da fare, alcuni, quando cambiano, lo fanno sempre in meglio.

Foto: x-ray_delta_one/flickr; per gentile concessione di Marta Guillán; video: BuscounviajeCom/Youtube