società

Claudia Cardinale e Alexandre Styker: chiacchiere e cinema

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2009
Articolo pubblicato il 27 febbraio 2009
Parigi: un attore francese trentenne, Alexandre Styker, sul divano della diva italiana. La coppia unita dal cinema racconta di Visconti, Fellini, Delon: li separano quarant’anni di carriera. Il cinema e il teatro di ieri e oggi tra due generazioni e confronto.

«Vuoi una sigaretta, vero?» chiede beffarda la Cardinale ad Alexandre, seduto sul suo divano. I due si sono conosciuti quattro anni fa, quando hanno lavorato in una pièce teatrale di Tennessee Williams, La dolce ala della giovinezza, per la regia di Philippe Adrien al Teatro della Madeleine di Parigi. «Abitando vicini, prendevamo il taxi insieme, è così che siamo diventati amici».

«La normalità fa paura»

È la storia di un giovane debuttante, biondo e affascinante, e di una signora del cinema decisa a non abbandonare la scena. Claudia Cardinale, nata a Tunisi nel 1938 da genitori siciliani, fa parte di quel ristretto numero di attori che hanno all’attivo più di cento film e che hanno avuto il privilegio di lavorare con i più grandi maestri del cinema. Oltre che a teatro, Alexandre Styker ha recentemente recitato in una serie televisiva francese, La commune, su Canal+. Claudia Cardinale, nel privato, è come al cinema? «No, nella vita privata sono una persona normale!», si difende l’attrice. «Tu non sei normale,» ribatte Alexandre «la normalità fa paura!». Pur abitando nello stesso quartiere, la vita d’attore è fatta di continui spostamenti. «C’è un piccolo rito che facciamo tutti gli anni: ci telefoniamo prima di Capodanno per sapere cosa mangiare e cosa fare all’ultimo dell’anno. Mangiamo quasi sempre couscous e Tajine».

Delon e la Cardinale: una coppia immortale

Styker e la Cardinale prendono ancora il taxi insieme per andare a teatro, anche se ci vanno più spesso come spettatori. «Claudia mi ha portato a vedere una pièce con Alain Delon, era divertente, all’improvviso mi sono ritrovato di fronte Il Gattopardo», ricorda Alexandre. «Alain mi chiama spesso, siamo molto legati, dice sempre che siamo una coppia immortale, non solo al cinema!», prosegue l’attrice. E di spettacoli ce ne sono tanti nella ville-lumière: «Il quartiere dove abito a Parigi è come un piccolo villaggio, non mi disturba nessuno. A Roma la gente ti salta addosso e a Tunisi mi gridano “Claudia, Claudia” perché sono la sola attrice famosa a essere nata lì. Devo fermarmi a prendere il tè in tutti i bar della Medina, altrimenti si offendono». Sulla mensola del caminetto sono ammassati premi e trofei d’oro. «La mia fortuna è quella di essere arrivata nel momento più magico per il cinema: gli anni Sessanta. Facevo dai cinque ai sei film all’anno. Era il tempo dei grandi sceneggiatori, ma anche dei grandi rischi: non sapevamo mai se saremmo riusciti a finire un film».

Visconti e gli anni che passano

Se si chiede ad Alexandre Styker che film avrebbe voluto interpretare al fianco della Cardinale, risponde: «La ragazza con la valigia (di Valerio Zurlini, 1960)! L’ho visto con lei. Claudia mi ha detto che assomiglio a Jacques Perrin e allora mi sono detto che avrei dovuto interpretarlo io quel ruolo. Peccato che non ero nemmeno nato!». Certo, Alexandre nasceva quando lei, alle prese con Gruppo di famiglia in un interno di Visconti, aveva già girato più di cinquanta film. Ma l’amicizia va al di là della differenza d’età: «Quarant’anni? Poca cosa… come se fossero mesi!». «Anche con Visconti, no?» aggiunge il giovane pensando ai suoi sogni infranti. «Puoi dirlo forte», ironizza l’attrice, «Visconti era un genio! Ho fatto quattro film con lui e mi ha fatto girare tutto il mondo, mi ricopriva di regali». Doveva essere un tipo particolare, Visconti. «Diceva che sono una gatta che puoi accarezzare, ma una gatta che graffia. Visconti veniva dal teatro, non potevi muovere nemmeno un muscolo del viso se non te lo diceva lui, gli occhi dovevano esprimere quello che non potevano dire. Con Fellini, con il quale nello stesso periodo ho girato , era tutto il contrario, non c’era copione, era tutto improvvisato». Alexandre Styker conferma: «È vero, alla fine vediamo il rigore di Fellini e il caos di Visconti!».

Puttana o principessa

Claudia Cardinale, tutti la cercano tutti la vogliono: «Mi chiedevano di fare un film e non rispondevo. Dovevano insistere per farmi accettare». «Un po’ come in amore, devi impegnarti se vuoi che funzioni», commenta il suo discepolo. Ma oggi il cinema non è più quello di una volta: «Portare in scena la contemporaneità non è semplice, riconosce l’attrice. Si danno tutti da fare per prendere soldi. Quando non ci sono i mezzi, bisogna avere idee ed energia». Certe cose però sono sempre vere: «L’importante è avere molta forza d’animo per rimanere sempre te stessa, che tu faccia la puttana o la principessa». Anche se adesso si trova più spesso nei panni della seconda che della prima, “La Cardinale” non è mai a corto di lavoro. Una pièce teatrale e quattro film, di cui uno andrà a Cannes, girati anche in Marocco, Algeria e Tunisia. «Incredibile ma vero»; dice lei, la veterana del cinema europeo «riceve un sacco di proposte». «Sei proprio fortunata tu», si affretta a ribattere il giovane Alexandre. Strana epoca per gli attori.