società

Cos’è un indigeno europeo?

Articolo pubblicato il 12 maggio 2011
Articolo pubblicato il 12 maggio 2011
I “Perussuomalaiset” (“Veri Finlandesi”), partito nazionalista ed euroscettico, sono la terza forza politica della Finlandia: un’eccezione nordica?
Con Marine Le Pen, leader di un Front National di nuova concezione che scuote i sondaggi in Francia, con la ricerca degli “Indigenous Britons” (“britannici indigeni”) nel Regno Unito o con la Lega Nord in Italia, l’Europa non è mai stata così popolata di europei “puri”. O almeno è quello che vogliono farci credere, con il rischio di far passare ad alcuni la voglia di restarci.

Parlare di “stirpe, sangue, razza”, come fanno i populisti di destra come l’influente blogger francese François Desouche(soprannome che deriva dall'espressione 'francese allaradice'), significa automaticamente rifiutare coloro che incarnano l’alterità: gli immigrati. L’Europa, indiscutibilmente terra d’immigrazione, anche se Francia e Italia vorrebbero cambiare le carte in tavola ritoccando la zona Schengen, è paradossalmente popolata da movimenti politici che si fondano su discorsi di autenticità. Il colmo è stato raggiunto nel Regno Unito, dove Nick Griffin, leader del Partito Nazionale Britannico di estrema destra, ha dichiarato: “The indigenous people of this island are the English, the Scots, the Welsh and the Irish … We are the aborigines here” (“Gli indigeni di quest’isola sono gli inglesi, gli scozzesi, i gallesi e gli irlandesi... Siamo noi gli aborigeni qui”), intendendo con ciò anche che la cultura originaria dell’isola non deve essere troppo mescolata a quella dei non-indigeni. Una ricerca di autenticità non tipicamente british. In Italia, la Lega Nord ha utilizzato il concetto di indigeno in uno dei manifesti della sua campagna elettorale, nel quale era raffigurato un Indiano d’America: “Loro hanno subìto l'immigrazione. Ora vivono nelle riserve!”. Il concetto di indigeno ha tuttavia un senso storico molto diverso, ben ricordato dal The Guardian.

Ma in piena crisi economica, questo cinico amalgama può risultare vincente.

In Finlandia, soltanto il 3,1% della popolazione è straniera, ma i “Veri Finlandesi” hanno appena conquistato il 19,1% dei voti alle elezioni. Ma non solo i soli. Austria, Italia, Francia, Polonia...Nonostante le grosse differenze esistenti tra questi paesi, l’idea di una minaccia straniera riesce a fare breccia. Allora alcuni si attaccano alle loro “radici”. In Polonia, si parla di “rdzenny Polak”, il polacco DOC. In ogni paese o quasi, si è cercata traccia di un ipotetico indigeno. “L’inglese DOC” discenderebbe secondo alcuni dai Celti, dai Vichinghi e dai Normanni: altrettante identità adulatrici che rinviano a un passato mitico di guerrieri. E si insorge, come fa Nick Griffin, contro chi tenterebbe di far passare gli inglesi per “mongrel” (“bastardo” o “mezzo-sangue”, “babbano”… alla Harry Potter). Questi discorsi sull’origine, argomento politico europeo del momento, specialmente in Francia con il dibattito sull’identità nazionale, suscitano un certo malessere. Secondo il cronista belga Hugo Camps, a rinchiudersi troppo nell’idea dell’indigeno europeo, si rischia nientemeno che di diventare indegni di noi stessi.

Ilustration: Henning Studte/ studte-cartoon.de