società

Cinque ragioni per scegliere l’italiano come lingua d’Europa

Articolo pubblicato il 28 settembre 2009
Articolo pubblicato il 28 settembre 2009
Per continuare a costruire l’Europa e perché tutti i suoi cittadini possano comunicare tra loro, esistono diverse soluzioni. Per me l’italiano è una delle migliori: i cinque motivi che fanno della lingua di Dante la lingua perfetta per la comunità europea. Opinione.

1- È possibile

Al contrario delle lingue artificiali come il volapük o l’esperanto, l’italiano non è oggetto di scherno, né provoca nausea alle menti più pragmatiche. È una lingua con più di 60 milioni di locutori, e se proprio vogliamo dirla tutta, impararla può sempre essere utile.

2- È molto europea

L’italiano si parla unicamente in Europa. Inoltre, è una lingua radicata nella cultura europea: è la lingua del Rinascimento, dell’epoca in cui l’Europa riscoprì sé stessa, e in cui l’Italia non esisteva ancora come Paese. È la lingua del risveglio dell’arte pittorica e della musica, arti in cui le differenze linguistiche passano in secondo piano. Se questo non fosse sufficiente, l’italiano è il discendente più diretto del latino, che indiscutibilmente è stata per secoli la lingua d’Europa, influenzando il vocabolario delle altre ed essendo oggetto d’ammirazione e di studio in tutti i Paesi.

3- Non è una lingua egemonica, né risveglia gelosie 

Al contrario delle lingue come l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco o il russo; nessuno teme l’italiano, né ha paura che faccia sparire la sua lingua materna... Ad eccezione forse degli stessi italiani!

4- È una lingua percepita come bella e colta

Forse a causa della sua già menzionata associazione con la musica, nessuno ha mai detto in Europa che l’italiano è una lingua brutta, né tanto meno rozza, tutti condividono il piacere della sua musicalità. Un valido motivo per mettersi a studiare questa lingua!

5- È una lingua facile

Sia dal punto di vista sintattico sia da quello morfologico: a differenza del francese, dello spagnolo, del russo o del tedesco, la grammatica italiana è considerevolmente ‘logica’ e facile da imparare. I suoi tempi verbali sono pochi ed estremamente regolari, il suo sistema di preposizioni e articoli è di una coerenza devastante, come la sua logica di formazione dei generi e dei plurali. Inoltre, il suo vocabolario di origine latina incontra affinità con quasi tutte le lingue d’Europa, soprattutto con le lingue romanze e con l’inglese.

Dal punto di vista fonologico: presenta cinque vocali e le consonanti tipiche di tutte le lingue europee.

Oralmente: è un lingua in cui ogni suono è pienamente vocalizzato e in cui è raro, quasi innaturale, “mangiarsi le sillabe” o le lettere.

Ortograficamente: di fronte alla sistematica assurdità dell’ortografia inglese e alla capricciosa e conservatrice del francese, (per non parlare dell’alfabeto cirillico!), l’ortografia dell’italiano è forse la più fonetica d’Europa. Le eccezioni sono molto rare.

Per tutte queste ragioni, permettetemi di dire che l’italiano è la lingua più adeguata a diventare la lingua d’Europa. Se così fosse, non ci resta che spargere la voce.

Habemus Lingua! O meglio... Abbiamo Lingua!